Padova, 16 ottobre 2026 – I dubbi sul presunto caso di peste in Siberia e le preoccupazioni legate alla trasparenza delle autorità russe, oltre alla necessità di riformare il Servizio sanitario nazionale: sono i temi al centro degli interventi di Roberto Burioni, professore di Microbiologia e Virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele, e di Andrea Crisanti, professore di Parassitologia molecolare all’Imperial College, al Festival di Salute 2026, promosso da Salute de la Repubblica e in corso a Padova.
Burioni: “Peste in Siberia, quadro oscuro. Per l’Italia rischio minimo, ma preoccupa l’opacità delle autorità russe”
“Non sappiamo cosa sia realmente successo in Siberia. I comunicati ufficiali russi riferiscono che una ragazza è morta per una polmonite acquisita in comunità, ma non hanno fornito informazioni sulla diagnosi e sulla causa del decesso, neppure all’Organizzazione mondiale della sanità. Il quadro resta oscuro e si è parlato di peste. Quando si parla di peste in Russia c’è da avere paura, perché l’Unione Sovietica ha una tradizione solidissima nell’utilizzo di questo agente patogeno nella guerra batteriologica”, ha dichiarato Roberto Burioni.
“Per noi il rischio è minimo. Un caso di peste in New Mexico non mi preoccupa: si tratta di batteri che circolano in natura e che, se individuati in tempo, possono essere curati. Mi preoccupa, invece, un caso che provenga da un laboratorio russo. La peste sappiamo curarla. Quello che non sappiamo curare è l’opacità delle dittature”.
Crisanti: “Sanità da riformare, via il tetto alla spesa per il personale. Bisogna recidere il controllo della politica sulla gestione”
“È chiaro che il sistema sanitario, così com’è, deve essere cambiato. Occorre riequilibrare il rapporto tra pubblico e privato ed eliminare il tetto alla spesa per il personale, che impedisce alle strutture pubbliche di assumere specialisti e favorisce il privato. Bisogna investire sui professionisti sanitari, tra i meno pagati d’Europa, perché il Servizio sanitario nazionale non è fatto da edifici, ma da persone”, ha dichiarato Andrea Crisanti.
“È poi necessario intervenire sul modello di gestione, oggi fortemente condizionato dalla politica attraverso il sistema delle nomine regionali. La sanità rappresenta una leva di potere impressionante. La politica ha il dovere di programmare, indirizzare e controllare, ma quando entra direttamente nella gestione viene meno il necessario equilibrio tra controllore e controllato. Una delle priorità deve essere proprio quella di recidere il controllo della politica sulla gestione della sanità”.