Meldola (FC), 16 ottobre 2026 – Claudio Cerchione è intervenuto in sessione plenaria sulle nuove strategie terapeutiche; Nour Alassi ha presentato uno studio originale sui meccanismi molecolari associati alla progressione della malattia. Al congresso è stato presentato da Sarah Tassinari anche un modello tridimensionale del midollo osseo per studiare la resistenza ai trattamenti.
L’IRST “Dino Amadori” IRCCS è stato tra i protagonisti del 23° congresso annuale dell’International Myeloma Society (IMS), la comunità medico-scientifica internazionale di riferimento nello studio, nella diagnosi e nello sviluppo di nuove strategie terapeutiche per il mieloma multiplo. Durante l’evento, svoltosi a Glasgow dal 23 al 26 settembre, numerosi i contributi presentati dai ricercatori IRST.
Il Dott. Claudio Cerchione, ematologo dell’SSD Ematologia e Trapianti CSE IRST e referente dell’intergruppo di patologia mieloma AUSL Romagna-IRST, è intervenuto su una delle principali novità nel trattamento di prima linea: le cosiddette “quadruplette”, combinazioni terapeutiche che integrano più farmaci e nelle quali l’immunoterapia rappresenta un elemento centrale. Al centro della discussione, l’obiettivo di ottenere risposte sempre più profonde, fino alla negatività della malattia minima residua (MRD), bilanciando l’efficacia dei trattamenti con tollerabilità e qualità di vita. Un approccio che guarda a percorsi di cura sempre più personalizzati, capaci di tenere conto delle caratteristiche e delle condizioni del singolo paziente, dal soggetto giovane e in buone condizioni generali alla persona più fragile, con l’obiettivo di andare oltre il semplice controllo della malattia e dei sintomi. A completare il contributo sul fronte clinico, diversi studi dedicati alla valutazione di nuove molecole, presentati nella sessione poster sempre dal Dott. Cerchione, coautore degli stessi.
Selezionato per la presentazione orale, invece, lo studio “Plasma cfDNA Methylation Defines Progression-Associated Epigenetic States in Multiple Myeloma”, illustrato dalla biologa e farmacista Dott.ssa Nour Alassi che ha condiviso i dati aggiornati di un progetto di ricerca che integra dati clinici, radiomici, di biopsia liquida ed epigenetica per approfondire i meccanismi biologici alla base dell’evoluzione del mieloma multiplo. Il progetto analizza i cambiamenti nel DNA tumorale circolante presente nel sangue lungo le diverse fasi della malattia. L’obiettivo è poter utilizzare la biopsia liquida non solo per rilevare e quantificare il DNA tumorale, ma anche per monitorare l’evoluzione biologica della malattia e contribuire allo sviluppo di strategie di cura sempre più personalizzate.
Sul fronte della ricerca preclinica sperimentale, nella sessione poster è stato presentato lo studio “A Collagen-Hydroxyapatite 3D Bone Marrow Model Recapitulates Microenvironment-Mediated Drug Resistance in Multiple Myeloma”, di cui è prima autrice la Dott.ssa Sarah Tassinari. Il lavoro, sviluppato in collaborazione tra la Translational Hematology Unit e la Preclinic and Osteoncology Unit, presenta un modello tridimensionale della nicchia midollare. La piattaforma consente di analizzare la risposta alle terapie in un sistema sperimentale che mima la complessità biologica del midollo osseo, offrendo così uno strumento per studiare i meccanismi di resistenza e adattamento del tumore ai trattamenti.
I due studi si inseriscono nell’attività preclinica sul mieloma multiplo condotta dal ricercatore, Dott. Matteo Marchesini nell’ambito della Translational Hematology Unit, diretta dalla Dott.ssa Giorgia Simonetti, e sono frutto della stretta collaborazione con il gruppo di ricerca clinica del Mieloma Multiplo (referente il Dott. Claudio Cerchione) dell’SSD Ematologia e Trapianti CSE (responsabile il Dott. Gerardo Musuraca) e con la SC Radiologia (diretta dalla Dott.ssa Alice Rossi).
I contributi presentati all’IMS 2026 restituiscono le diverse dimensioni della ricerca sul mieloma multiplo sviluppata in IRST. Un percorso fondato sulla collaborazione tra competenze cliniche e di laboratorio, con l’obiettivo di trasformare la conoscenza biologica della malattia in strumenti utili per il suo monitoraggio e per lo sviluppo di strategie terapeutiche sempre più personalizzate.