Il Policlinico di Bari primo centro europeo per trapianti di cuore, passati da 61 nel 2024 a 108 nel 2025. In crescita i dati su tutti gli altri organi e tempi di attesa più brevi d’Italia per fegato e cuore. Il presidente Decaro: “Adesso dobbiamo vincere la sfida culturale e incentivare il sì alla donazione”.
La Puglia consolida il proprio ruolo nel panorama nazionale dei trapianti con una crescita significativa dell’attività: nel 2025 sono stati effettuati 296 trapianti contro i 223 del 2024, pari a un incremento del +32,7%. A trainare questo risultato sono in particolare i trapianti di cuore, passati da 73 nel 2024 a 108 nel 2025, con il Centro Cuore del Policlinico di Bari che si è affermato come primo in Europa per volumi di attività. Un risultato reso possibile anche grazie alla disponibilità e alla capacità operativa delle équipe, impegnate in attività di prelievo anche oltre i confini nazionali, con interventi effettuati in diversi Paesi europei, tra cui Francia, Svizzera, Grecia, Ungheria e Regno Unito.
Crescono tutti i programmi trapiantologici. I trapianti di rene sono passati da 89 a 120, di cui 23 presso il Centro trapianti di Foggia, riattivato nel corso dell’ultimo anno, e 25 da donatore vivente eseguiti al Policlinico di Bari.
I trapianti di fegato sono aumentati da 61 a 68, anche grazie all’attivazione di un nuovo reparto dedicato al Policlinico di Bari al danno epatico e al trapianto, che ha contribuito a migliorare la qualità dell’assistenza ai pazienti trapiantati o candidati al trapianto.
Il report è stato presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa nel padiglione Asclepios 3 del Policlinico di Bari alla presenza del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro.
“Voglio partire da un concetto fondamentale – ha detto il presidente Decaro nel suo intervento – la donazione non è solo un atto di civiltà ma soprattutto un atto di amore verso il prossimo. È la forma più alta di solidarietà, perché consente di trasformare una perdita in speranza, di restituire futuro a chi è in attesa. Eppure, i dati ci dicono che il tasso di opposizione resta ancora troppo alto. Questo significa che la sfida non è solo sanitaria, ma soprattutto culturale. Occorre ancora di più entrare nelle scuole, nelle università, parlare ai giovani e costruire una consapevolezza nuova. Occorre coinvolgere le famiglie, le comunità, il mondo dell’associazionismo. Dobbiamo fare in modo che la scelta della donazione diventi una scelta naturale, informata e condivisa. Perché ogni “sì” alla donazione è una vita salvata, è una possibilità che si riapre, è una storia che può continuare. Consapevoli che per ogni ‘Si’ che conquisteremo dobbiamo farci trovare pronti ad accogliere questo dono e a trasformarlo in opportunità di vita e di cura. Voglio ringraziare tutte le strutture e gli operatori che si dedicano a questi interventi e che si prendono cura dei pazienti trapiantati e delle loro famiglie. Dietro i numeri presentati oggi, come spesso mi accade di dire, c’è la testimonianza di un’attività e di una comunità che cresce, si organizza e si prende cura della vita. Siamo una regione che grazie al lavoro degli operatori sanitari sta facendo passi avanti importanti ma che non si adagia sui risultati. Sappiamo che abbiamo ancora strada da percorrere. Ma il report ci dice che la direzione intrapresa è quella giusta. Negli ultimi anni abbiamo costruito, passo dopo passo, una rete più solida, più efficiente, più capace di rispondere ai bisogni dei cittadini. Non è stato un risultato casuale, ma il frutto di una visione precisa e di scelte che hanno rimesso al centro la sanità pubblica come pilastro fondamentale della nostra regione”.
