giovedì, 13 Agosto 2026

Stimolazione cerebrale profonda: all’ARNAS G. Brotzu primi impianti in Sardegna della nuova tecnologia direzionale

Cagliari, 13 agosto 2026 – Per la prima volta in Sardegna sono stati eseguiti con successo gli impianti dei nuovi elettrocateteri direzionali per la stimolazione cerebrale profonda (Deep Brain Stimulation – DBS), una tecnologia di ultima generazione destinata ai pazienti con gravi disturbi del movimento non più controllabili con i farmaci. Il traguardo è stato raggiunto all’ARNAS G. Brotzu di Cagliari, che si conferma l’unico centro regionale in grado di offrire questa terapia altamente specialistica e di seguire il paziente lungo tutto il percorso di cura. Un risultato che segna un importante passo avanti per la sanità sarda: da oggi chi necessita di questo trattamento potrà essere curato nell’Isola, evitando i trasferimenti verso i centri del Nord Italia o all’estero.

I due interventi hanno riguardato pazienti affetti rispettivamente da distonia e da tremore resistente ai farmaci, secondario a sclerosi multipla. A distanza di alcune settimane dall’intervento entrambi sono in buone condizioni cliniche e presentano un miglioramento significativo e stabile dei sintomi.

La stimolazione cerebrale profonda rappresenta una delle terapie più efficaci per il trattamento di alcune forme gravi di Parkinson, distonia e tremore quando le cure farmacologiche non sono più sufficienti. Il suo funzionamento può essere paragonato a quello di un pacemaker cardiaco: attraverso un intervento neurochirurgico vengono impiantati due sottilissimi elettrodi in aree profonde del cervello che controllano il movimento. Gli elettrodi sono collegati a un neurostimolatore, inserito sotto la cute nella regione del torace, che invia impulsi elettrici in grado di modulare l’attività dei circuiti cerebrali alterati, riducendo tremore, rigidità e movimenti involontari. Una volta impiantato, il dispositivo viene programmato e regolato dai neurologi, che possono adattare la terapia nel tempo senza ulteriori interventi chirurgici.

L’innovazione introdotta dal Centro DBS dell’ARNAS G. Brotzu riguarda l’utilizzo di elettrocateteri direzionali di ultima generazione, associati a un neurostimolatore a sorgenti indipendenti e a un software di ricostruzione tridimensionale del posizionamento degli elettrodi. Rispetto ai sistemi tradizionali, questa tecnologia consente di indirizzare gli impulsi elettrici con maggiore precisione verso l’area del cervello da trattare, limitando la stimolazione delle strutture circostanti. Ne derivano una terapia ancora più personalizzata, un migliore controllo dei sintomi e una riduzione del rischio di effetti collaterali.

Durante gli interventi sono state impiegate anche le più moderne tecnologie di imaging intraoperatorio e un sistema di neuronavigazione dedicato, che consentono di raggiungere il bersaglio terapeutico con la massima precisione.

“Le nuove strumentazioni ci consentono di ottimizzare i tempi chirurgici, migliorare ulteriormente la precisione del posizionamento degli elettrodi e offrire un maggiore comfort ai pazienti durante l’intervento”, commenta il dr. Emiliano Tatti, responsabile della procedura chirurgica della Struttura di Neurochirurgia diretta dal dottor Carlo Conti.

Fondamentale è anche il lavoro integrato tra la struttura di Anestesia, Neurochirurgia e Neurologia. “La stretta collaborazione tra le due équipe ci permette di calibrare la stimolazione già durante l’intervento e nelle prime fasi successive all’impianto, adattandola poi nel tempo all’evoluzione della malattia”, sottolinea il dr. Giovanni Cossu, direttore della Struttura di Neurologia e Stroke Unit e responsabile del Dipartimento di Neuroscienze e Riabilitazione.

Il percorso terapeutico prosegue anche dopo l’intervento. Attraverso controlli periodici e la programmazione personalizzata del neurostimolatore, i pazienti vengono seguiti da un’équipe multidisciplinare. “Il software di ricostruzione post-operatoria ci consente di verificare con estrema precisione la posizione degli elettrodi e di personalizzare la terapia sulla base delle caratteristiche cliniche di ogni paziente”, evidenzia la dott.ssa Giulia Serra, neurologa dello staff dedicato alla gestione del Parkinson e dei disturbi del movimento.

“L’introduzione di questa nuova tecnologia conferma la capacità dell’ARNAS G. Brotzu di investire nell’innovazione e nelle alte specialità, offrendo ai cittadini sardi percorsi di cura sempre più avanzati senza la necessità di lasciare l’Isola”, sottolinea il direttore generale Maurizio Marcias. “È un risultato che rafforza il ruolo della nostra Azienda come punto di riferimento regionale per la neurochirurgia funzionale e per la presa in carico dei pazienti affetti da patologie neurologiche complesse”.

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