giovedì, 23 Aprile 2026

Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino, presentato l’atto aziendale e gli obiettivi 2026

Ieri l’incontro con le figure apicali di Asuit. Integrazione, innovazione e centralità della persona al centro della visione strategica.

Si è tenuta nel pomeriggio di ieri la riunione plenaria dedicata ai dirigenti, direttori e altro personale con ruoli di responsabilità dell’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino per illustrare il nuovo Atto aziendale, adottato lo scorso 31 marzo, e gli obiettivi per il 2026. Un pomeriggio all’insegna della condivisione delle linee strategiche e obiettivi aziendali, un’occasione per condividere il percorso di nascita di Asuit e discutere le azioni operative previste per quest’anno. Nel corso dell’incontro hanno preso la parola l’assessore alla salute politiche sociali e cooperazione Mario Tonina, il rettore dell’Università di Trento Flavio Deflorian e il dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali Andrea Ziglio. Per Asuit si sono alternati sul palco i componenti del Consiglio di direzione: il direttore generale Antonio Ferro, la direttrice amministrativa Rosa Magnoni, la direttrice sanitaria Denise Signorelli e la direttrice dell’integrazione socio sanitaria Elena Bravi.

Il nuovo assetto organizzativo è stato delineato attraverso gli interventi dei vertici istituzionali e aziendali, che hanno tracciato le linee guida per i prossimi anni. La mission di Asuit, ribadita nel corso dell’incontro, punta a realizzare un’attività sempre più integrata tra assistenza, didattica e ricerca, in stretta relazione con l’Università di Trento.

E in merito a quest’aspetto l’assessore Mario Tonina ha sottolineato: «Integrare significa mettere in relazione in modo stabile in modo strutturato le tre dimensioni che troppo spesso in passato hanno viaggiato su binari paralleli: assistenza, formazione e ricerca». Tonina ha richiamato la centralità delle persone che lavorano in sanità e del territorio: «Oggi investire nella sanità non significa solo migliorare un sistema, ma significa rafforzarlo attraverso la coesione con la nostra comunità, valorizzando una integrazione sociosanitaria e una territorialità, per garantire equità e migliore risposta ai bisogni dei cittadini. Quando parliamo di sanità parliamo prima di tutto di persone e la politica questo non lo deve dimenticare mai. Dobbiamo garantire continuità al sistema valorizzando i giovani e i professionisti che ogni giorno operano nei nostri ospedali e sul territorio». L’assessore Tonina ha infine evidenziato l’impegno profuso dalla politica nel reperire le risorse economiche necessarie per la chiusura dei contratti da poco avvenuta, definendo la valorizzazione economica non solo un atto dovuto, ma un investimento nella credibilità delle istituzioni: «La sanità è uno speciale bene comune che va gestita con senso di responsabilità, soprattutto dalla parte politica per dimostrare di meritarsela».

Il rettore Flavio Deflorian ha posto l’accento in particolare sulla proficua collaborazione tra Università e Azienda che ha portato, nei tempi previsti, all’atto Aziendale di Asuit. «Abbiamo operato con una visione condivisa, raggiungendo un’intesa che definirei solida e orientata al futuro della nostra sanità». Il rettore ha poi rimarcato quello che ha definito «un elemento di particolare valore», e cioè «l’approccio flessibile e dinamico adottato per la definizione delle aree mediche a guida universitaria. Non abbiamo voluto cristallizzare ruoli e reparti in una struttura rigida, ma abbiamo preferito uno strumento capace di evolversi. Questa flessibilità ci permetterà di aggiornare e adattare le decisioni nel tempo, nel pieno rispetto dei necessari equilibri tra personale ospedaliero e accademico, rispondendo con prontezza alle reali esigenze cliniche, accademiche e del territorio».

Il dirigente generale Andrea Ziglio si è concentrato sulle sfide organizzative del riordino territoriale, in particolare sulle nuove strutture previste dal DM77: «Le case della comunità non devono rappresentare solamente una struttura, devono rappresentare un modello organizzativo collegato con gli altri modelli territoriali». Ziglio ha poi evidenziato come l’Atto aziendale sia uno strumento di governance fondamentale per definire l’organizzazione partendo da una visione precisa, sottolineando che «assistenza, didattica e ricerca vanno di pari passo e rappresentano un tutt’uno».