A sostenere questi risultati è una rete regionale strutturata e integrata, composta da 22 coordinamenti ospedalieri di procurement, che operano in sinergia con il Centro Regionale Trapianti e il Centro Nazionale Trapianti. Nel 2025 si registra inoltre un incremento dei donatori, con 139 segnalazioni e 76 donatori utilizzati, a conferma di una crescente capacità di intercettare e gestire il processo donativo. Resta tuttavia un elemento critico rappresentato dalle opposizioni alla donazione, che nel 2025 si attestano al 34,5%, evidenziando la necessità di rafforzare ulteriormente le attività di sensibilizzazione.
Nel suo intervento l’assessore alla sanità della regione Puglia Donato Pentassuglia ha detto che: “I dati sull’aumento dei trapianti sono la dimostrazione di una Puglia che guarda avanti, di una Puglia che sta investendo. La tempestività e l’organizzazione del lavoro del Policlinico di Bari e di tutta la rete trapiantologica pugliese sono all’avanguardia e dobbiamo fare ancora di più su un percorso culturale che deve vedere sempre più pugliesi donare”.
Sul fronte dell’innovazione, il 2025 ha segnato anche l’avvio del programma DCD (donazione a cuore fermo), con 9 donatori registrati a fine anno, ampliando le opportunità di trapianto.
Un ulteriore dato positivo riguarda i tempi di attesa, a sottolinearlo il direttore generale del Policlinico di Bari, Antonio Sanguedolce: “Per un trapianto di cuore o di fegato abbiamo i tempi di attesa tra i più bassi in Italia, pochi mesi a fronte anche dei 3 anni in media che si attende per un trapianto di cuore. Questo significa aumentare le possibilità di salvare vite: intervenire il prima possibile, soprattutto per organi vitali come cuore e fegato, ha un impatto diretto sugli esiti per i pazienti. Questi risultati sono il frutto del lavoro di un’intera comunità professionale, quasi metà dell’azienda è coinvolta nei percorsi trapiantologici, e di un impegno organizzativo e tecnologico costante”.
Il ruolo centrale della rete trapiantologica è stato evidenziato dal coordinatore del Centro regionale Trapianti, prof. Loreto Gesualdo: “Un grande risultato, frutto dell’impegno e della dedizione di tante donne e uomini che hanno creduto e investito nel programma trapianti. Determinante è stato il contributo della rete degli anestesisti, sempre più organizzata, che ha consentito di incrementare il numero dei donatori segnalati e utilizzati. Fondamentale anche il ruolo delle associazioni di volontariato, che hanno diffuso la cultura del dono su tutto il territorio, così come il supporto costante delle forze dell’ordine, che garantiscono con professionalità e tempestività il trasporto degli organi. Un ringraziamento particolare va alle famiglie pugliesi che, con il loro sì alla donazione, hanno reso possibile il raggiungimento di questo importante traguardo”.
In conclusione sono stati presentati anche i dati della rete pugliese IBMDR, ovvero del Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo. Sono state effettuate al Policlinico di Bari 29 donazioni di cellule staminali emopoietiche da donatori non consanguinei e 13 da familiari, affiancate da 89 raccolte autologhe, utilizzate soprattutto in ambito ematologico.
Alla conferenza stampa sono inoltre intervenuti il direttore del dipartimento Promozione della Salute della Regione Puglia Vito Montanaro; il Direttore del Centro Regionale Sangue, Angelo Ostuni; il Rettore dell’Università degli Studi di Bari, Roberto Bellotti; il Direttore della UOC Chirurgia Generale “Rubino” e del Centro Trapianti di Fegato Francesco Tandoi, la Direttrice della UOSD Danno epatico e trapianto Maria Rendina, il Direttore della UOC Urologia e Centro Trapianti di Rene Pasquale Ditonno, la Responsabile dell’Ambulatorio Trapianti della UOC Nefrologia, Dialisi e Trapianto Simona Simone, il Direttore della UOC Cardiochirurgia Universitaria e Centro Trapianti di Cuore Tomaso Bottio, il Referente della lista d’attesa trapianto di cuore Lorenzo Giovannico, il Direttore della UOC Ematologia con Trapianto Pellegrino Musto, la Responsabile del programma trapianto CSE Paola Carluccio, il Direttore della UOC Oftalmologia universitaria Giovanni Alessio.