mercoledì, 7 Ottobre 2026

Contratto medici 2025-2027, CIMO-FESMED firma la pre-intesa: “Passo avanti per retribuzioni e carriere”

Il Presidente CIMO-FESMED Guido Quici: «Amara delusione per assenza revisione complessiva della libera professione, mancata valorizzazione dei medici in rapporto non esclusivo e assenza di riconoscimento dell’anzianità di servizio dei medici convenzionati del 118. Pronti a intentare cause in tutta Italia»

Roma, 7 ottobre 2026 – La Federazione CIMO-FESMED, il secondo sindacato più rappresentativo dell’Area Sanità, ha firmato l’ipotesi di accordo del Contratto collettivo nazionale di lavoro dei medici, veterinari e dirigenti sanitari relativo al triennio 2025-2027.

«È la prima volta che firmiamo una pre-intesa un anno prima della sua scadenza e già questo rappresenta un risultato storico – dichiara Guido Quici, Presidente della Federazione CIMO-FESMED -. Ma non è soltanto una questione di tempi: questo contratto contiene diverse novità che possono incidere concretamente sulla vita professionale dei medici».

«Il contratto – prosegue Quici – aumenta le retribuzioni, apre nuove prospettive di carriera, rafforza alcune tutele e prova a intervenire su problemi che da anni condizionano il lavoro dei medici dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale. Resta però un’amara delusione per non essere riusciti ad ottenere alcuni risultati importanti: la revisione complessiva della disciplina della libera professione, a causa dell’opposizione delle Regioni che continuano a trattare l’intramoenia come la causa di tutti i mali; la riduzione delle penalizzazioni economiche subite dai dirigenti con rapporto di lavoro non esclusivo che riteniamo contrarie alla legge; infine, il mancato riconoscimento dell’anzianità di servizio dei medici convenzionati che operano nel 118, riconosciuta invece agli specialisti ambulatoriali. Su questi ultimi due punti, intenteremo con determinazione cause in tutta Italia».

Sul piano economico, il nuovo accordo prevede un incremento del 7,5%, pari in media a circa 500 euro lordi mensili, al netto dell’indennità di vacanza contrattuale già percepita. Aumenti che si aggiungono a quelli riconosciuti con il precedente contratto, firmato pochi mesi fa.

Tra gli elementi che qualificano l’ipotesi di accordo ci sono innanzitutto nuove opportunità di progressione di carriera, con il riconoscimento di nuove fasce economiche dopo 3 e 10 anni di attività e maggiori garanzie nell’affidamento degli incarichi. Viene inoltre previsto che l’incarico sia attribuito già al momento dell’assunzione, senza dover attendere il superamento del periodo di prova, e si introducono maggiori tutele per i direttori di struttura, la cui responsabilità gestionale risulta oggi messa a rischio dalla cosiddetta clinicizzazione e dalla crescente presenza di personale universitario nelle strutture del SSN.

Il testo inoltre estende la tassazione agevolata al 15% alle prestazioni aggiuntive svolte al di fuori della struttura sanitaria di appartenenza e introduce criteri uniformi per la determinazione delle tariffe della libera professione. È poi prevista la possibilità di esonerare dai turni notturni chi ha superato i 62 anni e di negoziare un maggiore riconoscimento economico per chi svolge attività notturna e nei giorni festivi.

Novità arrivano anche sul piano delle relazioni sindacali e della gestione delle risorse, con strumenti che puntano a rendere più trasparente l’utilizzo dei fondi e a rafforzare il confronto tra aziende e organizzazioni sindacali.

«Adesso – aggiunge Quici – comincia la parte altrettanto importante: il contratto deve essere applicato correttamente e in modo uniforme in tutte le strutture sanitarie del Paese. Vigileremo quindi sull’applicazione delle nuove norme e continueremo a batterci affinché le risorse e le opportunità previste dall’accordo arrivino realmente ai colleghi» conclude.

Notiziario

Archivio Notizie