Il 9 settembre conferenza stampa a Roma.
L’attrice Maria Grazia Cucinotta modererà l’incontro promosso da UAP con la presidente Mariastella Giorlandino e i rappresentanti delle associazioni aderenti. Invitati i ministri Giancarlo Giorgetti e Orazio Schillaci e il presidente della Fondazione GIMBE Nino Cartabellotta.
Foad e Nadir Aodi: «Quasi il 39% dei servizi ai cittadini è garantito dalla sanità privata accreditata. Difendere strutture e professionisti significa difendere il diritto alle cure»
ROMA, 8 settembre 2026 – Cure disponibili quando servono, tariffe costruite sui costi effettivi delle singole prestazioni, integrazione reale tra pubblico e privato accreditato e valutazione del sistema sanitario non soltanto sulla quantità delle attività erogate, ma soprattutto sui risultati ottenuti per i pazienti. Sono questi i punti centrali della conferenza stampa nazionale promossa da UAP – Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata – insieme ad AMSI, UMEM e Uniti per Unire (UXU), in programma domani mercoledì 9 settembre 2026 alle ore 11:00, presso CEOforLIFE Clubhouse, in Piazza di Monte Citorio 116 a Roma.
A moderare l’incontro sarà Maria Grazia Cucinotta, da anni impegnata anche in iniziative rivolte alle persone fragili e vulnerabili. Accanto alla presidente UAP Mariastella Giorlandino interverranno i presidenti e i rappresentanti delle associazioni aderenti. Sono stati invitati il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, il ministro della Salute Orazio Schillaci e il presidente della Fondazione GIMBE Nino Cartabellotta.
Per AMSI – Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, UMEM – Unione Medica Euromediterranea e Movimento Internazionale Uniti per Unire (UXU) interverranno il Prof. Foad Aodi, medico fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Consiglio Direttivo UAP, membro del Registro Esperti FNOMCeO e docente dell’Università di Tor Vergata, e il Dott. Nadir Aodi, podologo, vicepresidente AMSI, coordinatore internazionale e membro del Consiglio Direttivo UMEM.
Giorlandino: «Non basta contare le prestazioni, dobbiamo misurare quanto e come riusciamo a curare»
«La domanda dalla quale vogliamo partire è molto semplice: come possiamo garantire ai cittadini cure più tempestive utilizzando meglio le risorse disponibili? – dichiara la presidente UAP Mariastella Giorlandino –. Non possiamo continuare a discutere di sanità soltanto attraverso volumi, tetti di spesa e numero delle prestazioni. Il vero parametro deve essere il risultato ottenuto per il paziente: quanto deve aspettare, se riesce realmente ad accedere alla diagnosi e alla terapia, quale continuità assistenziale gli viene garantita».
UAP presenterà dati, criticità e proposte per un sistema tariffario fondato sui costi reali e sottoposto ad aggiornamenti periodici, insieme a un modello nel quale strutture pubbliche e private accreditate operino all’interno di una rete integrata, programmata e governata dal servizio pubblico.
«Le tariffe – prosegue Giorlandino – devono permettere concretamente di erogare le prestazioni e la programmazione deve fare in modo che quelle prestazioni siano disponibili nel momento in cui il cittadino ne ha bisogno. Una tariffa insufficiente non è un problema contabile confinato ai bilanci delle strutture: può trasformarsi in meno personale, meno investimenti, minore capacità produttiva e, alla fine, maggiore difficoltà di accesso alle cure».
Foad e Nadir Aodi: «Pubblico e privato accreditato devono essere governati come un’unica rete»
«Non possiamo più permetterci una contrapposizione ideologica tra pubblico e privato accreditato – dichiarano Foad e Nadir Aodi –. Quando un cittadino riceve una prestazione per conto del Servizio sanitario nazionale in una struttura accreditata, quella cura appartiene al SSN. Il punto non è chi possiede la struttura, ma se il paziente riesce a essere curato bene e in tempo».
Secondo le analisi di AMSI, UMEM e Uniti per Unire, quasi il 39% dei servizi destinati ai cittadini viene garantito dalla sanità privata accreditata. Il sistema privato accreditato assorbe inoltre circa il 17% della spesa del SSN, a fronte di circa il 28% dei ricoveri, garantendo oltre la metà della lungodegenza, quasi quattro quinti della riabilitazione e una presenza determinante nella specialistica ambulatoriale e nella diagnostica.
«Quando viene meno una parte dell’offerta – proseguono Foad e Nadir Aodi – la necessità di cura non si dissolve. Il paziente si sposta altrove. Lo abbiamo visto anche a Messina, dove la chiusura estiva dei laboratori privati ha determinato un aumento della pressione sui laboratori degli ospedali pubblici».
Oltre un milione di professionisti nella filiera della sanità privata accreditata e pura
AMSI, UMEM e Uniti per Unire porteranno alla conferenza anche i risultati dell’indagine aggiornata al 31 dicembre 2025 sulla forza lavoro della sanità privata accreditata e pura e del comparto socio-sanitario. Il perimetro complessivo analizzato supera un milione di professionisti: negli ospedali privati accreditati vengono conteggiati 95.320 professionisti, nei servizi socio-sanitari residenziali operano 373.462 addetti, dei quali 336.810 retribuiti, mentre l’area socio-sanitaria del Terzo Settore conta 570.079 dipendenti.
«Se si bloccassero contemporaneamente il privato accreditato e il privato puro – proseguono – stimiamo che circa il 50% dei servizi oggi disponibili non verrebbe erogato e il sistema pubblico non sarebbe in grado di assorbire nell’immediato un simile volume di domanda assistenziale».
Il nodo del nuovo tariffario: «Il costo deve essere conosciuto prestazione per prestazione»
Al centro dell’appuntamento del 9 settembre resterà il nuovo sistema tariffario della specialistica ambulatoriale e dell’assistenza protesica. Il precedente decreto del 25 novembre 2024 è stato annullato dal TAR Lazio, che ha rilevato criticità nell’istruttoria e nel metodo adottato. UAP chiede ora che il nuovo provvedimento superi in maniera documentabile quelle problematiche, attraverso criteri conoscibili, dati verificabili e una determinazione delle tariffe realmente collegata ai costi sostenuti per ciascuna prestazione.
«Se una prestazione costa sette euro e viene remunerata cinque – spiega Mariastella Giorlandino – quei due euro non spariscono. Nel pubblico diventano uno squilibrio che deve essere assorbito dal bilancio dell’azienda sanitaria; nel privato accreditato diventano una perdita che, se ripetuta migliaia di volte, può rendere impossibile continuare a erogare quel servizio».
«Il 9 settembre – concludono Foad e Nadir Aodi – saremo al fianco di UAP con un messaggio molto preciso: la sostenibilità economica delle strutture, la dignità professionale di chi vi lavora e il diritto dei cittadini a ricevere cure tempestive non sono tre battaglie differenti. Sono la stessa battaglia».