giovedì, 3 Settembre 2026

Università di Pavia, oltre 6,5 milioni di euro dal Fondo Italiano per la Scienza a cinque ricercatrici di Neuroscienze

Ricerche innovative dedicate al cervello, ai disturbi neuropsichiatrici e alle malattie neurodegenerative

Pavia, 3 settembre 2026 – Cinque progetti di ricerca, cinque ricercatrici e oltre 6,5 milioni di euro di finanziamenti. Il Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento dell’Università di Pavia celebra un importante risultato nell’ambito del Fondo Italiano per la Scienza (FIS), il programma del Ministero dell’Università e della Ricerca dedicato al finanziamento della ricerca di eccellenza. I progetti finanziati affrontano alcune delle questioni più rilevanti della ricerca contemporanea sul cervello e sul comportamento, spaziando dai meccanismi alla base dei disturbi alimentari allo sviluppo infantile, fino alle nuove frontiere della ricerca sulla malattia di Parkinson e della neuromodulazione.

Con il progetto BREADCRUMB (Body REpresentation And DeCision-making Role for a Unitary Model of eating Behaviour) Manuela Sellitto ha ottenuto un Consolidator Grant di 1.582.750 euro, della durata di cinque anni. Lo studio intende chiarire come il modo in cui rappresentiamo il nostro corpo influenzi i processi decisionali legati al comportamento alimentare e viceversa. Attraverso un approccio multidisciplinare, il progetto studierà i meccanismi che collegano la rappresentazione corporea e le scelte alimentari, con particolare attenzione ai processi interocettivi, sia nella popolazione sana sia in persone con anoressia nervosa e obesità.

Il progetto UNIVERSE (Understanding the Neurobiological Impact of Environmental Unpredictability on Early Stress and Emotion Regulation), coordinato da Sarah Nazzari, ha ricevuto uno Starting Grant di 1.163.934 euro, per una durata di cinque anni. L’obiettivo è studiare come l’imprevedibilità ambientale nei primi mesi di vita influenzi lo sviluppo della regolazione dello stress e delle emozioni. Adotta un approccio ecologico per analizzare fonti prossimali di imprevedibilità nell’ambiente di crescita, come la variabilità dell’umore materno, dei comportamenti di accudimento e dell’ambiente domestico, e fonti distali, come l’inquinamento atmosferico, la temperatura e la disponibilità di verde urbano.

Con AVATAR (Advanced Virtual brAin models to predicT the effects of deep brAin stimulation on neuRal activity), Roberta M. Lorenzi ha ottenuto uno Starting Grant di 1.199.636 euro, della durata di cinque anni. Il progetto sviluppa una tecnologia per modellizzare l’attività del cervello di pazienti che sono sottoposti all’intervento di stimolazione cerebrale profonda per il trattamento della malattia Parkinson. L’obiettivo è costruire un vero e proprio “avatar” del cervello del paziente: un modello virtuale personalizzato per riprodurre in-silico gli effetti di diversi schemi di stimolazione sulle reti neurali.

Il progetto SYNchronPD (From Genes to Virtual Brain: Defining the Pathogenic Mechanisms Promoting α-Synuclein Seeding and Spreading in Parkinson’s Disease), guidato da Silvia Paola Caminiti, ha ottenuto uno Starting Grant di 1.322.079 euro, per tre anni. La ricerca si concentrerà sui meccanismi che determinano l’insorgenza e la progressione della malattia di Parkinson, con particolare attenzione alla diffusione dell’α-sinucleina, alla sua interazione con la proteina tau e al ruolo delle varianti del gene GBA1.

Infine, Maria Mancini, con il progetto CARE-PD (ChAracterizing the contRibution of cErebellum to Parkinson’s Disease during pathology progression to treat symptoms with non-invasive neuromodulation), ha ottenuto uno Starting Grant di 1.320.135 euro, della durata di tre anni. CARE-PD mira a chiarire il ruolo del cervelletto nella malattia di Parkinson. Sebbene la ricerca si sia tradizionalmente concentrata sui gangli della base, evidenze recenti suggeriscono che il cervelletto possa contribuire ai meccanismi di adattamento e alla progressione della malattia.

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