mercoledì, 22 Aprile 2026

Cuneo. Evento al S. Croce e Carle “L’Ospedale che accoglie”

Illustrati oggi al S. Croce, in un salone di rappresentanza sold out, i progetti di umanizzazione dell’Azienda e le linee su cui si intende lavorare per migliorare ancora l’accoglienza per i pazienti e garantire un luogo di lavoro sereno agli operatori,

Cuneo, 22 aprile 2026. “L’Ospedale che accoglie”: analisi, riflessioni e progetti operativi per l’umanizzazione nei luoghi e nei percorsi di cura” è il tema del convegno promosso dall’Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle di Cuneo, che si è tenuto oggi presso l’ospedale S. Croce, con un confronto tra professionisti, Enti ed associazioni che collaborano sui progetti di umanizzazione.

L’evento è stato fortemente voluto dal direttore generale Franco Ripa (con i suoi collaboratori direttor sanitario Giuseppe Lauria e amministrativo Gabriele Giarola) per fare il punto sullo stato dell’arte, capire dove siamo arrivati e qual è la strada che vogliamo e dobbiamo ancora percorrere. Tutti insieme per migliorare la sensibilità nei luoghi di cura, l’accoglienza per chi si cura e per chi cura. 

Il convegno si è aperto con i saluti da remoto dell’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, reduce da una missione in Canada: “In alcune regioni del Canada abbiamo visitato 12 ospedali in cui abbiamo trovato altissima tecnologia, un’umanizzazione avanzata su strutture, cure e rapporti con caregiver e pazienti. E’ un modello che dobbiamo seguire. Perciò mi complimento per l’iniziativa e il lavoro che sta facendo il S. Croce di Cuneo.” 

Anche la sindaca di Cuneo Patrizia Manassero ringrazia per l’opportunità offerta che consente di ragionare insieme su accoglienza e cittadino-utente. E’ fondamentale ammorbidire con ambienti accoglienti e parole gentili i percorsi sia di utenti non affetti da malattia, come le donne in gravidanza, sia i pazienti che afferiscono ai vari reparti fino all’Oncologia. E’ poi fondamentale confrontarsi e collaborare con il terzo settore, la Fondazione Ospedale Cuneo e le altre associazioni che hanno come focus la salute.”

L’umanizzazione delle cure e dei luoghi della cura trasforma l’ospedale in uno spazio di accoglienza e ascolto, dove la dignità della persona è il fulcro di ogni azione. Un ospedale che accoglie non si limita all’eccellenza tecnologica, ma cura il decoro degli ambienti e la qualità delle relazioni, abbattendo le barriere. 

Antonella Ligato è referente del settore progettazione, empowerment e interventi di umanizzazione del S. Croce e Carle: “Attraverso l’empowerment del paziente e del caregiver, l’ospedale che accoglie riconosce la fragilità come un valore da proteggere e non solo come una patologia da trattare. La sinergia con il volontariato, l’apertura all’arte e agli interventi assistiti con gli animali generano un ‘healing environment’ (ambiente terapeutico) capace di ridurre lo stress e favorire il ben-essere. Progettare l’accoglienza significa, in ultima analisi, restituire al cittadino un ospedale 

che parli un linguaggio umano, inclusivo e partecipato.” Ligato ricorda, nell’Area Materno Infantile, il percorso nascita, il passaporto culturale, il punto nascita per l’allattamento, i campi scuola con minori diabetici e la scuola in Pediatria; nell’Area Medica il progetto protezione famiglie fragili che mette al centro del percorso oncologico la famiglia, l’umanizzazione degli ambienti di cura, progetti trasversali (come Ens) su accessibilità, comunicazione e inclusione. 

Da Giuseppe Lauria, direttore del Dipartimento Emergenza Urgenza viene lo spunto per sottolineare l’importanza di creare in DEA un contesto in cui i pazienti, ma anche gli operatori, possano trovare giovamento; quindi sottolinea l’importanza della formazione e il lavoro di squadra con medici e infermieri. Occorre mantenere alta efficienza e qualità, senza però dimenticare l’aspetto umano, di qui l’importanza di luoghi di accoglienza come la stanza de sollievo.

Altro ruolo fondamentale, fortemente voluto dall’assessore regionale, è la figura del Facility – responsabile operativo degli ambienti sanitari. Marco Comba, medico di Direzione Sanitaria di Presidio, illustra i piccoli interventi nelle strutture che possono fare la differenza.    

“Fondazione Ospedale Cuneo – spiega la presidente Silvia Merlo – è impegnata da tempo a migliorare i luoghi di cura del nostro Ospedale attraverso interventi di umanizzazione che possano consentire a pazienti e caregiver di affrontare visite, prestazioni e ricoveri con maggiore serenità in ambienti più accoglienti. Le proposte di miglioramento sono concordate in sinergia con l’Azienda Ospedaliera e sono focalizzate su alcune tematiche: accessibilità, vivibilità e comfort, arte e cultura nei luoghi di cura e percorsi terapeutici alternativi quali la musicoterapia e gli Interventi assistiti con animali. Siamo infatti convinti dell’importanza di un ospedale che accoglie, che cura e si prende cura.” 

Laura Polastri, interviene in rappresentanza di Antonio Maconi, direttore DAIRI (Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione) che ha sede presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Alessandria e traccia un profilo delle Medical Humanities, che rappresentano oggi una leva strategica per ripensare i modelli di cura, riportando al centro la persona, la relazione e il significato dell’esperienza di malattia. “In questo percorso – spiega – il DAIRI promuove un approccio integrato che unisce ricerca, formazione e innovazione organizzativa, con l’obiettivo di generare valore concreto per pazienti e professionisti. La collaborazione con l’Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle di Cuneo si inserisce in questa visione, rafforzando una rete di competenze e progettualità condivise. È attraverso queste sinergie che possiamo rendere strutturale l’umanizzazione delle cure nei nostri sistemi sanitari. Un percorso culturale, organizzativo e orientato al futuro”.

Tanti spunti, confronto, visione per un futuro con strutture sempre più umane, accoglienti, a misura di paziente, di famiglie … e anche di professionisti impegnati quotidianamente nella cura e assistenza.

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