In aumento i casi tra i giovani di 15-29 anni. In Italia non c’è ancora un piano di prevenzione. L’associazione AMA Milano Monza Brianza organizza alla Casa di Quartiere Garibaldi un incontro pubblico gratuito per sensibilizzare e combattere lo stigma sociale; presente anche l’assessore comunale al Welfare Lamberto Bertolé.
Milano, 8 settembre 2026 – In Italia sono 4.000 le persone che ogni anno si tolgono la vita, oltre dieci al giorno. Si tratta di un fenomeno in prevalenza maschile e in aumento tra i giovani: nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 29 anni il suicidio è la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali (fonte: ISTAT).
Giovedì 10 settembre si celebra la Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, promossa dall’OMS per sensibilizzare l’opinione pubblica su una realtà che rappresenta una delle principali emergenze sociali e sanitarie a livello globale. L’obiettivo è promuovere una cultura capace di riconoscere i segnali di sofferenza prima che sia troppo tardi e aumentare la consapevolezza per superare lo stigma sociale. Una sfida particolarmente urgente in Italia dove ancora oggi non esiste un piano nazionale integrato per la prevenzione del suicidio né un sistema di monitoraggio in tempo reale.
L’associazione AMA Auto Mutuo Aiuto Milano Monza Brianza accompagna persone che si trovano ad affrontare situazioni di sofferenza e cambiamenti difficili attraverso gruppi di Auto Mutuo Aiuto basati sullo scambio tra pari e fondati sull’ascolto reciproco e sulla condivisione delle esperienze. Con 35 gruppi attivi sul territorio di Milano e Monza Brianza, accompagna persone che vivono esperienze di lutto, separazione, dipendenze, ansia, depressione e altre situazioni di fragilità e si avvale, in qualità di direttore scientifico, della consulenza di Enrico Cazzaniga, psicologo psicoterapeuta esperto nell’ambito dell’Auto Mutuo Aiuto. Tra i temi affrontati c’è quello del suicidio, attraverso percorsi dedicati all’elaborazione del lutto e al sostegno dei cosiddetti “sopravvissuti”, ovvero familiari e persone vicine a chi si è tolto la vita.
In occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, AMA organizza giovedì 10 settembre alle ore 19 a Milano alla Casa di Quartiere Garibaldi (corso Garibaldi 27) un incontro pubblico gratuito per accendere i riflettori su un’emergenza che coinvolge migliaia di persone e famiglie richiamando l’attenzione sulla necessità di superare stigma e isolamento.
La serata prevede la visione di alcuni estratti del film “Svegliami a mezzanotte”, diretto da Francesco Patierno e tratto dall’omonimo libro autobiografico di Fuani Marino. Attraverso il racconto della propria esperienza dopo un tentativo di suicidio e il successivo percorso di rinascita, il film affronta con sensibilità e autenticità il tema del disagio psichico, contribuendo a rompere il silenzio e i pregiudizi che ancora oggi circondano la salute mentale. Un’opera che offre uno sguardo profondo sulla sofferenza psicologica, ma anche sulla possibilità di chiedere aiuto e ritrovare una prospettiva di vita. Segue un momento di riflessione e approfondimento guidato da Enrico Cazzaniga.
“Parlare di suicidio significa parlare anche delle persone che restano: per ogni persona che si toglie la vita si stima che almeno venti tra familiari e amici stretti siano direttamente coinvolti dalle conseguenze della perdita. In Italia parliamo quindi di almeno 80.000 persone che ogni anno si trovano ad affrontare un dolore profondo e complesso, spesso vissuto in solitudine” commenta Cazzaniga. “Rompere il silenzio, combattere lo stigma sociale informando correttamente e creando occasioni di confronto significa compiere un passo concreto verso una comunità più consapevole, inclusiva e capace di prendersi cura della fragilità, perché la prevenzione comincia dalle parole”.
Presente all’evento anche Lamberto Bertolé, assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano: “Riportare al centro del dibattito i numeri di un fenomeno che coinvolge così tante persone in Italia è fondamentale per riconoscerne il tragico impatto sociale e per accrescere la consapevolezza di cittadini e cittadine. Mentre si continua a lavorare sulla prevenzione e sulla lotta allo stigma per supportare chi vive un momento di difficoltà e rischia di imboccare un tunnel senza uscita, è importante stare accanto alle persone che attraversano il dolore per la scomparsa di un familiare o di un amico che si è tolto la vita. Per questo, l’impegno di associazioni come AMA è imprescindibile per costruire reti sociali di sostegno e offrire opportunità di incontro e dialogo, contrastando l’isolamento e la solitudine che spesso possono incancrenirsi e portare a conseguenze funeste”.