Sono terminati i lavori di ristrutturazione del podere di Massa e Cozzile (Pt), il primo bene ad essere stato confiscato alla criminalità organizzata in Toscana e destinato a riuso sociale.
Per l’occasione, che sarà ufficialmente celebrata il prossimo 13 giugno con cerimonia aperta al pubblico, questa mattina vi fatto sopralluogo della vicepresidente Mia Diop, nell’ambito della serie di visite che sta compiendo sugli immobili sottratti alle mafie nei territori toscani.
Utilizzato dal clan Nuvoletta come raffineria di eroina, dal 1996 il complesso in località Cannelleto ha capovolto attraverso l’opera del Gruppo Valdinievole il suo destino, diventando un centro di recupero per persone tossicodipendenti.
Negli ultimi mesi è stato interessato da importanti opere di riqualificazione grazie a oltre 400mila euro di contributi della Regione Toscana. Gli interventi hanno consentito la messa in sicurezza delle aree esterne, il consolidamento di alcuni accessi viari interni. Sono stati rinnovati cucina e bagni. Realizzati anche un impianto solare termico, un impianto fotovoltaico, e sostituite due centrali termiche.
Ad accompagnare la vicepresidente Diop durante la visita odierna, la sindaca di Massa e Cozzile Marzia Niccoli e alcuni rappresentanti del Gruppo Valdinievole.
“Questa realtà non è solo un simbolo ma il segno concreto della lungimiranza di due leggi, la legge La Torre, che ha previsto la confisca, e la Legge 109/96 sulla destinazione per fini sociali”, ha sottolineato la vicepresidente Diop, che ha espresso soddisfazione e orgoglio per la scelta della Regione di sostenere la riqualificazione del podere che “ridarà slancio alle attività del centro di recupero in funzione ormai da tantissimi anni”.
“Ringrazio l’amministrazione comunale e il gruppo Valdinievole per la capacità di tenere viva un realtà che sostiene percorsi autonomia attraverso il cucina, giardinaggio, falegnameria, attività di supporto in agriturismo e la cura dei cani. Esperienze pratiche che aiutano a ricostruire responsabilità, competenze e routine”, ha concluso Diop.