Venerdì 17 aprile 2026 – Prelievo multiorgano nei giorni scorsi all’ospedale Mauriziano di Torino. Donati cuore, polmoni, fegato e reni, destinati rispettivamente ai centri trapianto di Siena (cuore), Bologna (polmoni) e Torino (fegato e reni).
La storia
Il donatore era stato soccorso per arresto cardiaco in strada e ricoverato in Rianimazione con grave sofferenza cerebrale. In assenza di una dichiarazione scritta di volontà, il consenso alla donazione è stato espresso dai famigliari che hanno testimoniato la volontà di donare del paziente deceduto.
Il prelievo ha coinvolto un’équipe multidisciplinare e diversi servizi ospedalieri, secondo le procedure previste dalla rete trapiantologica. Determinante il lavoro corale di numerosi professionisti e servizi dell’ospedale: dal team della Rianimazione, delle sale operatorie e pronto soccorso (medici, infermieri e personale di supporto), in prima linea, ai cardiologi che hanno contribuito alla valutazione del cuore, agli pneumologi per i polmoni, fino all’emodinamica, alla radiologia, al laboratorio analisi, alla squadra trasporti e al personale delle pulizie, che interviene per ripristinare rapidamente le condizioni operative delle sale. Un’organizzazione complessa e altamente coordinata, guidata dal Coordinamento ospedaliero per le donazioni, con il contributo della Direzione sanitaria, del pronto soccorso, dei radiologi, dei medici di laboratorio e degli infermieri esperti in procurement. Il coordinamento è affidato a Paola Garrino, anestesista e coordinatore ospedaliero per il procurement di organi, tessuti e cellule.
Il caso richiama l’importanza di esprimere in vita la propria volontà alla donazione, anche attraverso la carta d’identità, per evitare ai familiari decisioni in condizioni di particolare difficoltà.
I dati del Mauriziano
In occasione della Giornata nazionale per la donazione di organi di domenica 19 aprile, l’A.O. Ordine Mauriziano di Torino evidenzia anche i dati più recenti dell’attività: nei primi mesi del 2026 si registrano 17 donazioni di cornee nel primo trimestre e 1 donatore multiorgano effettivo, a conferma dell’impegno costante dell’ospedale in questo ambito.
«La donazione è un indicatore di qualità del sistema sanitario e di fiducia dei cittadini» sottolinea Franca Dall’Occo, Direttore Generale dell’A.O. Ordine Mauriziano di Torino. «Tutti siamo chiamati a esprimere la nostra volontà sulla donazione, ma è importante ricordare che ciascuno di noi, nel corso della vita, potrebbe aver bisogno di un trapianto. La medicina dei trapianti rappresenta oggi un’opportunità concreta di cura per chi soffre di insufficienza d’organo: riguarda tutti noi, come potenziali donatori ma anche come possibili riceventi».
Una scelta che può salvare vite
Ogni cittadino può fare la differenza: esprimere in vita la propria volontà alla donazione – al momento del rinnovo della carta d’identità, attraverso il Sistema Informativo Trapianti o con una dichiarazione formale – significa trasformare una scelta personale in un’opportunità di cura per molte altre persone.
Dire sì alla donazione è un gesto semplice, ma capace di salvare più vite.