Il Dipartimento della Sanità Digitale e dell’Innovazione Tecnologica di ARES ha avviato nella ASL 5 di Oristano il progetto formativo nell’ambito dell’intervento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza “Casa come primo luogo di cura”, che comprende il progetto “COT Device”. L’iniziativa prevede la dotazione al personale sanitario territoriale di tecnologie portatili e di semplice utilizzo, pensate per migliorare la presa in carico dei pazienti e rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio.
Nei giorni scorsi, nella sala conferenze dell’ospedale San Martino di Oristano, si è svolto il primo evento mirato a formare gli operatori sanitari sull’utilizzo operativo delle nuove strumentazioni. La giornata formativa, coordinata in sinergia con la direttrice delle Professioni Sanitarie – Area Infermieristica della ASL di Oristano, Barbara Collu, e con il direttore del Dipartimento Cure Territoriali, Peppinetto Figus, ha raccolto grande interesse da parte del personale sanitario impegnato sul territorio – sia dell’Assistenza domiciliare integrata, sia della Rete per le cure palliative – che ha potuto sperimentare le modalità di funzionamento ed apprezzare i vantaggi delle tecnologie portatili. Analoghe giornate formative saranno realizzate da ARES in tutte le ASL della Sardegna, con l’obiettivo di garantire un completo e corretto uso di tali strumenti da parte degli operatori sanitari.
Come ha spiegato nel corso della sessione il dirigente del Servizio Governo delle Tecnologie Sanitarie di ARES Marco Spissu, le apparecchiature – tra cui monitor spot‑check, elettrocardiografi portatili, spirometri ed ecotomografi – sono già integrate con la piattaforma regionale di telemedicina Pohema – già acquisita e resa operativa da ARES presso le Aziende -, potranno essere utilizzate sia al domicilio del paziente che nelle Case della comunità, e saranno distribuite da ARES in modo uniforme a tutte le Aziende Socio‑Sanitarie Locali; le tecnologie potranno essere successivamente implementate sulla base delle esigenze organizzative di ciascuna realtà territoriale.
Secondo la direttrice delle Professioni Sanitarie – Area Infermieristica della ASL di Oristano, Barbara Collu, dotare gli operatori sanitari territoriali di queste nuove strumentazioni comporterà un significativo miglioramento nella qualità della presa in carico dei pazienti, in particolare per le persone affette da malattie croniche, attraverso l’integrazione dei professionisti e un monitoraggio più rapido, puntuale ed efficace dei pazienti.
Il direttore del Servizio Sistemi Informativi di ARES, Cesare Delussu, ha partecipato all’iniziativa insieme ai referenti del progetto regionale di telemedicina, evidenziando la piena integrazione delle apparecchiature con la piattaforma Pohema e le opportunità che esse offrono per migliorare la qualità e la tempestività dell’assistenza territoriale. Barbara Podda, direttrice del Servizio Governo delle Tecnologie Sanitarie di ARES, ha evidenziato come queste dotazioni, acquisite grazie ai fondi PNRR, rappresentino un supporto importante per lo sviluppo della medicina di prossimità.
Come sottolineato da Marco Galisai, direttore del Dipartimento Sanità Digitale e innovazione tecnologica di ARES, l’iniziativa è frutto del lavoro sinergico delle strutture del Dipartimento. Il progetto è stato sviluppato a partire dalle esigenze espresse dal personale sanitario delle Aziende, con l’obiettivo di valorizzare al meglio le tecnologie disponibili e supportare le future iniziative di sanità territoriale previste dal DM77.
La direttrice generale della ASL Oristano, Grazia Cattina, ha concluso: “Prosegue la collaborazione fra la nostra azienda e Ares per attivare al più presto uno strumento fondamentale, come la telemedicina, per la presa in carico dei pazienti cronici, che rappresenta uno degli obiettivi del nostro mandato”.