Milano, 14 ottobre 2026 – Inserire lo sport nei Progetti di Vita delle persone con disabilità, nei piani personalizzati e nei relativi budget di progetto, individuando i sostegni e le risorse necessari per praticarlo. È la proposta della Fondazione Don Gnocchi, centro di riferimento nella riabilitazione, nella cura e nella ricerca scientifica in ambito riabilitativo, che in occasione del convegno “Io voglio esserci! Sport e disabilità giocano insieme” riunirà domani a Milano, all’Arena civica Gianni Brera, professionisti sanitari, istituzioni, realtà sportive e terzo settore.
In Italia 2,9 milioni di persone convivono con limitazioni gravi nelle attività abituali: tra queste lo sport viene praticato solo dall’11%, contro il 40,8% delle persone senza limitazioni. Un divario che riguarda salute, autonomia e possibilità di partecipare alla vita della comunità e che richiama la necessità di intervenire sulle condizioni di accesso, superando gli ostacoli fisici, culturali e organizzativi.
Interverranno tra gli altri Federica Picchi, sottosegretario Sport e Giovani di Regione Lombardia, e Pierangelo Santelli, presidente del Comitato Italiano Paralimpico Lombardia, oltre agli esperti della Fondazione Don Gnocchi Giampiero Merati, direttore sanitario del centro di Medicina dello sport dell’IRCCS S. Maria Nascente, Anna Cavallini, responsabile del dipartimento di Neuropsichiatria infantile, ed Elena Morselli, responsabile del dipartimento Disabilità adulta.
Serve una collaborazione stabile tra servizi sanitari e sociali, famiglie, associazioni e società sportive, che dia continuità alle possibilità individuate durante la riabilitazione. Un impegno che la Fondazione coltiva attraverso attività sportive nei centri e sul territorio e la ricerca del Laboratorio di Medicina dello sport Arsenio Veicsteinas dell’IRCCS S. Maria Nascente di Milano, dedicata agli effetti dell’esercizio fisico anche nelle persone con disabilità.
Antonio Troisi, direttore area Nord della Fondazione Don Gnocchi, dichiara: “Lo sport deve diventare un facilitatore di salute, autonomia ed emancipazione sociale, parte integrante del Progetto di Vita. La frammentazione delle opportunità territoriali ne limita ancora l’accesso. Come Fondazione Don Gnocchi vogliamo fare da ponte tra sanità, istituzioni e terzo settore, perché il percorso di ciascuno prosegua dalla riabilitazione al pieno coinvolgimento nella comunità”.
Lorenzo Brambilla, direttore medico e socio-assistenziale della Fondazione Don Gnocchi e responsabile scientifico del convegno, commenta: “La riabilitazione deve aiutare la persona a costruire la vita che desidera. Lo sport può significare salute, autonomia, relazioni e la possibilità di riconoscersi come atleta e compagno di squadra. Il nostro compito è partire dalle aspirazioni di ciascuno e individuare insieme obiettivi, sostegni e risorse per una partecipazione duratura”.
Il convegno affronterà le dimensioni sanitarie, educative e sociali di questo percorso: dalla medicina dello sport al passaggio dalla riabilitazione alla pratica sportiva, dalle protesi e tecnologie assistive all’attività motoria nell’età evolutiva. Spazio anche alla costruzione delle reti territoriali, al ruolo dei media e alle testimonianze degli atleti paralimpici Livia Cecagallina, Gabriele Lorenzo ed Enzo Masiello.
L’iniziativa ha il patrocinio di: Comune di Milano, CONI – Comitato regionale Lombardia, CSI – Centro Sportivo Italiano (Comitato di Milano), EISI – Ente Italiano Sport Inclusivi, Comitato Italiano Paralimpico – Regione Lombardia, MI’mpegno insieme responsabili, Sociòsfera Onlus, Oasi Società Cooperativa Sociale.