giovedì, 8 Ottobre 2026

Giornata Mondiale Salute Mentale, per il 96% dei proprietari il cane è un alleato del benessere, merito dell’effetto “Pawsitivity”

Dagli esperti 10 consigli per ricambiare il loro amore rispettandone la natura.

Milano, 8 ottobre 2026 – In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, il legame tra persone e animali domestici si conferma molto più di una semplice convivenza: un’amicizia quotidiana fatta di abitudini condivise e benessere reciproco. Lo raccontano i dati del National Dog Survey 2026, secondo cui il 96% dei proprietari ritiene che avere un cane faccia bene alla salute mentale mentre il 49% di chi ha un gatto, secondo il CATS Report, lo considera il motivo per alzarsi la mattina. Un beneficio, quello della “Pawsitivity”, ovvero l’effetto benefico a livello psicofisico che la presenza dei pet apporta all’uomo, che merita di essere ricambiato, rispettando però la natura di chi ci sta accanto per evitare il rischio di “umanizzazione”.

Il 10 ottobre si celebra la Giornata Mondiale della Salute Mentale e, tra gli alleati del nostro equilibrio quotidiano, ce n’è uno che spesso dimentichiamo di citare: il nostro animale domestico. Il cane, tra i più diffusi al mondo insieme al gatto, non è più soltanto un animale da compagnia, ma un compagno di vita che condivide routine, spazi, decisioni e persino scelte professionali dei suoi umani. A raccontare quanto questo legame incida sulla vita di tutti i giorni è il National Dog Survey 2026 di Dogs Trust, la principale associazione britannica per la tutela dei cani: il 96% dei proprietari è convinto che avere un cane faccia bene alla salute mentale e l’82% dichiara di aver vissuto più interazioni positive con sconosciuti grazie a lui, il 90% dei proprietari lo tratta come parte della famiglia e il 72% lo considera addirittura un elemento chiave della propria identità.

Un attaccamento che non riguarda soltanto i cani: secondo il CATS Report 2025 di Cats Protection, il 92% dei proprietari considera il proprio gatto parte della famiglia, il 74% dice che gli porta gioia e il 49% che gli dà un motivo per alzarsi la mattina. Secondo un nuovo studio del Mather Institute, inoltre, il possesso di un animale domestico può migliorare il benessere fisico, psicologico e sociale delle persone anziane che vivono da sole: su 900 over 55 che vivono da soli, il 76% riferisce un miglioramento del benessere emotivo grazie ai propri animali, il 62% una riduzione dello stress e il 45% un aumento dell’attività fisica. Quasi la metà indica inoltre che gli animali aiutano a ridurre la solitudine.

A confermare quanto il legame con un animale incida sull’equilibrio emotivo è anche la voce degli psicologi: la dottoressa Melissa Peskin, psicologa e docente del NewYork-Presbyterian/Weill Cornell Medical Center, ha ricordato come, secondo uno studio pubblicato su Science, quando cani e padroni si guardano negli occhi i livelli di ossitocina, soprannominata “ormone dell’amore” perché contribuisce a creare legami e fiducia tra le persone, possano aumentare fino al 130% nei cani e nei padroni fino al 300%.

Proprio la forza di questo legame può trasformarsi però in un rischio quando l’affetto diventa umanizzazione forzata. Negli ultimi anni non è cambiato solo il modo con cui ci si rivolge al proprio animale, con espressioni come “fur-baby” o “fur-child”, usate dal 32% dei proprietari, divenute comuni quanto “best friend”. Secondo un recente sondaggio YouGov su 2.149 adulti statunitensi, per il 64% è accettabile vestire il cane e per più di un proprietario su 2 portarlo in passeggino o chiamarlo “figlio”.

“Considerare il cane un amico non significa trattarlo come un essere umano – spiega il dott. Vittorio Saettone, veterinario – Rispettare la sua natura significa permettergli di esplorare il mondo attraverso l’olfatto, concedergli tempi di scarico dello stress e non forzare interazioni sociali quando necessita di spazio. È così che il benessere diventa reciproco: il tempo che dedichiamo al nostro animale fa bene a noi, ma fa bene anche a lui, purché sia un tempo di qualità, pensato attorno alle sue esigenze etologiche e non solo alle nostre”.

I 10 consigli degli esperti

1. Una routine prevedibile e il giusto riposo fanno bene a entrambi: orari regolari per pasti, uscite e riposo danno struttura alla vita con il proprio pet, che potrebbe vivere male i cambiamenti improvvisi.

2. Lasciamo che il cane annusi con calma: la passeggiata è il “tempo del cane”, non solo il nostro. L’esplorazione olfattiva è per lui un’attività mentale appagante e rilassante.

3. È il gatto a scegliere il contatto: invitiamolo, ma non forziamo coccole o prese in braccio. Garantiamogli sempre una via di fuga e dei punti alti da cui osservare.

4. Impariamo a leggere i segnali di disagio e confrontiamoci con il veterinario: nel cane sbadigli fuori contesto, leccarsi il naso, orecchie indietro, coda fra le gambe e sguardo distolto; nel gatto coda che sbatte, orecchie ruotate, pupille dilatate, irrigidimento.

5. Gli animali non sono i nostri terapeuti: cani e gatti percepiscono il nostro stato emotivo, e lo stress del proprietario può riflettersi sul loro. Se attraversiamo un momento difficile, chiedere aiuto a un professionista fa bene a noi e a loro.

6. Evitiamo l’overfeeding: non è una dimostrazione d’affetto. I premi vanno usati con misura, come parte del gioco e dell’educazione.

7. Giochiamo secondo la loro natura: per il cane attività olfattive, ricerca di bocconcini, riporto; per il gatto sessioni brevi che simulino la caccia.

8. Pochi minuti al giorno di gioco condiviso riducono la noia per loro e lo stress per noi: abituiamoli gradualmente a restare da soli ed evitiamo saluti troppo carichi in uscita e al rientro.

9. Il cane è un “ponte sociale”, ma rispettiamone il carattere: non tutti i cani amano socializzare con altri cani o con sconosciuti. Chiediamo sempre prima di far avvicinare il nostro animale.

10. Accessori solo se servono: un cappottino può essere utile a un cane a pelo corto o anziano al freddo. Vestiti, passeggini e travestimenti “per gioco” rispondono ai nostri desideri, non ai loro bisogni.

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