Capannori, 30 aprile 2026 – “Polveri di cartiera”. E’ questo il titolo dello studio effettuato in 13 stabilimenti cartari della Lucchesia produttori di carta “tissue”, che ha evidenziato valori di concentrazione di inquinanti nelle polveri emesse durante il ciclo produttivo ben al di sotto dei limiti di sicurezza indicati a livello nazionale ed internazionale.
Il tema è stato approfondito nel corso di un incontro che si è svolto mercoledì 29 aprile nell’auditorium del Dipartimento di Prevenzione di Capannori.
Il percorso è stato coordinato da Confindustria Toscana Nord – Lucca Pistoia e Prato e dall’Azienda USL Toscana nord ovest insieme alle più importanti sigle sindacali rappresentative del territorio ed è stato portato avanti nelle ditte che si sono rese disponibili, proprio per analizzare le polveri di cartiera in relazione al loro contenuto ed eventuale pericolosità per la salute dei lavoratori addetti al comparto.
Lo studio è stato condotto dal Consorzio Polo Tecnologico Magona (Cecina) che, dopo aver individuato il corretto metodo di indagine ed analisi, ha guidato all’interno delle 13 cartiere la raccolta dei dati, che sono stati successivamente analizzati ottenendo i risultati presentati nel corso dell’evento di Capannori.
Hanno partecipato all’incontro del 29 aprile Leonardo Vanni del Consorzio Magona, Alessia Pera per Confindustria Toscana Nord Lucca, Pistoia e Prato, il direttore dell’area PISLL dell’Azienda USL Toscana nord ovest Domenico Gullì, il direttore della Medicina del Lavoro di Lucca Dino Parducci e i rappresentanti sindacali, oltre ad RLS, RSPP e medici del lavoro aziendali.
Lo studio ha sviluppato una metodologia condivisa per la valutazione del rischio chimico delle polveri in cartiera a bassissime concentrazioni.
Come è stato evidenziato nel corso dell’iniziativa, l’applicazione del metodo nei 13 stabilimenti non ha riscontrato criticità e i valori medi e massimi di concentrazione stimata degli inquinanti presenti nelle polveri sono risultati ben al di sotto dei limiti di esposizione professionale (OEL) riconosciuti a livello nazionale e internazionale. Sebbene negli anni i limiti siano diventati più restrittivi, i risultati sono in linea con un precedente studio dello stesso tipo – “ASL progetto polveri carta” – effettuato nel 2006 in doppio, dalla ASL per il tramite del CNR di Pisa e dall’allora Associazione degli Industriali della provincia di Lucca, per il tramite della Fondazione Maugeri di Pavia.
La presentazione dello studio è stata seguita da un vivace e costruttivo dibattito tra i partecipanti.