Due giorni di lavoro, un panel di esperti da tutto il mondo e seicento partecipanti attesi per un convegno che si apre oggi, promosso dall’IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e dal Politecnico. Sarà il primo meeting annuale dell’ESAC (European Interdisciplinary Society for AI in Cancer Research). Ma soprattutto un momento chiave per capire «come le tecnologie di AI stiano trasformando cura e ricerca, in tutte le dimensioni»
MILANO, 7 MAGGIO 2026 – A che punto siamo nell’uso dell’Intelligenza artificiale in oncologia? Come l’AI sta già cambiando la ricerca, le terapie, per certi versi addirittura l’approccio alla malattia? E quali prospettive si aprono grazie al legame sempre più stretto tra algoritmi e medicina? Saranno i temi di “AI for Oncology”, il congresso internazionale che si apre oggi, 7 maggio, al Campus Leonardo del Politecnico di Milano, promosso dalla Fondazione IRCCS Istituto nazionale dei Tumori di Milano e dal Politecnico stesso.
Giunto alla quarta edizione, il congresso quest’anno diventa anche il primo Meeting annuale dell’ESAC (European Interdisciplinary Society for AI in Cancer Research), associazione nata proprio a Milano nel 2025 e presieduta dalla dottoressa Arsela Prelaj, che all’IRCCS milanese dirige AI-on Lab, laboratorio di ricerca sull’Intelligenza artificiale, e dal professor Jakob Kather (Università di Dresda).
Seicento partecipanti attesi, due giorni di incontri, nove sessioni plenarie e una serie di meeting paralleli a raccogliere i contributi di un panel di relatori con background differenti (clinici e ricercatori traslazionali, esperti di ingegneria dell’Artificial Intelligence e specialisti clinici di AI) e alta levatura internazionale, in arrivo da Harvard, Chicago University, Memorial Sloan Kettering di New York, dalle europee Val d’Hebron, Barcellona, Gustave Roussy, Cambridge, Stoccolma, Heidelberg e da altri centri di tutto il mondo.
Lo scopo è fornire «una comprensione più profonda di come le tecnologie avanzate di AI stiano trasformando cura e ricerca oncologica in tutte le dimensioni, dalla diagnosi al trattamento», scrivono gli organizzatori. Dall’integrazione di set di dati eterogenei (come la multiomica, l’imaging e i dati clinici) all’avanzamento della precisione diagnostica, l’AI già oggi permette di scoprire modelli che i metodi tradizionali spesso trascurano.
Ma si parlerà anche di come l’integrazione dei dati stia portando a diagnosi più accurate e approcci terapeutici personalizzati per tumori come quelli al polmone, al seno e del colon-retto. E saranno evidenziate le innovazioni nella radiomica e nella patologia digitale, mostrando come l’AI sta potenziando l’analisi dei dati di imaging e dell’istopatologia (specialmente per tumori complessi come pancreas, fegato, prostata e distretto testa-collo).
Casi di studio riguarderanno le applicazioni dell’IA nella cura del melanoma, nel NSCLC (tumore del polmone non a piccole cellule) e nei tumori ovarici, dove gli algoritmi predittivi possono identificare i migliori regimi terapeutici (dalla radioterapia adattiva al dosaggio di chemioterapia o immunoterapia).
«Abbiamo improntato i lavori soprattutto sulla pratica dell’AI, sui tool più importanti che in clinica sono già implementati o possono esserlo», spiega la dottoressa Prelaj: «Un argomento chiave resta sempre l’uso dei dati, perché il dato è la vera forza di chi lavora in questo campo. Quindi parleremo molto di real world data, di synthetic data e del ruolo che hanno. Ma il focus, naturalmente, è l’oncologia. Per questo ci saranno anche diversi momenti di sull’etica, sulla parte regolatoria, sulla fiducia che il medico e il paziente possono avere in questa tecnologia innovativa. Tutti fattori fondamentali per capire il presente, e non solo il futuro».