Il direttore generale Antonio Ferro, dopo aver ringraziato tutto il personale per il lavoro svolto nell’ultimo anno e coloro che hanno collaborato nella stesura dell’atto aziendale, ha sottolineato le opportunità offerte dal nuovo assetto organizzativo affermando: «Penso che questa sia un’azienda che dà molte opportunità in più rispetto al resto del territorio nazionale e l’Atto aziendale mette in evidenza un fortissimo equilibrio tra la parte universitaria e la parte degli operatori». Ferro ha poi confermato l’impegno per il futuro ospedale Santa Chiara e l’integrazione di tecnologie avanzate, come l’intelligenza artificiale, per supportare i professionisti e migliorare il servizio ai cittadini sottolineando che il percorso di riforma rimarrà aperto a modifiche, in particolare per quanto riguarda il futuro riassetto territoriale atteso per l’autunno. Infine un forte richiamo al ruolo proattivo dei sanitari verso i cittadini: «Siamo convinti che la prevenzione debba diventare uno strumento di tutti i nostri professionisti e dovremmo trovare il modo di presentarla ogni volta che ci affacciamo a un utente».

Il Consiglio di direzione ha illustrato i valori a cui si ispira l’azione di governo di Asuit: universalità e uguaglianza, impegnandosi ad azzerare le discriminazioni per garantire pari opportunità di accesso ai servizi, prossimità territoriale e continuità dei percorsi di cura, tutelando al contempo il diritto di scelta e la libertà del cittadino in un quadro di sostenibilità economica. Ma non solo, assistenza centrata sulla persona e sulla famiglia attraverso un’alleanza terapeutica basata sulla fiducia e su strategie di medicina personalizzata. L’approccio One Health per integrare la salute umana, animale e ambientale, favorendo la promozione della salute e la prevenzione come funzioni strategiche trasversali e infine, la partecipazione attiva e l’accountability attraverso l’ascolto dei cittadini e la trasparenza sui risultati di salute e di ricerca raggiunti.

La direttrice amministrativa Rosa Magnoni ha analizzato il “dna culturale” dell’azienda, focalizzandosi sull’abbattimento dei silos organizzativi per garantire risposte uniformi: «Sempre più noi abbiamo bisogno di dare delle risposte unitarie ai bisogni di salute della popolazione integrando le diverse componenti dell’organizzazione». Ha ricordato che alla base vi è la governance diffusa, ovvero «la responsabilizzazione di tutti i ruoli a tutti i livelli per garantire decisioni partecipate»

La direttrice sanitaria Denise Signorelli ha dettagliato la trasformazione dei dipartimenti, veri motori produttivi che ora integrano anche l’anima universitaria: «Tutti i dipartimenti di Asuit coniugano lo sviluppo dell’assistenza con lo sviluppo di didattica ricerca e quindi tutti i dipartimenti saranno DAI – dipartimenti ad attività integrata», evidenziando quelli di nuova introduzione quali il DAI transmurale Emergenza, il DAI Neuroscienze e il DAI Cardio-toraco-vascolare. E, per rassicurare il personale ospedaliero sull’integrazione accademica, ha specificato: «La ricerca e la didattica rappresentano un’opportunità, non un obbligo, che ciascuno avrà la possibilità di cogliere».

La direttrice dell’integrazione socio sanitaria Elena Bravi ha concluso evidenziando il dovere etico di occuparsi delle fragilità in modo congiunto: «L’etica di un’organizzazione, soprattutto se si tratta di un’organizzazione sanitaria, non può mai scindere il tema dell’efficienza dal tema della dignità umana, dell’umanizzazione delle cure e del rispetto della persona». Ha auspicato che le nuove case della comunità diventino il luogo dove «le persone fragili, le persone portatrici di patologie croniche, i cittadini trovino risposte ai bisogni sanitari e sociali».

La presentazione si è conclusa con uno sguardo agli obiettivi di budget delineati dal piano integrato. Tra le priorità del 2026 ci saranno l’attuazione definitiva del Pnrr, il contrasto alle liste d’attesa con nuove aperture d’offerta e ottimizzazione delle liste operatorie, la digitalizzazione spinta dal Fascicolo sanitario elettronico e il trattenimento dei professionisti sanitari creando ambienti sicuri e valorizzanti.

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