Massa, 19 giugno 2026 – Il reparto di Medicina interna dell’ospedale Apuane di Massa continuerà ad avvalersi del progetto di assistenza spirituale laica, grazie al rinnovo della collaborazione con l’associazione “Dare Protezione” e al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, che ha deciso di supportare economicamente il percorso.
Dopo la fase sperimentale avviata lo scorso anno, il progetto entra ora in una fase più strutturata e concreta, con l’obiettivo di rafforzare l’umanizzazione delle cure, il sostegno ai pazienti e ai loro familiari e l’accompagnamento del personale sanitario nei percorsi assistenziali più complessi.
Sempre più spesso, anche nel dibattito scientifico e pubblico, emerge il bisogno di ricomporre la distanza tra lo sviluppo tecnico della medicina e la sua dimensione necessariamente umana. La Medicina Interna, per la tipologia dei pazienti ricoverati, per la complessità clinica e relazionale delle situazioni affrontate e per la frequente presenza di fragilità, cronicità, malattia avanzata e fine vita, rappresenta un contesto particolarmente sensibile a questi temi.
Poco più di un anno fa il reparto di Medicina interna dell’ospedale “Apuane” ha infatti avviato una collaborazione con l’associazione “Dare Protezione”, con l’intento di costruire percorsi di umanizzazione delle cure. Il progetto pilota ha previsto un primo ciclo di formazione per il personale sui temi dell’accompagnamento, dell’ascolto e delle cure compassionevoli, oltre alla presenza in reparto, una mattina alla settimana, di un assistente spirituale laico con formazione antropologica, dedicato all’ascolto di pazienti e caregiver.
“Questo intervento – spiega Simone Fusaro, direttore della Medicina interna dell’ospedale Apuane – ha rappresentato un’importante risorsa, facilitando il dialogo e l’espressione di bisogni profondi in situazioni cliniche e relazionali complesse. Chi vive tutti i giorni in una corsia sa bene che la malattia non porta con sé soltanto problemi clinici, ma anche paure, domande, solitudine, bisogno di senso e di relazione. Nei reparti ospedalieri c’è un grande bisogno di ascolto, di presenza e di strumenti che aiutino sia i pazienti e le famiglie, sia gli operatori sanitari, ad attraversare momenti spesso molto delicati. L’assistenza spirituale laica non si sostituisce in alcun modo all’attività clinica, né all’assistenza psicologica quando indicata, ma può integrarle, contribuendo a mantenere al centro la persona nella sua interezza”.
Visto l’impatto positivo della prima esperienza e i molti bisogni emersi, l’associazione “Dare Protezione” ha elaborato un progetto più strutturato, apprezzato e sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, che partirà da subito. Il progetto, intitolato “Con cura: umanizzazione, assistenza spirituale laica e sostegno al personale sanitario”, è pensato per intervenire sulle diverse dimensioni dei percorsi di cura.
“Abbiamo scelto – sottolinea Romina Gorini, presidente dell’associazione “Dare Protezione” – di non concentrare i nostri interventi soltanto sui pazienti o soltanto sugli operatori sanitari. È sempre più importante agire su tutti i livelli in campo. Il progetto prevede infatti più azioni integrate: un aumento delle ore di ascolto dedicate a pazienti e caregiver; un nuovo ciclo formativo per il personale sanitario; un percorso di supervisione psicologica volto a sostenere gli operatori di fronte a carichi emotivi e organizzativi sempre più intensi; un corso di formazione gratuito per persone interessate a svolgere attività di volontariato in ambito sanitario; infine, eventi pubblici aperti alla cittadinanza sul tema della cura, della malattia, della fragilità e del rapporto con la morte.
L’assistenza spirituale laica, già attiva in Asl Toscana nord ovest all’Hospice di Livorno e nell’ambito del servizio di Cure palliative domiciliari della Zona Apuane, offre uno spazio di ascolto e dialogo dedicato ai quesiti esistenziali che possono emergere di fronte alla malattia, alla sofferenza, alla fragilità e alla prospettiva della morte. Si tratta di un ascolto umano, non clinico e non confessionale, capace di far sentire le persone riconosciute nella propria storia, prima ancora che nella propria condizione di pazienti”.
“C’è un enorme bisogno di ascolto ed empatia nei reparti ospedalieri – osserva Carlo Perazzo, antropologo e assistente spirituale laico -. I ritmi sempre più frenetici e la perdita del senso del limite che caratterizza la nostra società hanno un forte impatto anche nei percorsi di cura. Riportare l’umanità al centro di tali percorsi significa restituire dignità alla persona e alla sua storia di vita. Ancora troppo spesso pensiamo che la spiritualità abbia a che fare solo con la religione; in realtà rappresenta una dimensione antropologica estremamente importante, legata al senso della nostra vita, ai valori profondi di ognuno di noi e al nostro modo di stare di fronte alle domande esistenziali che spesso emergono davanti alla malattia, alla fragilità e alla solitudine”.
Per dimensione spirituale, infatti, non si intende l’aspetto religioso o confessionale, ma l’ambito più ampio dei valori, delle convinzioni profonde, della ricerca di senso e delle domande che possono emergere nei momenti più difficili dell’esistenza. In questo senso, l’assistenza spirituale laica si rivolge a tutte le persone, indipendentemente dalle convinzioni religiose o personali.
Il progetto, sperimentale e innovativo, intende offrire strumenti in più per rispondere alle difficoltà socio-sanitarie del nostro tempo, evidenziando le ricadute positive di un rapporto empatico e compassionevole nella cura e dando massimo ascolto e dignità a ciò che pazienti, familiari e operatori vivono nel percorso di malattia.
L’associazione “Dare Protezione”, membro della Federazione nazionale Cure palliative, opera nel contesto delle cure palliative da quasi vent’anni attraverso l’organizzazione di corsi di formazione, l’assistenza spirituale laica e psicologica, la supervisione, il volontariato e gli incontri aperti alla cittadinanza. È composta da medici, psicologi, assistenti spirituali, assistenti al lutto, counselor e volontari, accomunati dall’urgenza di far conoscere e prendersi cura dei bisogni spirituali della persona malata e del morente.
L’associazione aderisce idealmente al Movimento Hospice, riconoscendolo come un movimento per il rispetto dei diritti del morente, e condivide la filosofia originaria delle cure palliative proposta da Cicely Saunders, Elisabeth Kübler-Ross e Marie de Hennezel.
Il progetto coinvolgerà l’intero reparto di Medicina Interna dell’ospedale Apuane e proseguirà per un anno. Attraverso gli eventi pubblici sarà inoltre possibile seguirne gli sviluppi e favorire un dialogo tra ambito sanitario e società civile, promuovendo una cultura della cura che abbia come priorità la persona, la relazione e la collaborazione tra sanità e comunità.
Hanno partecipato all’organizzazione dell’iniziativa: per l’associazione “Dare Protezione” Carlo Perazzo con tutto il suo staff; per la Medicina interna dell’ospedale Apuane la responsabile della formazione Lucia Tonarelli, il direttore Simone Fusaro e le coordinatrici infermieristiche Maria Stella Battistini, Federica Bigini e Nicoletta Pucci; per il dipartimento Affari generali dell’Azienda USL Toscana nord ovest Fiorenzo Guarnieri, responsabile Gestione contratti e convenzioni.
Il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara consente così di dare continuità e maggiore solidità a un’esperienza che, nata come progetto pilota, ha già mostrato ricadute positive sul clima interno del reparto, sulla qualità delle relazioni e sulla capacità di accompagnare pazienti e familiari nei momenti più delicati del percorso di cura.