lunedì, 27 Aprile 2026

Epilessia farmacoresistente: a Taranto il quinto impianto in Italia del sistema EASEE

Taranto, 27 aprile 2026 – Un importante passo avanti nella cura dell’epilessia farmaco-resistente al Santissima Annunziata di Taranto. La scorsa settimana è stato impiantato il sistema EASEE, un innovativo dispositivo di stimolazione cerebrale, a una giovane paziente affetta da epilessia resistente ai farmaci. Si tratta del quinto impianto effettuato in Italia e del primo (e unico) attualmente realizzato in Puglia; la tecnica è disponibile in Italia solo dalla fine del 2025 e, prima di Taranto, sono stati effettuati due impianti a Padova, uno a Benevento e uno a Palermo. 
L’impianto è stato possibile grazie alla collaborazione tra le equipe della Struttura Complessa di Neurologia, diretta dal dottor Giuseppe Boero, e della Struttura Complessa di Neurochirurgia, diretta dal dottor Giovanni Battista Costella, unendo competenze cliniche e chirurgiche altamente specialistiche.
Il sistema EASEE è uno stimolatore elettrico cerebrale transcranico che eroga una lieve corrente elettrica mirata a specifiche aree del cervello, con l’obiettivo di ridurre l’attività elettrica anomala dei neuroni che provoca le crisi epilettiche. Studi clinici hanno evidenziato che questa modulazione può contribuire a rendere più “regolare” l’attività elettrica cerebrale e a diminuire la frequenza delle crisi. La selezione dei pazienti è rigorosa. Attraverso esami approfonditi, gli specialisti individuano con estrema precisione la zona del cervello da cui hanno origine le crisi. L’elettrodo del dispositivo viene poi posizionato in corrispondenza di quell’area, rendendo l’intervento altamente personalizzato.
Il Centro per l’Epilessia di Taranto, centro di secondo livello afferente alla Neurologia del Santissima Annunziata, è oggi l’unico in Puglia ad aver attivato questa procedura, con un numero programmato di circa sei impianti all’anno. 
«Proprio da Taranto è partito anche un progetto regionale che coinvolge tutti i Centri per l’Epilessia pugliesi. I pazienti idonei verranno selezionati nelle varie province e inviati a Taranto per la valutazione finale e l’impianto del dispositivo – spiegano i professionisti dei due reparti – Si tratta di una metodica molto selettiva ma che può rappresentare una nuova possibilità terapeutica per pazienti che convivono da anni con una patologia altamente invalidante».

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