Con l’adozione della tecnica mininvasiva Tavi, l’ospedale entra nella specifica Rete nazionale e il reparto rafforza il suo ruolo in Regione
L’AQUILA – Sostituite con successo, nel reparto di Cardiologia di L’Aquila, due valvole aortiche malate senza ricorrere al tradizionale intervento chirurgico ma con l’adozione di una procedura mininvasiva e innovativa. L’aspetto rilevante dei trattamenti, condotti mercoledì scorso su due pazienti, consiste nel fatto che sono stati eseguiti in un ospedale, il San Salvatore, che è privo di un reparto di Cardiochirurgia ma che, per la Cardiologia e l’Emodinamica, dispone di elevate professionalità e di un’organizzazione efficiente e collaudata. Si tratta dei primi interventi di impianto transcatetere di valvola aortica (TAVI), eseguiti dalla Cardiologia diretta dal dott. Livio Giuliani nell’ambito dello studio clinico multicentrico TRACS-PRIME, promosso dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara e coordinato dal Prof. Gianluca Campo. Lo studio è stato ideato per valutare la sicurezza e l’efficacia dell’esecuzione della TAVI in centri selezionati privi di cardiochirurgia, purché dotati di elevata esperienza, rigorosi protocolli clinici e percorsi assistenziali strutturati. Finora la metodica Tavi, eseguita in centri senza cardiochirurgia, è stata praticata solo in Veneto e in Emilia Romagna. Grazie a questo nuovo trattamento, l’ospedale aquilano entra nella specifica rete nazionale e rafforza il ruolo della cardiologia aquilana come riferimento regionale per la cardiologia interventistica avanzata, la ricerca clinica e l’innovazione. L’avvio del programma Tavi all’Aquila nasce da una collaborazione tra professionisti, servizi, istituzioni e strutture sanitarie regionali, promossa dalla Direzione aziendale.
La tecnica Tavi, in sostanza, consente di sostituire le valvole aortiche mal funzionanti, con una modalità mininvasiva, evitando l’intervento chirurgico. Il cardiologo, attraverso un accesso arterioso percutaneo, raggiunge con un catetere il cuore e sostituisce la valvola aortica colpita da stenosi (restringimento) con una biologica. La Tavi assicura gli stessi risultati di un intervento effettuato nei centri dotati di cardiochirurgia.
«Già dal mio insediamento”, afferma il Direttore Generale della ASL 1 Abruzzo, Paolo Costanzi, “su indicazione dell’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, abbiamo sostenuto il progetto proposto dal dott. Giuliani, riconoscendone il valore clinico e strategico. Un passaggio fondamentale è stato rappresentato dalla collaborazione con la Asl di Teramo, che desidero ringraziare nelle persone del Direttore Generale Maurizio Di Giosia e dell’ex Direttore Sanitario Maurizio Brucchi per il contributo fornito al progetto. Grazie a questa sinergia oggi i cittadini della provincia dell’Aquila possono accedere a una prestazione altamente specialistica che fino a poco tempo fa era disponibile soltanto in pochi centri italiani».
Il dott. Giuliani, a sua volta, sottolinea il valore del lavoro di squadra: «Questo traguardo”, dichiara il primario, “è il frutto dell’impegno del nostro reparto con altri servizi dell’ospedale. Un prezioso lavoro di squadra che ha coinvolto la dott.ssa Emilia Barattelli, del servizio di Anestesia e rianimazione, diretto dal prof. Franco Marinangeli, la Radiologia diagnostica, diretta dal prof. Ernesto Di Cesare, quella Interventistica, che fa capo al dott. Aldo Giordano, la chirurgia vascolare, guidata dal dott. Gennaro Bafile, e il Dipartimento medico di cui è direttore il dott. Alessandro Grimaldi. Un ringraziamento va al direttore della Cardiochirurgia di Teramo, dott. Filippo Santarelli e all’attuale direttore sanitario aziendale, dott. Francesco Delle Monache. La partecipazione allo studio TRACS-PRIME”, conclude Giuliani, “rappresenta una nuova opportunità per i nostri pazienti che potranno accedere a cure innovative e tempestive direttamente sul territorio».