giovedì, 3 Settembre 2026

Livornocuore torna ai Bagni Rex: al centro il paziente cardiopatico nella sua complessità

Livorno, 3 settembre 2026 – Dal 1° al 3 ottobre torna Livornocuore, storico congresso della Cardiologia livornese. La 24ª edizione, in programma ai Bagni Rex di Antignano, metterà al centro il paziente cardiopatico nella sua globalità, promuovendo un confronto multidisciplinare tra specialisti provenienti da tutta Italia.

L’evento, patrocinato dall’Azienda USL Toscana nord ovest, rappresenta uno degli appuntamenti scientifici più consolidati nel panorama cardiologico toscano e nazionale e quest’anno segna il ritorno nella sua sede storica, un luogo particolarmente legato alla nascita e alla crescita del congresso, ideato dal dottor Umberto Baldini, ex direttore della cardiologia livornese e oggi co-responsabile scientifico della manifestazione con Emilio Pasanisi, attuale responsabile dell’Unità operativa complessa di Cardiologia dell’ospedale di Livorno.

«È un ritorno che ha un valore particolare per Livorno cuore – sottolinea Pasanisi – e tornare ai Bagni Rex significa recuperare un luogo che appartiene alla storia del congresso e della cardiologia livornese».

“Il congresso nasce dall’esperienza di una cardiologia che gestisce ogni anno circa 1.200 ricoveri – spiega Pasanisi – prevalentemente urgenti, legati a infarto, scompenso cardiaco e disturbi del ritmo cardiaco. Si tratta di una attività ospedaliera intensa, accanto alla quale si sono sviluppati negli anni percorsi specialistici e ambulatoriali che permettono di seguire i pazienti nel tempo, garantendo continuità assistenziale e integrazione con il territorio”.

Proprio il concetto di integrazione costituisce il filo conduttore dell’edizione 2026 di Livornocuore. “Quello del prossimo ottobre non sarà un congresso dedicato a una singola patologia – prosegue Pasanisi – ma un’occasione di confronto sul paziente cardiopatico nella sua complessità. Oggi, infatti, chi soffre di una malattia cardiovascolare presenta spesso contemporaneamente altre condizioni, come diabete, insufficienza renale, fragilità legata all’età, obesità, patologie respiratorie o neurologiche. Una realtà che richiede sempre più un approccio multidisciplinare. Per questo motivo il programma vedrà il coinvolgimento non solo di cardiologi, ma anche di internisti, geriatri, neurologi, pneumologi, diabetologi, ginecologi, pediatri e specialisti delle cure palliative. L’obiettivo è favorire il dialogo tra professionalità diverse e costruire percorsi assistenziali sempre più integrati”.

Tra i principali temi che saranno affrontati nel corso delle tre giornate figurano la fibrillazione atriale, lo scompenso cardiaco, le cardiomiopatie, l’amiloidosi, la prevenzione cardiovascolare, la sindrome cardionefrometabolica, l’obesità, la riabilitazione cardiologica e le nuove linee guida europee. Grande attenzione sarà dedicata anche all’innovazione tecnologica, con approfondimenti sull’impiego dell’intelligenza artificiale applicata all’elettrocardiogramma, alla valutazione del rischio cardiovascolare e alle tecniche di imaging.

Non mancheranno argomenti che testimoniano l’evoluzione della cardiologia moderna verso una visione sempre più centrata sulla persona, come la cardio-oncologia, le patologie cardiovascolari in gravidanza, le cardiopatie congenite dell’adulto e il ruolo delle cure palliative nei pazienti con malattie cardiache avanzate.

“La manifestazione ospiterà inoltre autorevoli esponenti del panorama cardiologico nazionale – aggiunge Pasanisi – tra cui rappresentanti delle principali società scientifiche italiane, delle università toscane, della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, della Fondazione Toscana Gabriele Monasterio, dell’Ospedale Meyer, di importanti centri ospedalieri italiani e di numerosi colleghi che lavorano all’interno dell’Azienda USL Toscana nord ovest. Uno degli aspetti più importanti del congresso è proprio la capacità di creare e rafforzare la rete professionale tra i diversi centri e specialisti. Nessuna struttura oggi può essere autosufficiente. La medicina moderna richiede collaborazione, condivisione delle competenze e percorsi costruiti insieme. Il paziente deve poter beneficiare delle migliori professionalità disponibili, al di là dei confini organizzativi e amministrativi. Ecco perché Livornocuore 2026 si rivolge quindi non solo ai cardiologi, ma a tutti i professionisti coinvolti nella presa in carico del paziente cardiopatico, dai medici ospedalieri ai medici di medicina generale”.

“Protagonista non è la singola malattia – conclude Pasanisi – ma la persona. Una medicina sempre più efficace passa dalla capacità di integrare competenze diverse, sfruttare l’innovazione e costruire percorsi assistenziali che mettano realmente al centro i bisogni del paziente”.

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