giovedì, 8 Ottobre 2026

RO.MENS, il futuro di un ragazzo non può dipendere dal suo indirizzo di casa

Siracusano e Orefice nel VI Distretto di Roma: sanità, scuola, Municipio e Carabinieri allo stesso tavolo per la salute mentale dei giovani.

Sala gremita al seminario della UOC Salute Mentale D6 dell’ASL Roma 2 per il festival Ro.Mens. L’obiettivo: trasformare un giorno di confronto in una sede stabile di collaborazione.
Roma, 8 ottobre 2026 – Il futuro di un ragazzo non può dipendere dal suo indirizzo di casa. Non è uno slogan: è una responsabilità. Ed è da qui che il Festival RO.MENS ha scelto di partire, portando nel VI Distretto di Roma chi ogni giorno si occupa di cura, educazione, diritti e legalità. Non in un palazzo del centro, ma dove i ragazzi crescono.

Una sala piena, e non per caso. Nella Sala Cinema “Antonio Cerone” di via Natale Balbiani si è svolto il seminario “Giovani, Territorio e Salute Mentale”, organizzato dalla UOC Salute Mentale del Distretto 6 dell’ASL Roma 2 nell’ambito delle iniziative territoriali di RO.MENS, il Festival della Salute Mentale a cura del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Roma 2.
Due voci hanno dato all’incontro un peso particolare: il professor Alberto Siracusano, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità e Coordinatore del Tavolo tecnico per la salute mentale del Ministero della Salute, e il tenente colonnello Matteo Orefice, comandante del Gruppo Carabinieri per la Tutela della Salute di Roma. A fare gli onori di casa Romano Amato, Assessore alle Politiche Sociali del Municipio VI delle Torri, la cui presenza ha dato un segnale preciso: Municipio e servizi sanitari lavorano dalla stessa parte.

LA SALUTE MENTALE È UNA RICCHEZZA. E VA DIFESA

“Investire oggi nella salute mentale dei giovani per costruire il Paese di domani”: il titolo dell’intervento di Siracusano dice già tutto. La salute mentale delle nuove generazioni non è una voce di spesa: è un investimento sul futuro di tutti. Il professore lo ha spiegato attraverso il concetto di Mental Wealth, la ricchezza mentale di una comunità: la capacità di apprendere, collaborare, costruire relazioni, attraversare le crisi. Un capitale invisibile, che sostiene anche la crescita sociale ed economica del Paese.
Solitudine, disuguaglianze, privazione affettiva e materiale, nuove dipendenze: sono i nomi del disagio al centro della sua analisi. Con la prospettiva One Mental Health, Siracusano ha legato la salute mentale alle condizioni di vita, alle relazioni, all’ambiente. E con il richiamo al Piano di Azioni Nazionale per la Salute Mentale 2025–2030 ha indicato la direzione: più prevenzione, più servizi di prossimità, più integrazione tra sanità, sociale e scuola. Perché prendersi cura dei giovani significa prendersi cura dei luoghi in cui crescono.

DOVE MANCANO I LUOGHI, CRESCE IL VUOTO

Su questo terreno si è innestato il contributo di Orefice, dedicato ai determinanti sociali della salute e alla marginalità. L’ufficiale ha dato un nome a un fenomeno che questi quartieri conoscono bene: “desertificazione sociale”. Pochi spazi di aggregazione, pochi consultori, pochi impianti sportivi, pochi presidi di comunità. E dove mancano i luoghi, crescono isolamento, disgregazione dei legami, esposizione alle dinamiche dell’illegalità. Orefice ha richiamato anche la povertà alimentare, che nega alle fasce più vulnerabili l’accesso a un’alimentazione di qualità.
Nel suo intervento la legalità non è stata soltanto regola e controllo: è stata posta in relazione con la garanzia dei diritti fondamentali, con l’equità, con la giustizia sociale. È il cuore dell’iniziativa: protezione e opportunità si offrono con servizi presenti, istituzioni riconoscibili e una comunità che non lascia indietro chi rischia di restare ai margini.

VERSO UN PATTO PER I GIOVANI DEL VI DISTRETTO

Dalle analisi agli impegni. La tavola rotonda “Verso un patto del VI distretto per la salute mentale dei giovani”, moderata dalla giornalista Ertilia Giordano, ha messo allo stesso tavolo Alessandro Cartelli, Area Socio-Sanitaria del Municipio VI; Gian Loreto Dalò, VI Distretto Socio-Sanitario ASL Roma 2; Giovanni Fiori, Consulta della Salute Mentale DSM-DP dell’ASL Roma 2; Giovanni Giraudo, Progetto KIT della Cooperativa MANSER; Elie Mhanna, Patologie Dipendenza D6 dell’ASL Roma 2; Cinzia Niolu, UOC Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura del Policlinico Tor Vergata; Anna Petrillo, Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza D6 dell’ASL Roma 2; Clelia Ramozzi, UOC Salute Mentale D6 dell’ASL Roma 2; Valeria Sentili, per il mondo della scuola, con riferimento al Liceo Amaldi, all’IC Francesca Morvillo e all’IIS Edoardo Amaldi; Sossio De Cristofaro, Stazione Carabinieri di Tor Bella Monaca.

La novità è tutta qui: responsabilità istituzionali, sanitarie, educative e sociali che di solito lavorano in parallelo si sono incontrate nello stesso luogo, dentro il territorio. In un Distretto che comprende Tor Bella Monaca e affronta sfide economiche, sociali e sanitarie complesse, significa una cosa concreta: riconoscere prima i bisogni, collegare le risposte, accompagnare i ragazzi nei loro percorsi di crescita.
Ora la sfida è non fermarsi a un giorno. La prospettiva è fare di questo confronto un appuntamento permanente tra servizi, istituzioni e comunità: una sede stabile in cui condividere i bisogni e costruire risposte integrate, tenendo aperto il dialogo avviato durante il Festival.

Un ringraziamento al Presidente del Municipio VI delle Torri, Nicola Franco, per l’attenzione dedicata alla legalità, e all’assessore Romano Amato per l’accoglienza e il sostegno all’iniziativa.
Dal VI Distretto RO.MENS rilancia un messaggio che riguarda tutta la città: il futuro dei giovani non si promette, si costruisce. Ogni giorno, rendendo possibile chiedere aiuto, trovare sostegno e scegliere la propria strada.

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