lunedì, 5 Ottobre 2026

Violenza su minori, donne e anziani: oltre 450 iscritti al convegno regionale di Ancona

Il 6 ottobre alla Mole Vanvitelliana la XIV edizione. Al centro dei lavori anche l’esperienza dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria delle Marche: 70 casi di maltrattamento rilevati nel 2025

Ancona, 5 ottobre 2026 – Sono oltre 450 gli iscritti al XIV Convegno regionale «La violenza sui minori, sulle donne e sugli anziani: riconoscere, proteggere, intervenire», in programma martedì 6 ottobre alla Mole Vanvitelliana di Ancona e patrocinato dalla Società Italiana di Medicina Legale (SIMLA). Il numero delle adesioni testimonia quanto il tema coinvolga professionisti e istituzioni chiamati, ciascuno nel proprio ruolo, a individuare la violenza e a costruire risposte efficaci per le vittime. Parteciperanno, grazie alla collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale, anche gli studenti delle V classi delle Scuole Secondarie Superiori.

Il convegno affronta un fenomeno che attraversa la sanità, la vita familiare, la scuola, i servizi sociali e la giustizia. Accanto alle forme di maltrattamento già note, emergono modalità di abuso che possono iniziare o proseguire attraverso uno smartphone: controllo costante degli spostamenti, accesso abusivo agli account, sorveglianza digitale, minacce di pubblicare immagini intime e ricatti online. L’intelligenza artificiale aggiunge nuove possibilità di manipolazione, tra cui la creazione di immagini e video sessuali falsi. Per chi subisce queste condotte, le conseguenze possono estendersi ben oltre il momento in cui un contenuto viene prodotto o condiviso.

Riconoscere i segnali prima che la violenza si aggravi è il primo filo conduttore della giornata. Il controllo esercitato su una donna può essere scambiato per gelosia; l’isolamento di una persona anziana può restare nascosto all’interno della famiglia; un episodio di umiliazione online tra adolescenti può essere liquidato come uno scherzo. Il programma mette a confronto competenze cliniche, medico-legali, sociali e giuridiche proprio per approfondire come leggere questi segnali, ascoltare le persone coinvolte e valutare il rischio.

Una particolare attenzione sarà rivolta ai minori e agli adolescenti. I social media possono amplificare episodi di aggressione e umiliazione, mentre la ricerca di approvazione e visibilità può influenzare le dinamiche del gruppo. L’intervento dedicato agli adolescenti esaminerà il rapporto tra bisogno di appartenenza e comportamenti violenti, comprese pratiche come la ripresa e la diffusione di aggressioni. In questo ambito, la protezione richiede che adulti e professionisti sappiano cogliere sia la violenza subita sia le condizioni che favoriscono il coinvolgimento dei ragazzi.

Per le donne, la violenza può assumere forme fisiche, sessuali, psicologiche e digitali che spesso si intrecciano. Il convegno affronterà il controllo coercitivo e lo stalking digitale, la diffusione non consensuale di immagini intime, la sextortion e i deepfake sessuali. La disponibilità di messaggi, fotografie, dati di localizzazione o altri elementi digitali pone anche questioni pratiche: come raccoglierli e documentarli correttamente, come tutelare la riservatezza della vittima e come far dialogare l’assistenza sanitaria con gli interventi delle autorità competenti.

Un’altra sessione porterà l’attenzione sulle persone anziane, per le quali l’abuso può manifestarsi attraverso trascuratezza assistenziale, isolamento, pressioni psicologiche o sottrazione di risorse economiche. La fragilità o la perdita di autonomia possono rendere più difficile raccontare quanto accade e chiedere aiuto. Riconoscere un possibile maltrattamento richiede quindi attenzione alle condizioni cliniche, alle relazioni della persona e al contesto in cui vive, senza attribuire automaticamente ogni segnale all’età o alla malattia.

Il confronto partirà anche dall’esperienza dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche. Nella casistica aziendale relativa al 2025 sono riportati 70 casi di maltrattamento di donne maggiorenni, 5 casi di violenza sessuale su donne e 10 casi di abuso o maltrattamento su minori di sesso femminile. Questi numeri descrivono i casi rilevati dall’Azienda: non rappresentano una stima di tutte le violenze avvenute sul territorio, comprese quelle che non arrivano all’attenzione dei servizi.

L’Azienda ha avviato la pianificazione dei percorsi assistenziali per le vittime di violenza su donne e minori nel 2006, aggiornandoli negli anni. Ha inoltre partecipato alla formazione degli operatori e ai tavoli della rete antiviolenza territoriale, contribuendo a protocolli di collaborazione tra istituzioni. È su questa esperienza che si innesta la riflessione del convegno: dall’accoglienza della persona alla valutazione dei suoi bisogni, dalla documentazione degli elementi utili alla protezione, fino al collegamento con i servizi che possono accompagnarla nel tempo.

La giornata si aprirà con un forum strategico sul ruolo delle istituzioni di fronte alle nuove forme di violenza. Il percorso scientifico approfondirà poi gli adolescenti e i social media, le conoscenze neuroscientifiche sullo stalking, la violenza invisibile del controllo coercitivo, gli abusi facilitati dall’intelligenza artificiale e il maltrattamento dell’anziano fragile. Un intervento conclusivo sarà dedicato alla violenza osservata nella realtà assistenziale locale.

L’obiettivo è rafforzare una capacità condivisa di intervento. Un sanitario può riconoscere il primo segnale, un assistente sociale può individuare una situazione di isolamento, un esperto forense può contribuire alla corretta lettura di una prova digitale. Perché questi passaggi diventino protezione concreta, servono percorsi chiari e un dialogo costante tra sanità, magistratura, forze dell’ordine, servizi sociali e istituzioni.

La direzione scientifica del convegno è affidata a Loredana Buscemi. I presidenti sono Armando Marco Gozzini e Francesco Paolo Busardò.

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