Siena, 13 ottobre 2026 – Ottimizzare la gestione dei farmaci assunti dagli ospiti ultrasessantacinquenni delle RSA e ridurre i rischi di inappropriatezza prescrittiva e interazioni nocive, è questo l’obiettivo del progetto RI.CO.FA.SE. (Ricognizione e Riconciliazione delle terapie farmacologiche), coordinato dal direttore dell’AD Farmaceutica senese Asl Tse Silvano Giorgi, i cui risultati sono stati presentati lo scorso 3 ottobre presso l’auditorium dell’ospedale di Campostaggia all’evento “L’appropriatezza clinica e la personalizzazione delle terapie nel paziente in politerapia: dalla medication review alla deprescrizione”. Attraverso la collaborazione sinergica di team multidisciplinari e l’utilizzo di piattaforme informatiche specifiche, i professionisti hanno condiviso competenze complementari per effettuare revisioni terapeutiche mirate e deprescrizioni sicure secondo il principio del “meno è meglio”. Il riscontro positivo raccolto durante la giornata di presentazione dei risultati, unitamente all’entusiasmo dei team di lavoro sul campo, ha dato la spinta decisiva per estendere questo modello organizzativo a un nuovo e ambizioso progetto di più ampio respiro rivolto ai pazienti cronici ambulatoriali.
Le parole della direttrice del Dipartimento Politiche del farmaco Asl Toscana sud est Barbara Meini: «Il nuovo progetto RI.CO.FA.SE. 2.0 rappresenta il naturale sviluppo di un percorso di successo basato sull’integrazione delle competenze e confermato dai feedback positivi della Direzione Sanitaria, trovando nelle Case di Comunità lo spazio operativo ideale in linea con le indicazioni Agenas dove medici, farmacisti del Servizio Farmaceutico Territoriale e infermieri collaborano quotidianamente per unire farmacovigilanza attiva e teleconsulto specialistico, realizzando così un’alleanza terapeutica sartoriale attorno al paziente cronico e fragile che riduce le somministrazioni inutili e previene le reazioni avverse, dimostrando quanto il lavoro di squadra sia fondamentale per la sicurezza e l’umanizzazione delle cure territoriali».
L’evoluzione del modello verso la versione 2.0 permetterà di passare da una revisione statica a un monitoraggio dinamico nel contesto della vita reale del paziente fragile. Il progetto vedrà un’azione coordinata interprofessionale volta a prevenire le “cascate prescrittive” e ridurre gli accessi impropri in Pronto Soccorso ed i ricoveri evitabili.
Grazie anche all’adozione del teleconsulto specialistico e alla valorizzazione dei team multiprofessionali previsti dal D.M. 77/2022 all’interno delle Case della Comunità, i medici di medicina generale, i farmacisti clinici e gli infermieri di famiglia e comunità lavoreranno in stretta connessione con i medici specialisti (tra cui cardiologi, geriatri, internisti) per offrire risposte tempestive, personalizzate e vicine al cittadino.