Intervento innovativo che conferma il Mater Salutis tra le eccellenze nazionali per i casi più complessi.
All’Ospedale Mater Salutis di Legnago è stato eseguito un nuovo intervento di chirurgia mini-invasiva del glaucoma, attraverso un aggiornamento di una tecnica già praticata nel presidio e oggi ulteriormente evoluta per offrire ai pazienti una soluzione ancora più efficace e meno traumatica.
A guidare l’equipe chirurgica è il Dottor Gabriele Vizzari, responsabile della chirurgia del glaucoma e della chirurgia mini-invasiva dell’ULSS 9 Scaligera, con una consolidata esperienza clinica e chirurgica, sia in Italia che all’estero, nel trattamento delle patologie oculari più delicate, la cui attività si inserisce in un percorso specialistico che ha reso Legnago un centro attrattivo per pazienti con glaucoma severo, anche terminale, sia dal Veneto che da fuori regione.
Quello di Legnago è uno dei centri pilota italiani nel ricorso a questa nuova tecnologia, a conferma di una tradizione di innovazione che negli anni ha portato l’ospedale a sperimentare e introdurre procedure d’avanguardia in oftalmologia. L’intervento rappresenta quindi un progresso tecnico in continuità con un lavoro clinico e organizzativo che fa del Mater Salutis un centro di riferimento anche per molti chirurghi oculisti di tutta Italia, che partecipano ai corsi di aggiornamento sul “killer silenzioso della vista”, che si tengono presso il nostro reparto di oculistica e riscuotono sempre grande successo e interesse.
Accanto alla chirurgia tradizionale il centro ha sviluppato negli anni un’importante esperienza nella chirurgia mini-invasiva, eseguita anche in anestesia topica, con l’obiettivo di ridurre il trauma operatorio e migliorare il recupero funzionale del paziente.
Negli ultimi due anni, sotto la direzione del Dott. Piero Ceruti, attualmente sostituito dal Dott. Federico Merlin, il reparto di Oulistica ha incrementato ulteriormente il numero e la qualità degli interventi di chirurgia maggiore del glaucoma e della retina.
«Ogni anno eseguiamo oltre 350 interventi dedicati a questa patologia, con particolare attenzione ai casi più complessi – commenta il Dott. Vizzari – questo nuovo dispositivo ci permette di coprire un’area più ampia del canale di drenaggio dell’occhio, riducendo meglio la pressione oculare. Inoltre è più sicuro grazie a un iniettore che permette di avere maggiore visibilità, riducendo errori e rischi durante l’intervento».