mercoledì, 14 Ottobre 2026

Welfair 2026. La medicina della longevità tra scienza, investimenti ed equità

Vivere più a lungo non basta. La nuova sfida è vivere più a lungo in salute.

Roma, 13 ottobre 2026 – Il 15 ottobre 2026, a Welfair Roma, un Tavolo Tecnico dedicato alla medicina della longevità riunirà clinici, ricercatori, istituzioni e imprese per affrontare una domanda centrale per i sistemi sanitari: possiamo trasformare la scienza dell’invecchiamento in una medicina preventiva, efficace, misurabile e accessibile?

La ricerca ha compiuto progressi straordinari. Infiammazione cronica, senescenza cellulare, alterazioni epigenetiche, difetti dell’autofagia e instabilità genomica sono oggi riconosciuti tra i processi che contribuiscono alle principali patologie associate all’età. Ma proprio mentre la biologia dell’invecchiamento entra in una fase di grande fermento, cresce il rischio di confondere ciò che è promettente con ciò che è già clinicamente dimostrato.

Un recente editoriale di Nature Medicine richiama il settore a “meno hype e più evidenza clinica”: molti interventi anti-aging, dai precursori del NAD+ ad alcuni peptidi, sono ancora sostenuti da dati sull’uomo insufficienti. È qui che passa il confine tra anti-aging commerciale e medicina della longevità: efficacia, sicurezza, appropriatezza e capacità di misurare i risultati.

Ma come si misura davvero l’invecchiamento biologico? Orologi epigenetici, proteomica, metabolomica, imaging e test funzionali stanno aprendo scenari nuovi, ma la loro validazione come endpoint clinici è ancora una priorità della ricerca.

Intorno a queste prospettive sta crescendo anche una vera longevity economy. Grandi gruppi tecnologici, fondi e biotech stanno investendo capitali in senescenza cellulare, rigenerazione tissutale, genomica e riprogrammazione cellulare. È un’accelerazione straordinaria, ma pone una domanda inevitabile: la medicina della longevità diventerà una nuova componente della medicina oppure un servizio premium per pochi?

Il rischio è che tecnologie sofisticate – diagnostica multi-omica, terapie cellulari e geniche, farmaci innovativi e programmi altamente personalizzati – amplifichino disuguaglianze già esistenti. Il tema non è soltanto “quanto potremo vivere?”, ma “chi potrà beneficiare di questi anni in più?”.

Allo stesso tempo, aumentare gli anni vissuti in autonomia e buona salute può ridurre il peso delle cronicità, posticipare fragilità e non autosufficienza, mantenere più a lungo capacità produttiva e partecipazione sociale. La longevità può quindi diventare non solo un nuovo mercato, ma un capitale sociale.

Il Tavolo Tecnico di Welfair partirà proprio da queste tensioni: quali interventi sono già pronti per la pratica clinica? Quali biomarcatori sono affidabili? Come distinguere innovazione e promessa commerciale? E come evitare che vivere più a lungo in salute diventi il nuovo privilegio del XXI secolo?

La sfida è trasformare la longevità da prodotto per pochi a obiettivo di salute pubblica.

Giovanni Scapagnini, MD, PhD – Professore Ordinario di Nutrizione Clinica, Dipartimento di Medicina e Scienze della Salute, Università degli Studi del Molise; Vicepresidente Società Italiana di Nutraceutica (SINut); Presidente Scientific Board International Longevity Science Association.

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