È stato approvato il bilancio di esercizio 2025 di ASL Lecce. Nei numeri del bilancio tutta la complessità dell’attività di un’Azienda sanitaria, per popolazione la seconda in Puglia, che governa l’intera offerta sanitaria pubblica del territorio provinciale, con una popolazione di 763.778 abitanti.
Pur in presenza di una perdita di circa 46 milioni, dall’analisi del bilancio emerge come siano state poste in essere tutte le azioni di contenimento della spesa e di eliminazione degli sprechi, anche con notevoli risultati. Dal bilancio si evince infatti il generale contenimento, rispetto al 2024, dei costi per acquisto di beni e servizi non sanitari, risultato non scontato in una fase di forte inflazione.
L’incremento dei costi rispetto al 2024 si registra invece esclusivamente per beni e servizi sanitari, direttamente correlati all’assistenza della popolazione di riferimento la cui domanda di prestazioni è in costante crescita, a causa dell’invecchiamento della popolazione (l’indice di vecchiaia è il più alto di Puglia) e dell’incidenza delle patologie croniche.
Nella spesa farmaceutica ASL Lecce sfora il tetto ma in misura inferiore a tutte le altre aziende della Regione Puglia. Negli acquisti diretti di farmaci lo sforamento è del 40%, mentre la media regionale è del 49; nella spesa farmaceutica convenzionata lo sforamento è del 5%, mentre la media regionale è del 6,11.
Pienamente raggiunto l’obiettivo di contenimento della spesa per dispositivi medici assegnato dalla Regione anche grazie alla considerevole attività di rinegoziazione dei prezzi avviata da ASL Lecce, nell’esercizio precedente, con l’istituzione dell’Ufficio Unico del Farmaco.
L’incremento del costo del personale, condizionato anche dai rinnovi contrattuali intervenuti nel corso del 2025, è stato indispensabile per assicurare l’attuale struttura dell’offerta in termini di Presidi e servizi territoriali e per garantire i livelli minimi di assistenza.
Dai numeri del bilancio emergono anche significativi e qualificanti punti di forza, a incominciare dall’incremento dell’assistenza territoriale, tra cui le prestazioni in day service, e delle attività di screening.
Un settore di rilevanza strategica per la riqualificazione dell’assistenza territoriale è costituito dall’assistenza sociosanitaria attuata in integrazione con gli Ambiti territoriali di zona per l’erogazione di prestazioni in regime domiciliare, semiresidenziale e residenziale.
Ed è proprio nell’assistenza domiciliare che ASL Lecce, nel 2025, con 30.861 (4305 in più del 2024) casi trattati in assistenza domiciliare (di cui 29.052 ultra 65enni pari al 14,36% della popolazione anziana), supera il valore target del 10% previsto negli indicatori del PNRR.
“La perdita di esercizio – ha commentato il Commissario Straordinario Stefano Rossi – non è quindi il risultato di una inefficiente gestione ma la rappresentazione numerica dell’insufficienza del finanziamento rispetto alla crescita esponenziale dei bisogni non solo di salute ma di benessere della nostra società sempre più anziana e più cronica.
L’attuale offerta sanitaria garantita dall’azienda, almeno per come è stata strutturata fino ad oggi -10 Distretti Socio Sanitari, 6 Presidi Ospedalieri di cui uno di secondo livello – non consente ulteriori riduzioni dei costi a meno di non voler incidere sull’assetto organizzativo rendendolo maggiormente adeguato all’andamento demografico ed epidemiologico della provincia”.