“Le audizioni che si sono tenute oggi nella 10° commissione del Senato certificano in modo inequivocabile ciò che denunciamo da tempo: il disegno di legge del Governo sulla riorganizzazione dell’assistenza territoriale e ospedaliera è una scatola vuota e una delega in bianco che rischia di dare il colpo di grazia al nostro Servizio Sanitario Nazionale.” Lo dichiara in una nota la senatrice Beatrice Lorenzin.
“Così come ha anche sottolineato il Presidente di Gimbe, Nino Cartabellotta, – prosegue la parlamentare dem – non si può riformare la sanità senza fondi. Pensare di potenziare la rete ospedaliera e la medicina del territorio inserendo una clausola di invarianza finanziaria è un esercizio di stile inutile per i cittadini e per tutto il personale sanitario. A fronte di risorse certe limitate a soli 30 milioni per la sperimentazione degli ospedali di terzo livello, il Governo propone un testo che dimentica totalmente la prevenzione e aumenta le diseguaglianze nell’accesso alle cure in un Paese già spaccato a metà”.
“A questa mancanza di visione e di coperture si aggiunge anche lo stesso errore fatto durante la riforma della giustizia: non aver ascoltato le categorie coinvolte, gli operatori sanitari e la conferenza stato Regioni. Infine, per l’ennesima volta, al Parlamento, si chiede la sola espressione di un parere non vincolante in appena 30 giorni. Tutto ciò è davvero inaccettabile. Per questo è giusto l’appello della Fondazione Gimbe, considerati i disastrosi ‘effetti collaterali’ di questo provvedimento e l’impossibilità di un’approfondita analisi in parlamento. Non è così che si riforma il Servizio Sanitario Nazionale”, conclude Lorenzin.