Sandro Lombardi, Presidente ANIFA di Confindustria DM: “l’innovazione tecnologica come leva di equità e accesso. Indispensabile l’aggiornamento dei LEA per offrire tecnologie al passo con l’innovazione”.
Roma, 28 febbraio 2026 – In Italia, su 7 milioni di persone che soffrono di ipoacusia (12,4% della popolazione italiana) 112mila (1,6%) sono under 14 e 300mila (il 4,4%) sono giovani under 24 (fonte Eurotrak 2025). Dati che mettono in luce l’importanza della collaborazione tra scuola, territorio e sistema sanitario per un coinvolgimento attivo di famiglie, insegnanti e comunità, al fine di garantire interventi tempestivi e inclusivi, come indicato anche dall’OMS che il 3 marzo celebra la Giornata Mondiale dell’Udito 2026, ponendo particolare attenzione alla salute uditiva dei bambini e degli adolescenti.
“Oggi la tecnologia per la diagnosi e la riabilitazione uditiva è disponibile ed è sempre più avanzata: la vera sfida è fare in modo che possa raggiungere tutti i bambini nei tempi giusti e accompagnarli lungo l’intero percorso di crescita. L’innovazione nei dispositivi medici per l’udito è decisiva proprio perché interviene in tutte le fasi della presa in carico: anticipa l’accesso, grazie a diagnosi sempre più precoci e accurate, lo allarga portando le soluzioni anche nei territori più periferici attraverso strumenti portatili e teleaudiologia, lo semplifica con dispositivi meno invasivi e sempre più personalizzati e lo rende continuo, creando un collegamento reale tra ospedale, territorio e scuola”, ha dichiarato Sandro Lombardi presidente di ANIFA, Associazione nazionale dei fabbricanti di audioprotesi, che fa parte di Confindustria Dispositivi Medici.
I dati confermano l’impatto concreto di queste soluzioni sulla vita delle persone: secondo EuroTrak 2025 il 96% degli utilizzatori di apparecchi acustici dichiara un miglioramento della qualità della vita e il 67% avrebbe voluto intervenire prima. Questo significa che anticipare l’accesso cambia davvero le opportunità future, soprattutto per i bambini.
“In Italia lo screening neonatale rappresenta una grande conquista, ma le principali disuguaglianze emergono spesso dopo la diagnosi, nei tempi di presa in carico, nella continuità dei percorsi riabilitativi e nel supporto alle famiglie. Non si tratta di un limite tecnologico, ma di fattori organizzativi: burocrazia, modelli di rimborso non sempre aggiornati, carenza di personale formato e differenze territoriali nelle modalità di procurement. Per questo è fondamentale – ha concluso Sandro Lombardi – un aggiornamento periodico dei LEA, che consenta di liberare risorse da tecnologie ormai superate e di garantire l’accesso alle soluzioni più innovative e appropriate.
Secondo il Presidente di Anifa di Confindustria dispositivi medici è necessario rafforzare l’informazione sulla salute uditiva e costruire percorsi di cura chiari e multidisciplinari, in cui medico, audioprotesista e tecnologia lavorino insieme. L’innovazione non è solo progresso tecnologico: è uno strumento di equità, perché rende possibile non solo curare meglio, ma far arrivare le cure a tutti, indipendentemente dal luogo in cui si nasce.