martedì, 7 Luglio 2026

ASL Rieti. Sindacati dei medici proclamano lo stato di agitazione

Roma, 7 luglio 2026 – Le Organizzazioni Sindacali della Dirigenza Area Sanità ANAAO ASSOMED – CIMO-FESMED-ANPO – FASSID – FP CGIL MEDICI E DIRIGENTI SANITARI – UIL FP MEDICI esprimono una formale e ferma contestazione, nel metodo e nel merito, riguardo alle modalità con cui i vertici dell’Azienda stanno attuando il nuovo assetto organizzativo legato alla trasformazione universitaria della ASL di Rieti.

Non si tratta di una fisiologica riorganizzazione interna, bensì di un mutamento sostanziale delle strutture, degli incarichi, delle responsabilità e delle prospettive di carriera dei medici ospedalieri. Un passaggio delicatissimo che avrebbe imposto un percorso preventivo, trasparente, documentato e rispettoso delle prerogative sindacali.

“La cosiddetta ‘gestione mista’ non può diventare uno strumento per sottrarre funzioni e autonomia alla dirigenza medica ospedaliera, né per modificare l’assetto delle Unità Operative senza una preventiva istruttoria tecnica, economica e sindacale”, dichiarano i rappresentanti delle Organizzazioni sindacali.

I sindacati contestano fermamente le nomine dei Direttori di Dipartimento, effettuate in totale assenza di un reale confronto e ignorando persino il decreto del Tribunale di Rieti (Sezione Lavoro) del 24 marzo 2026, che ha già accertato la condotta antisindacale dell’Azienda; la ‘centralizzazione’ universitaria, con il progressivo passaggio delle Unità Operative Complesse (UOC) e delle strutture a gestione mista sotto la direzione universitaria; e la graduazione degli incarichi, avviata senza la necessaria trasparenza sui criteri applicati e sulla certificazione dei fondi contrattuali.

Le Organizzazioni sindacali pretendono la certezza matematica e contabile che l’attribuzione di ruoli apicali a professori o personale universitario non penalizzi in alcun modo i fondi contrattuali, le retribuzioni di posizione e di risultato, e le legittime aspettative di carriera dei medici ospedalieri.

Le 8 richieste perentorie dei Sindacati per fermare la deriva organizzativa della ASL: sospensione immediata delle nomine dei Direttori di Dipartimento; stop alla trasformazione delle UOC da direzione ospedaliera a universitaria; trasmissione integrale del protocollo d’intesa Regione-Università e di tutti gli atti applicativi; accesso completo alle delibere e ai documenti preparatori sulla nuova organizzazione aziendale; consegna della relazione tecnico-finanziaria e della certificazione dei fondi contrattuali; certificazione formale dell’assenza di impatti economici negativi per i medici ospedalieri; apertura immediata di un tavolo di crisi regionale con la Regione Lazio e la ASL di Rieti; blocco della graduazione degli incarichi contestati fino alla fine del confronto.

Le sigle sindacali precisano che l’eventuale partecipazione a futuri incontri non sanerà la gravità degli atti già adottati. Per queste ragioni viene proclamato ufficialmente lo stato di agitazione della Dirigenza Area Sanità della ASL di Rieti, con il contestuale avvio della procedura di raffreddamento e conciliazione presso la Prefettura di Rieti.

“La sanità reatina non si riorganizza con la forza dei fatti compiuti, la compressione dei diritti e lo svuotamento delle strutture pubbliche”, concludono i sindacati. “Esigiamo il blocco immediato degli atti, trasparenza documentale e un confronto reale con i vertici della sanità regionale”.

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