Mediazione culturale, orientamento sociosanitario e presa in carico integrata: i risultati
di un modello che riduce le barriere e accompagna i pazienti più fragili
Milano, 15 aprile 2026 – A un anno dall’avvio del progetto sperimentale di Mediazione Culturale e Orientamento Socio-Sanitario in Pronto Soccorso, nato dalla collaborazione tra ASST Fatebenefratelli Sacco ed EMERGENCY, si continua a costruire un modello di presa in carico integrata che non lasci indietro nessuno, partendo proprio dal cuore dell’emergenza, il Pronto Soccorso.
Ogni anno il Pronto Soccorso dell’Ospedale Fatebenefratelli registra oltre 55.000 accessi in un contesto in cui bisogni sanitari e fragilità sociali si intrecciano. In molti casi, barriere linguistiche e difficoltà amministrative ostacolano l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e l’assegnazione di un medico di medicina generale.
Il progetto ha risposto a queste criticità attraverso il lavoro sinergico dei professionisti dell’ASST e degli operatori di EMERGENCY, attivando percorsi strutturati di mediazione culturale e supporto socio-amministrativo.
L’iter seguito è molto preciso: le persone, una volta effettuato l’accesso ai servizi di emergenza e urgenza e presa in carico dal medico del PS (Pronto Soccorso) in presenza di difficoltà legate all’inserimento al percorso di cura, a barriere linguistico-culturali, nonché a problemi amministrativi per l’inserimento nel Servizio Sanitario Nazionale e l’orientamento alle strutture sociosanitarie adeguate, vengono indirizzate al punto EMERGENCY presente in struttura.
Avvenuta la registrazione del paziente e sostenuto un primo colloquio conoscitivo per individuare le sue problematiche, l’operatore dell’ONG – se necessario – provvede a orientarlo verso i servizi esterni, indirizzandolo alla clinica mobile di EMERGENCY, presente a Milano in diversi quartieri della città, e lo avvia verso il corretto percorso di cura con la Sanità Territoriale. In questo contesto, il collegamento con il Punto Unico di Accesso (PUA) di Via Farini si è rivelato fondamentale per favorire un rapido inserimento nel SSN e l’assegnazione del medico di medicina generale.
Sono stati diverse centinaia i pazienti intercettati dal personale di Pronto soccorso e inviati ai servizi di EMERGENCY, durante l’anno di attività. In particolare, l’ONG ha riscontrato che più della metà dei beneficiari presi in carico non aveva un medico di medicina generale, sebbene ne avesse diritto, e la quasi totalità si è iscritta grazie al supporto degli operatori di EMERGENCY, che hanno aiutato a superare, dove presenti, le barriere burocratiche e amministrative. Inoltre, grazie al lavoro di EMERGENCY l’85% dei pazienti sono stati iscritti al SSN.
Questi risultati evidenziano un duplice impatto: da un lato, il rafforzamento del diritto di accesso alle cure; dall’altro, un utilizzo del Pronto Soccorso più appropriato, grazie all’orientamento verso i servizi territoriali per i bisogni non urgenti, dei mediatori di EMERGENCY presenti all’interno della struttura. Al tempo stesso, l’esperienza ha consentito di sperimentare un modello di integrazione sociosanitaria strutturato e potenzialmente replicabile in altri contesti lombardi e italiani.
Nel corso dell’anno, la collaborazione si è consolidata attraverso l’individuazione e la presa in carico di pazienti con bisogni sanitari e fragilità socio-amministrative e linguistico-culturali, costruendo percorsi concreti di integrazione che rispondessero ai diversi bisogni delle persone.
Non sono mancati i momenti strutturati di confronto tra ASST FBF Sacco ed EMERGENCY, per condividere criticità e definire strategie di intervento che hanno favorito un arricchimento reciproco di competenze e pratiche, e un’interlocuzione continuativa con il personale del PS per la gestione coordinata dei casi più complessi.
“Per EMERGENCY è fondamentale riuscire ad intercettare le persone fragili che hanno bisogno di supporto sociosanitario, per poterle orientare e dare loro la possibilità di accedere al Servizio Sanitario Nazionale e a tutti gli altri servizi offerti dal territorio lombardo”, dichiara Loredana Carpentieri, coordinatrice del progetto EMERGENCY a Milano. “Essere all’interno del Pronto Soccorso significa riuscire a raggiungere persone che non arrivano nei nostri ambulatori mobili nelle varie zone della città ma che, per molteplici barriere, restano escluse da ciò che spetta loro di diritto: l’accesso alle cure sancito dalla nostra Costituzione. Dopo un anno di attività, grazie ai nostri operatori, EMERGENCY è riuscita a raggiungere con l’ASST Fatebenefratelli Sacco ottimi risultati rendendo più facile l’inserimento nel corretto percorso di cura di molte persone e proponendo un nuovo modello nel quale i bisogni delle persone vengono prima di tutto.”
“Dopo una prima fase sperimentale, il progetto con EMERGENCY è proseguito grazie ai risultati raggiunti, che hanno dimostrato l’efficacia dell’approccio adottato all’integrazione socio-sanitaria”, sottolinea Enrico Frisone, Direttore Socio-Sanitario dell’ASST Fatebenefratelli Sacco. “La collaborazione con EMERGENCY si è rivelata di grande valore e ci ha permesso di rispondere ai bisogni delle persone in modo più completo. Dal Pronto Soccorso alle Case di Comunità, il modello intercetta fragilità spesso invisibili, accompagna i pazienti lungo percorsi di cura appropriati e permette al Pronto Soccorso di concentrarsi sulle emergenze, migliorando l’efficacia complessiva del sistema”.
A dodici mesi dall’avvio, il progetto conferma il proprio valore non solo come risposta concreta a bisogni complessi ma anche come modello organizzativo da consolidare e sviluppare ulteriormente.
Il servizio prevede la presenza strutturata di operatori di EMERGENCY nel Pronto Soccorso, dal lunedì al venerdì, dalle 10:00 alle 18:00, con attivazione su segnalazione diretta del personale sanitario per i casi caratterizzati da fragilità socio-amministrative o barriere linguistiche e culturali.