VOLTERRA, 14 aprile 2026 – Sono esposte al pubblico, all’interno della mostra “Graffi profondi. Il graffito di Nannetti Oreste Fernando (NOF4)”, alcune parti originali del celebre graffito realizzato da Oreste Fernando Nannetti durante la sua permanenza nella struttura psichiatrica di Volterra, oggi parte del patrimonio storico e artistico dell’Azienda USL Toscana nord ovest.
L’iniziativa, visitabile fino al 27 settembre al Centro Espositivo Santa Maria Maddalena, nell’ambito del circuito “Anima di Volterra”, nasce dalla collaborazione tra Fondazione CRV, Associazione Inclusione Graffio Parola Onlus, Soprintendenza e Azienda USL Toscana nord ovest, che in qualità di proprietaria delle opere ha sostenuto il percorso di recupero e valorizzazione.
Da anni impegnata nella tutela e promozione dei beni culturali legati alla propria storia e ai luoghi della cura, l’Azienda USL Toscana nord ovest ha partecipato all’inaugurazione con rappresentanti dell’Unità Operativa Patrimonio. La mostra offre al grande pubblico l’opportunità di conoscere da vicino opere oggi riconosciute tra le espressioni più significative dell’Art Brut. La presenza della USL all’evento conferma il ruolo dell’Azienda non solo come soggetto sanitario, ma anche come custode di un patrimonio culturale di rilievo, parte integrante della memoria collettiva e del territorio.
“La Fondazione, nell’ambito della valorizzazione culturale di Volterra – afferma Lilia Silvi, vicepresidente della Fondazione CRV – è lieta di presentare le parti del graffito salvate da decenni di abbandono. Questa è un’occasione per vedere l’originale inciso da Nannetti durante la sua reclusione nella struttura volterrana. Sarà inoltre possibile ascoltare, nella sala cinema al piano terra, la voce stessa di Nannetti attraverso un video. Ringrazio l’associazione Inclusione Graffio Parola per il lavoro di salvaguardia dell’opera, oltre all’Asl proprietaria del bene e alla Soprintendenza”.
“Le parti del graffito staccate e restaurate hanno già fatto parte di diverse mostre – spiega Claudio Grandoli dell’associazione Inclusione Graffio Parola Onlus – ma questa è la prima che valorizza pienamente Nannetti come artista, accostandolo ad altri autori, come Mino Trafeli, che per primo scoprì le sue incisioni. Nannetti, esponente dell’Art Brut, utilizzava le pareti della struttura per esprimere il suo desiderio di libertà. Mi auguro che questa iniziativa rappresenti un punto di partenza per una valorizzazione duratura”.