Saldo positivo del personale medico e infermieristico. A marzo 2026 il numero di dipendenti ha raggiunto il livello più alto di sempre: l’assessore Messner soddisfatto dell’andamento positivo
BOLZANO, 5 ottobre 2026 – Il numero dei dipendenti dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige è cresciuto negli ultimi anni. Per valutare la situazione del personale, tuttavia, non è decisivo considerare soltanto il numero delle uscite, bensì il rapporto tra il personale assunto e quello che lascia il servizio. Questo rapporto evidenzia, per il personale medico e infermieristico, un saldo costantemente positivo negli ultimi tre anni.
Nel 2023 sono stati assunti nell’Azienda sanitaria 170 medici e 119 hanno lasciato il servizio. Ne risulta un saldo positivo di 51 medici. Per il restante personale sanitario, a fronte di 454 assunzioni si sono registrate 322 uscite, con un saldo positivo di 132 unità. Anche nel 2024 il saldo del personale medico è stato positivo: 169 nuovi medici assunti a fronte di 153 uscite (+16). Nel 2024, invece, il personale tecnico, terapeutico e infermieristico ha registrato una lieve diminuzione (-16), che è stata più che compensata l’anno successivo: nel 2025, infatti, a fronte di 302 assunzioni nel personale sanitario non medico si sono registrate 267 uscite, con un saldo positivo di 35 unità. Anche per il personale medico nel 2025 si è registrato un andamento positivo (+41), con 189 assunzioni a fronte di 148 uscite.
“Per noi non conta soltanto quante collaboratrici e quanti collaboratori lasciano un’azienda, ma soprattutto come evolve l’organico complessivo. A essere decisivo è il saldo tra ingressi e uscite – e questo saldo è positivo per le professioni sanitarie dal 2023″, sottolinea l’assessore alla Prevenzione sanitaria e Salute Hubert Messner. “Monitoriamo molto attentamente i movimenti del personale e analizziamo le ragioni delle uscite. Vediamo, ad esempio, che anche le dimissioni volontarie sono rimaste stabili nel corso degli anni”.
Il fatto che l’organico dell’Azienda sanitaria abbia oggi raggiunto il livello più alto di sempre è confermato anche dai dati attuali: a marzo 2026 erano 1.602 i medici e 6.144 gli infermieri (teste) in servizio nell’Azienda sanitaria – un numero mai raggiunto prima. Un organico più consistente comporta naturalmente anche un certo numero di movimenti del personale. “Quando un’azienda cresce e oggi occupa molte più persone rispetto al passato, si registrano inevitabilmente anche più movimenti all’interno dell’organico. Questo, da solo, non è una prova di una riduzione del personale, come è stato affermato anche recentemente, ma va valutato in relazione alle nuove assunzioni e all’effettivo organico”, spiega Messner.
Un elemento importante degli ultimi anni è stato quindi il miglioramento delle condizioni di lavoro. Con i più recenti contratti collettivi sono state introdotte, per il personale infermieristico, tra le altre misure, la riduzione dell’orario di lavoro da 38 a 36 ore settimanali a parità di stipendio, nonché l’aumento o l’introduzione di diverse indennità. Anche per il personale medico sono state previste nuove indennità o aumenti di quelle esistenti, tra cui l’indennità per il servizio di Pronto soccorso. “Solo per questi due contratti la Provincia mette a disposizione circa 50 milioni di euro all’anno in più e con queste misure siamo riusciti ad allineare il livello retributivo delle nostre professioni sanitarie a quello del vicino territorio austriaco”, afferma l’assessore Messner.
“Buone condizioni di lavoro sono un fattore fondamentale per riuscire ad attrarre e trattenere il personale”, sottolinea l’assessore Messner. “La politica del personale nella sanità non significa soltanto trovare nuove collaboratrici e nuovi collaboratori, ma anche fare in modo che lavorino volentieri e a lungo nell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige”.
L’Alto Adige deve inoltre affrontare particolari sfide. Oltre alla concorrenza generale per il personale qualificato, incidono fattori quali i requisiti di bilinguismo e la vicinanza di un mercato del lavoro transfrontaliero. Proprio per questo, sottolinea Messner, l’attrattività del servizio sanitario provinciale deve essere costantemente sviluppata: “Non possiamo e non vogliamo sederci sugli allori per i saldi positivi del personale. Garantire e sviluppare ulteriormente il personale rimane uno dei compiti centrali per il futuro della nostra sanità”.