Il Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria si concentra su Prevenzione e Sorveglianza
Bergamo, 24 aprile 2026 – L’andamento dei nuovi casi di epatite A segnalati nella provincia di Bergamo non ha registrato alcun aumento. Tuttavia, la SC Malattie Preventive nelle Comunità di ATS Bergamo mantiene alta l’attenzione su due fondamentali attività: prevenzione e controllo della diffusione di questa malattia.
Cosa è l’epatite A?
L’epatite A è un’infiammazione acuta di origine virale, che si manifesta con malessere generale, inappetenza, senso di stanchezza, nausea e dolori addominali, talvolta febbre e ittero (colore giallastro della pelle e delle congiuntive e urina color rossastro). Molte volte somiglia all’influenza, motivo per cui non viene diagnosticata.
Nei bambini, l’epatite A può essere asintomatica o con una sintomatologia simile all’influenza e senza ittero.
Generalmente ha un decorso spontaneo benigno e non cronicizza; le complicanze sono rare, tuttavia si possono avere forme gravi e forme fulminanti.
Come si trasmette l’epatite A?
L’epatite A si trasmette attraverso la via oro-fecale, principalmente con alimenti contaminati (sono particolarmente a rischio i frutti di mare crudi o poco cotti). Può anche accadere che una persona malata, 15-30 giorni prima di manifestare i sintomi, contagi un familiare o persone che condividono con lei lo stesso ambiente per lungo tempo, a causa di una cattiva igiene personale. In alcuni casi, il contagio può avvenire tramite rapporti sessuali tra uomini.
Frequenza della malattia in Italia
In Italia si sono verificate tre epidemie di epatite A negli ultimi 15 anni:
- nel 2013 per consumo di frutti di bosco congelati;
- nel 2017 per rapporti sessuali tra uomini;
- nel 2025 per consumo di frutti di mare crudi.
Le fasce d’età maggiormente colpite sono state quelle adulte:
- 35-54 (30,3% dei casi);
- 25-34 (19,7% dei casi).
In generale, principali fattori di rischio sono:
-il consumo di frutti di mare
-il consumo di frutti di bosco surgelati (vedi le indicazioni di prevenzione più avanti)
-viaggi in zone endemiche
-rapporti sessuali fra uomini
La situazione nella provincia di Bergamo
Nella provincia di Bergamo, nel 2025 il n. di casi di epatite A è stato inferiore al n. di casi dell’anno precedente (11 contro 18 casi).
La malattia ha colpito maggiormente le fasce di età 25-34 anni, seguita da 35-54 anni e 15-24 anni, e in misura pressoché uguale uomini e donne.
Nel periodo dal 2024 al 15/04/2026 il n. complessivo di casi è stato pari a 34.
(FIG 4).
Come si può prevenire l’epatite virale A ?
Per prevenire la malattia, è opportuno rispettare alcune regole semplici ma fondamentali, come ad esempio:
- lavarsi spesso le mani dopo l’utilizzo dei servizi igienici e/o prima di mangiare;
- chiudere il coperchio del water prima di azionare lo sciacquone, poiché riduce la dispersione nell’aria di aerosol contenenti virus;
- lavare accuratamente la frutta e la verdura prima del consumo;
- far bollire i frutti di bosco surgelati a 100° per due minuti prima di consumarli
- bere acqua solo da fonti controllate o acquistata in bottiglia;
- evitare il consumo dei frutti di mare crudi;
- utilizzare il profilattico durante l’atto sessuale.
Uno strumento molto efficace per prevenire la malattia è la vaccinazione.
Seppur non rientri tra le vaccinazioni obbligatorie, è indicata a chi intenda recarsi in zone ove la malattia è particolarmente diffusa (aree tropicali e subtropicali o a basso tenore igienico-sanitario). In questi casi il consiglio è di rivolgersi all’ambulatorio dei viaggiatori internazionali dell’ASST di competenza per la vaccinazione anti-epatite A prima del viaggio.
Cosa fare quando si verifica un caso di epatite A ?
Quando si verifica un caso di epatite A è necessario porre estrema attenzione all’igiene dei servizi igienici usati dal malato, al lavaggio delle mani prima dei pasti e dopo l’uso dei servizi. È opportuno che il malato non frequenti la collettività per 7 giorni dall’inizio dei sintomi. Non è necessaria la disinfezione di locali o ambienti.
In alcuni casi, per prevenire la diffusione della malattia, ATS Bergamo ha raccomandato la vaccinazione alle persone risultate a contatto stretto con i soggetti che hanno contratto l’epatite A: la vaccinazione dei contatti si è mostrata efficace nella riduzione dei casi secondari.