mercoledì, 14 Ottobre 2026

Peste, Fasanella (Rete IZS): “Bioterrorismo? Trasparenza prima linea di difesa e requisito fondamentale di salute pubblica”

Roma, 13 ottobre 2026 – “A proposito del sospetto caso di peste, al momento è fondamentale distinguere ciò che è stato verificato da ciò che è stato semplicemente riportato. Per comprendere quanto accaduto in Siberia servirebbero una conferma microbiologica dell’agente, informazioni epidemiologiche sul caso, sulle eventuali persone esposte, e la caratterizzazione genomica del microrganismo. In assenza di questi dati, qualsiasi conclusione sarebbe prematura. Ma c’è un altro aspetto da considerare: quando ci si trova di fronte a un patogeno ad alto rischio come Yersinia Pestis, la tempestività e la chiarezza dei dati internazionali sono la nostra prima linea di difesa. Per questo la biosicurezza non riguarda soltanto i laboratori, ma anche la capacità delle istituzioni di comunicare in modo tempestivo, trasparente e coordinato. La trasparenza non è una concessione politica o diplomatica, ma un requisito fondamentale di salute pubblica”.

Così Antonio Fasanella, Direttore Generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata (IZSPB), in rappresentanza della Rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali, che ospita il Centro di Referenza Nazionale per l’Antrace diretto da Domenico Galante, commenta le notizie relative a un sospetto caso di peste polmonare segnalato nella regione russa di Irkutsk.

“Un evento naturale, un incidente di laboratorio e un rilascio intenzionale – prosegue Fasanella – possono presentare inizialmente elementi sovrapponibili e la loro distinzione richiede l’integrazione di dati microbiologici, epidemiologici e genomici. La parola bioterrorismo, comparsa subito nel dibattito pubblico, richiede grande cautela. Ritengo, inoltre, che sia estremamente improbabile che un incidente simile possa verificarsi in Italia, ma nessun sistema di biosicurezza può essere considerato a rischio zero. I laboratori autorizzati a lavorare con agenti ad elevato rischio biologico sono pochi e operano secondo rigorosi requisiti di biosicurezza e biocontenimento, con personale specificamente formato e procedure validate anche in caso di incidente. E disponiamo di competenze diagnostiche di alto livello e di terapie antibiotiche efficaci, soprattutto quando il trattamento viene avviato tempestivamente. La vera sfida è riconoscere precocemente la malattia, proprio perché l’assenza della peste nel nostro Paese potrebbe ritardare il sospetto clinico”.

“La peste è una zoonosi che coinvolge principalmente popolazioni di roditori selvatici e i loro vettori, in particolare le pulci. Attualmente, il rischio nel nostro Paese è estremamente basso, ma la sorveglianza veterinaria e la capacità diagnostica della Rete IZS consentono di intercettare eventuali segnali di circolazione dell’agente negli animali prima che possano tradursi in un problema di sanità pubblica. Come Centro di Referenza Nazionale per l’Antrace, sappiamo quanto sia importante disporre di competenze e infrastrutture già operative prima che si verifichi un’emergenza. Lo abbiamo dimostrato nel 2001, quando la Rete degli Istituti Zooprofilattici fu chiamata a esaminare migliaia di campioni sospetti provenienti da tutta Italia. La vera sicurezza nasce dalla capacità di una rete di funzionare bene prima ancora che si verifichi l’emergenza”, conclude il Direttore.

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