giovedì, 30 Aprile 2026

Toscana Centro. Nelle Case di comunità un’equipe multidisciplinare per una sanità di prossimità

Professionisti diversi operano all’interno della stessa struttura. Medici di base, pediatri di libera scelta, infermieri, specialisti e assistenti sociali assieme con l’obiettivo di seguire il cittadino lungo tutto il percorso assistenziale

Empoli – Non più solo ambulatori ma punti di riferimento aperti e riconoscibili. Sono le Case della comunità che cambiano il modo di accedere al sistema sanitario e di seguire nel tempo i cittadini/utenti nei loro bisogni di salute.

Empoli e nell’Empolese Valdarno Valdelsa il modello è già operativo. La Direzione generale dell’Ausl Toscana centro nei giorni scorsi ha ratificato gli accordi 2025 con i medici di medicina generale attivi nelle Case della comunità.

Un passaggio che rende stabile l’organizzazione e ne sostiene il funzionamento quotidiano.

«La Casa della comunità non è un semplice poliambulatorio – spiega Franco Doni, direttore della Società della salute e Zona distretto dell’Empolese Valdarno Valdelsa – ma un organismo vivo. Qui la vicinanza tra professionisti diversi permette di superare la frammentazione e costruire percorsi di cura condivisi con i cittadini. E con i cittadini e le organizzazioni che li rappresentano apriremo un dialogo per dare voce e opportunità ai bisogni della comunità».

Il sistema si basa su una rete integrata. Le strutture hub, come quella di Certaldo e Montespertoli, a cui si aggiungerà Fucecchio, concentrano servizi diagnostici, specialistici e amministrativi. Le strutture spoke, diffuse nei comuni, garantiscono la presenza capillare e l’accesso vicino a casa. Tutto è collegato da un’unica organizzazione territoriale e da piattaforme digitali che assicurano continuità tra ospedale, territorio e domicilio.

Dentro le Case della comunità lavora un’équipe multidisciplinare. Ci sono medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, infermieri di famiglia e comunità, specialisti ambulatoriali, fisioterapisti, logopedisti e ostetriche. Accanto a loro operano assistenti sociali e personale amministrativo. L’obiettivo è seguire la persona nel suo insieme, non solo nella malattia.

«Le Case della comunità funzionano così – afferma Paolo Amico direttore del Coordinamento organizzativo sanitario della zona empolese – un’unica struttura all’interno della quale più professionisti lavorano insieme, con orari estesi e una rete che tiene collegati tutti i livelli di cura. Un modello che punta a dare risposte rapide e a seguire le persone vicino a casa».

L’accesso è semplice. Il Punto unico di accesso (Pua) orienta il cittadino verso il servizio più adatto, dal bisogno immediato alla presa in carico complessa. Gli ambulatori e i servizi infermieristici sono attivi di norma 12 ore al giorno, dal lunedì al sabato, nella fascia 7-19. La domenica la risposta è organizzata a livello di zona con turnazioni tra le strutture hub.

Un ruolo centrale è svolto dal Ruap, il Ruolo unico di assistenza primaria. Garantisce la presenza medica continua, 7 giorni su 7, 24 ore su 24. Nelle ore diurne, nei giorni feriali dalle 8 alle 20, sono attivi i Punti di intervento rapido per urgenze minori, visite occasionali e riacutizzazioni di patologie croniche. Nelle ore notturne e nei festivi il servizio prosegue come continuità assistenziale, attivabile tramite il numero 116117.

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