Il riconoscimento assegnato dal collegio degli Storici della Chirurgia. Il volume celebra il centenario della più antica società chirurgica italiana.
Roma, 13 ottobre 2026 – Un secolo di storia della chirurgia napoletana, raccontato attraverso i suoi protagonisti, le trasformazioni della medicina e il contributo scientifico della scuola partenopea. È questo il valore dell’opera che è valso al chirurgo napoletano Nicola Carlomagno, in servizio presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, il premio intitolato alla memoria di Ferdinando Palasciano, assegnato annualmente dal Collegium degli Storici della Chirurgia alle pubblicazioni dedicate alla storia della disciplina.
La premiazione si è svolta a Roma, durante il convegno annuale del Collegium, nell’ambito del Congresso della Società Italiana di Chirurgia, presieduta dal professore napoletano Ludovico Docimo.
A essere premiato il volume “La Società Napoletana di Chirurgia compie 100 anni. Un secolo di chirurgia, cultura e passione partenopea”, cui Carlomagno è autore e coordinatore, realizzato insieme a Giuseppe Romagnuolo e con i contributi di altri colleghi.
L’opera racconta la storia della Società Napoletana di Chirurgia, la più antica società chirurgica d’Italia, fondata nel 1925 da Nicola Caprioli, Luigi Torraca, Giovanni Tritto e Francesco Buonomo La Rossa.
«Questo premio rappresenta per me un motivo di grande orgoglio, ma soprattutto un riconoscimento alla storia e al valore della scuola chirurgica napoletana», dichiara Carlomagno. «Abbiamo voluto raccontare non soltanto cento anni di attività scientifica, ma soprattutto le persone, i maestri e le generazioni di chirurghi che hanno costruito un patrimonio di conoscenze e professionalità. La chirurgia è una disciplina in continua evoluzione, ma non può esistere innovazione senza memoria».
La scuola chirurgica napoletana affonda le radici in una tradizione plurisecolare che annovera figure come Marco Aurelio Severino e Ferdinando Palasciano, tra i fondatori della Società Italiana di Chirurgia. Una tradizione sviluppatasi attraverso il rapporto tra insegnamento universitario e pratica ospedaliera, con istituzioni storiche come gli ospedali degli Incurabili e dei Pellegrini.
Il libro ripercorre l’evoluzione della chirurgia e della sanità italiana e campana, ricostruendo anche la storia dei presidenti e delle attività scientifiche della Società, che per generazioni ha rappresentato un luogo di formazione e confronto professionale.