Domani, 18 aprile 2026, la città di Isernia diventerà uno dei centri nevralgici della salute pubblica in occasione della Terza Giornata Nazionale della Prevenzione. Dalle ore 10:00 alle 17:00, la cornice di Piazza Celestino V ospiterà medici e infermieri dei reparti di Medicina Interna per un appuntamento interamente dedicato al benessere dei cittadini. L’iniziativa, promossa da FADOI (Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti) e ANÍMO (Associazione Nazionale Infermieri di Medicina Interna), nasce con l’obiettivo di uscire dalle mura ospedaliere per incontrare la popolazione in un contesto informale e accessibile. Screening gratuiti e consulenze personalizzate. I cittadini avranno l’opportunità di sottoporsi gratuitamente a una serie di controlli per valutare il proprio stato di salute generale. Il personale sanitario sarà a disposizione per:
- Rilevamento dei parametri vitali, come pressione arteriosa, frequenza cardiaca e saturazione.
- Valutazione dei parametri cardio-metabolici, inclusi il controllo di glicemia, colesterolo e circonferenza addominale.
- Screening per patologie diffuse, quali ipertensione, diabete, obesità, dislipidemie, scompenso cardiaco e bronchite cronica.
“L’evento – ha rimarcato il dott. Roberto Nersita, Presidente FADOI Molise – non si limita ai soli esami clinici, ma punta con forza sulla sensibilizzazione. In Italia, infatti, i dati sono allarmanti: quasi il 50% della popolazione è in sovrappeso o obeso, il 40% soffre di ipertensione e l’abitudine al fumo è di nuovo in crescita, specialmente tra i giovani. Investire in prevenzione è fondamentale non solo per la salute individuale, ma anche per la sostenibilità del sistema: ogni euro speso in prevenzione ne fa risparmiare tre. L’iniziativa di domani, dunque, vuole concretamente avvicinare la sanità ai cittadini e promuovere una maggiore consapevolezza sull’importanza della prevenzione e degli stili di vita salutari. Un’occasione preziosa per “prendersi cura di sé” e riscoprire l’importanza della diagnosi precoce, troppo spesso trascurata a causa delle lunghe liste d’attesa o della scarsa consapevolezza dei fattori di rischio”.