Il 22 e 23 ottobre il Congresso Nazionale della Società Italiana per la Psicoterapia e la Riabilitazione Forense, patrocinato dalla SIMLA. Due giornate di confronto interdisciplinare e interistituzionale, dal carcere al territorio, sul trattamento di chi ha commesso un reato
Ferrara, 21 ottobre 2026 – Mettere allo stesso tavolo chi cura, chi studia e chi amministra la giustizia, per costruire insieme percorsi di presa in carico, trattamento e riabilitazione di chi ha commesso un reato. È questo lo spirito del Congresso Nazionale della SIPRiFo – Società Italiana per la Psicoterapia e la Riabilitazione Forense, presieduta dal professor Carlo Garofalo (Università degli Studi di Perugia), che ha come titolo “La relazione clinica nella presa in carico e nel trattamento degli autori di reato. Prospettive cliniche nel trattamento e nella riabilitazione in ambito forense”, in programma a Ferrara, all’Università degli Studi, il 22 e 23 ottobre 2026, con il patrocinio della Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SIMLA). Il coordinamento locale del Congresso è affidato alla dottoressa Gabriella Rossi (AUSL Ferrara) ed il comitato scientifico è composto inoltre da: Prof. Vincenzo Caretti, Prof. Felice Carabellese, Dott. Francesco Spadaro, Prof. Antonello Bellomo, Prof.ssa Antonietta Curci, Dott.ssa Donatella La Tegola, Prof. Gabriele Mandarelli, Dott.ssa Lia Parente, Prof.ssa Antonella Somma e Prof.ssa Margherita Neri.
Il congresso nasce con un obiettivo preciso: promuovere il confronto interdisciplinare e interistituzionale sui temi della presa in carico, del trattamento e della riabilitazione degli autori di reato, favorendo il dialogo tra ricerca scientifica, pratica clinica e istituzioni. Per questo riunisce a Ferrara psichiatri, psicologi, medici legali, magistrati, operatori penitenziari e dei servizi territoriali, in un confronto che attraversa l’intero percorso della persona: dalla diagnosi clinico-forense e dagli strumenti di valutazione del caso al trattamento in ambito penitenziario, dalla riabilitazione sul territorio – nell’ottica di passare “dal controllo alla reintegrazione” – fino al nodo più delicato, quello della relazione terapeutica nei contesti coercitivi, dove la cura deve convivere con la misura imposta dal giudice. Una sessione specifica è dedicata agli adolescenti autori di reato, tra trauma, sviluppo e percorsi di responsabilizzazione. Al centro delle due giornate di lavoro vi è il ruolo della relazione, asse portante per una presa in carico ed un intervento efficace.
È un terreno di grande attualità, che intreccia cura, responsabilità e sicurezza sociale. Non va dimenticato che una parte rilevante della popolazione detenuta convive con un disagio psichico.
Al centro del dialogo promosso dal congresso c’è anche il contributo della medicina legale: è sulla base della perizia psichiatrica e medico-legale che il giudice costruisce le proprie decisioni, in un equilibrio delicato tra l’accertamento della pericolosità sociale, la tutela della salute della persona e le garanzie per la collettività. Un terreno in cui il rigore metodologico dell’accertamento si traduce direttamente in scelte che incidono sulla libertà personale e sulla sicurezza di tutti, e che rende naturale l’incontro tra la psicopatologia forense e la medicina legale. Il congresso enfatizza infatti la necessaria interdipendenza dei processi di valutazione e cura, sottolineando l’importanza del dialogo e della cooperazione interdisciplinare.
Il congresso, accreditato ECM, si apre con i saluti delle autorità accademiche e istituzionali, tra cui la presidente del Tribunale di Sorveglianza di Bologna. La lectio inaugurale è affidata al professor Vincenzo Caretti, Presidente Onorario della SIPRiFo.