martedì, 6 Ottobre 2026

Libera professione sanitaria, FIALS Milano porta numeri al Consiglio nazionale: solo 1,9% degli infermieri utilizza la deroga

Presentata al Consiglio nazionale FIALS la prima ricognizione organica su dieci enti tra Milano, Monza e Brianza. Analizzati 17.579 professionisti: 624 richieste complessive. Nobile: «La misura va resa strutturale, uniforme e molto meno burocratica»

Milano, 6 ottobre 2026 – I dati sulla libera professione delle professioni sanitarie raccolti da FIALS Milano sono stati presentati al Consiglio nazionale FIALS, dove il Segretario Generale Mauro Nobile ha illustrato i risultati di una ricognizione costruita su dieci enti sanitari dell’area di Milano, Monza e Brianza.

Il quadro riguarda il periodo dal 31 marzo 2023 al luglio 2026 e una platea media complessiva di 17.579 professionisti sanitari, di cui 13.043 infermieri e 4.536 appartenenti alle altre professioni sanitarie.

Le richieste complessive per attività extraistituzionale sono state 624: 246 tra gli infermieri, pari all’1,9%, e 378 tra le altre professioni sanitarie, pari all’8%.

In termini ancora più netti, significa che il 98,1% degli infermieri e il 92% degli altri professionisti sanitari non ha utilizzato questa possibilità.

«Questi numeri dicono che lo strumento esiste, ma viene utilizzato da una quota minima dei lavoratori», ha dichiarato Mauro Nobile, Segretario Generale FIALS Milano. «Se meno di due infermieri su cento presentano domanda, in un settore nel quale la questione salariale è così forte, dobbiamo interrogarci sul funzionamento concreto della misura».

La ricognizione è stata costruita con un lavoro specifico di raccolta: molti dati non erano pubblicati in forma aggregata e sono stati richiesti direttamente alle singole aziende, poi verificati, confrontati e resi omogenei.

Anche il confronto tra enti mostra differenze molto forti. All’ASST Gaetano Pini-CTO le richieste degli infermieri arrivano al 22,5%, mentre all’ASST Santi Paolo e Carlo si fermano allo 0,2%, con appena 3 richieste su una media di 1.765 professionisti. Tra le altre professioni sanitarie, al Pini-CTO si arriva al 29,7%.

Tra le professioni che hanno utilizzato maggiormente la deroga figurano i tecnici sanitari di radiologia medica con 67 richieste, le ostetriche con 51, i fisioterapisti con 47 e i dietisti con 41.

Un altro dato rilevante riguarda gli esiti: su 624 istanze, soltanto 26 non sono state autorizzate. Le principali motivazioni riguardano conflitti di interesse, assenza di regolamenti interni, mancato rispetto dei termini e violazioni dell’orario di lavoro.

«Il problema, quindi, non è che le aziende respingono in massa le richieste. Il problema è che quasi tutti i lavoratori non arrivano nemmeno a presentarle», ha sottolineato Nobile. «Le differenze tra aziende dello stesso territorio dimostrano quanto pesino informazione, procedure, regolamenti e organizzazione interna».

Nel suo intervento al Consiglio Nazionale, Nobile ha quindi proposto di trasformare la deroga in una disciplina strutturale e permanente, con regole nazionali uniformi, procedure più semplici e un monitoraggio annuale pubblico.

«La battaglia per gli aumenti salariali resta prioritaria», ha concluso Nobile. «Ma, mentre continuiamo a rivendicare stipendi più alti, dobbiamo anche eliminare gli ostacoli che impediscono ai professionisti sanitari di valorizzare le proprie competenze. Questa può diventare una delle principali battaglie della FIALS nazionale».

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