Roma, 12 ottobre 2026 – Approda oggi pomeriggio in Aula alla Camera la riforma della responsabilità professionale medica, il provvedimento più atteso da anni dai chirurghi italiani. L’annuncio è arrivato dal viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, intervenuto a margine del 128° Congresso nazionale della Società Italiana di Chirurgia (SIC), in corso a Roma fino al 14 ottobre. Non si tratta ancora dell’approvazione, ma del passaggio che apre la strada al voto: secondo Sisto, il testo sarà votato e arriverà al Senato nel giro di una settimana, dieci giorni.
“Oggi pomeriggio è in aula la nuova responsabilità professionale del medico e nel giro di una settimana, settimana e mezzo sarà votata e arriverà al Senato. Abbiamo ottime possibilità, quasi certezza, che questa legge Schillaci-Sisto possa entrare in vigore. Un grande passo avanti a tutela del paziente attraverso l’adempimento premiante delle linee guida e delle buone procedure messe allo stesso livello, una casistica giurisprudenziale che sarà tradotta in legge, una legge moderna”, ha dichiarato Sisto.
I chirurghi plaudono all’approdo in Aula. “È il segnale che aspettavamo da anni. Per chi opera ogni giorno significa poter lavorare con la serenità di chi, rispettando le linee guida, non rischia di finire sotto processo penale per ogni evento avverso. Ora serve l’ultimo miglio: l’approvazione definitiva, e in tempi rapidi, perché la fuga dei giovani dalla chirurgia non può più aspettare”, commenta Ludovico Docimo, presidente della SIC.
Il chirurgo è, secondo la SIC, la figura più esposta al contenzioso e ai procedimenti penali per eventi avversi: uno dei motivi, insieme a turni massacranti e a un riconoscimento economico non adeguato, per cui i giovani si allontanano da una specialità un tempo molto ambita. Al concorso 2026 per le scuole di specializzazione il 34,2% dei posti in chirurgia generale è rimasto vuoto, mentre oltre la metà dei chirurghi generali che lavorano in ospedale ha più di sessant’anni.
La richiesta dei chirurghi non è la depenalizzazione, ma una responsabilità penale circoscritta: chi sbaglia risponde anche penalmente, ma il rispetto delle linee guida diventa una scriminante e l’errore grave resta penalmente rilevante solo se le linee guida non sono state rispettate. È la direzione indicata dalla riforma, che secondo Sisto premia l’adempimento delle linee guida e delle buone procedure.