Salerno, 30 luglio 2026 – È stata presentata presso la struttura ospedaliera di Sant’Arsenio il Servizio di Radiologia Territoriale, destinato a supportare le attività dell’Ospedale di Comunità e della Casa di Comunità, andando a potenziare la “sanità di prossimità” nel Vallo di Diano, integrando le cure territoriali con la diagnostica avanzata direttamente presso la struttura ospedaliera.
Il servizio di radiologia si inserisce nel più ampio piano di riallineamento assistenziale che include l’attivazione dell’Ospedale di Comunità (dotato di 16 posti letto) e della Casa della Comunità di Sant’Arsenio, trasformando la struttura in un punto di riferimento integrato e moderno per l’intera area.
L’iniziativa costituisce una ulteriore, importante tappa nel percorso di rafforzamento della rete sanitaria territoriale voluta dal Direttore Generale ing. Gennaro Sosto per avvicinare i servizi diagnostici ai cittadini, riducendo i tempi di attesa e i disagi legati agli spostamenti verso i grandi centri ospedalieri, e garantendo nel contempo prestazioni sempre più efficienti e integrate sul territorio.
Con il Direttore Generale dell’ASL Salerno Gennaro Sosto, erano presenti il sindaco di Sant’Arsenio Donato Pica, il Direttore Sanitario del Distretto 72 Luigi Mandia, il Direttore Amministrativo del Distretto Sanitario 72 Antonino di Domenico, e il Direttore del Dipartimento di diagnostica per immagini Andrea Manto.
Presenti, inoltre, consiglieri regionali, sindaci e amministratori comunali dei comuni limitrofi, il presidente e il vicepresidente della Comunità Montana Vallo di Diano, il Capitano dei Carabinieri della Compagnia di Sala Consilina e la Polizia Municipale di Sant’Arsenio.
Grazie all’utilizzo di apparecchiature di ultima generazione, e all’integrazione del personale dell’ospedale “Curto” di Polla con quello del Distretto Sanitario 72, il servizio sarà attivo cinque giorni a settimana, dalle 8.00 alle 20.00, assicurando la presenza di un medico radiologo supportato da un tecnico di radiologia medica.
«Qui a Sant’Arsenio – ha dichiarato il Direttore Generale ing. Gennaro Sosto – si realizza uno dei primi esempi di ospedale territoriale. Una struttura nevralgica, che si propone come “alter ego” della struttura ospedaliera in un territorio come questo, dove la cura della persona diventa una mission ancora più difficile. Era questo il nostro obiettivo iniziale: far in modo che questa struttura riprendesse vita con una nuova funzione, dando vita ad una realtà multidisciplinare che avesse in sé la residenzialità e l’offerta di specialistica territoriale. L’augurio è, adesso, che queste strutture diventino piene di attività, e noi operatori abbiamo il dovere morale di farle vivere al meglio. Ai nostri cittadini dobbiamo garantire equità di accesso alle cure, anche se vivono in una piccola periferia».
«Ho sempre ritenuto che le inaugurazioni non rappresentino mai un punto di arrivo ma di partenza verso l’attivazione di nuovi servizi – ha esordito il sindaco Pica –. Ci siamo prefissati di realizzare una sorta di ospedale del territorio: nonostante le difficoltà, la sinergia istituzionale ha funzionato, grazie al raccordo tra Regione, ASL e Istituzioni locali. Nei prossimi mesi cercheremo di riempire questo progetto di ulteriori contenuti. L’auspicio è che si possano realizzare sempre più obiettivi per la sanità del territorio».
«Decongestionare l’ospedale di Polla – ha dichiarato il direttore sanitario del Distretto 72 Luigi Mandia – destinandolo alla cura dei pazienti acuti e delocalizzare gli altri servizi essenziali presso l’Ospedale di Comunità di Sant’Arsenio e gli altri punti del territorio deputati a ciò, avvicinando i nostri servizi ai cittadini, è questo il centro del programma dell’Azienda Sanitaria. Da qui l’importanza di questa nuova “rete”, che include presidio ospedaliero e Ospedali di Comunità».
«Abbiamo puntato su questo territorio – ha spiegato il Direttore del Dipartimento di Diagnostica per immagini Andrea Manto – perché la struttura era già disponibile e l’obiettivo è di utilizzare al massimo le apparecchiature di cui l’abbiamo dotata, perché non possiamo più permetterci di sprecare risorse».