martedì, 29 Settembre 2026

La tutela della salute dei migranti: 1 ottobre a San Severo (FG) sfide e sinergie dei servizi territoriali

Il 1° ottobre a San Severo una mattinata di confronto e formazione promossa da ASL Foggia

San Severo, 29 settembre 2026 – Garantire la tutela della salute dei migranti è una delle sfide per i sistemi sanitari e socio-assistenziali contemporanei: richiede un approccio integrato, multidisciplinare e orientato all’equità. Per rafforzare la collaborazione tra i diversi attori coinvolti nella presa in carico della popolazione migrante, ASL Foggia ha organizzato una mattinata di confronto e formazione dal titolo “La tutela della salute dei migranti: sfide e sinergie dei servizi territoriali”.

L’incontro formativo si svolgerà il primo ottobre 2026, nella sala Mario Fanelli del Convento dei Frati Cappuccini di San Severo (in piazzale Cappuccini), dalle ore 8 alle ore 14.

L’iniziativa, promossa dalla Direttrice del Distretto Socio Sanitario di San Severo, Annamaria Gualano, nasce dalla consapevolezza che il diritto alla salute è un principio universale e che l’accesso alle cure e ai servizi sanitari non può essere compromesso da barriere linguistiche, culturali, sociali o amministrative. La tutela della salute richiede la capacità di riconoscere le specificità delle persone e del contesto in cui vivono, in modo da garantire percorsi assistenziali fondati su equità, appropriatezza e continuità delle cure.

L’obiettivo è promuovere un modello che metta in rete servizi sanitari, servizi sociali, enti locali, terzo settore, mediatori linguistico-culturali e associazioni del territorio. Un sistema integrato nel quale competenze e professionalità diverse concorrano per garantire la presa in carico globale degli utenti.

“Il diritto alla salute è universale e come tale deve poter essere esercitato concretamente da ogni persona, indipendentemente dalla provenienza, dalla lingua o dalla situazione amministrativa”, afferma Leonardo Miscio, Direttore Sanitario di ASL Foggia. “Per un servizio sanitario pubblico – prosegue – garantire questo principio significa assicurare l’erogazione delle prestazioni e lavorare affinché ciascuno comprenda quali servizi sono disponibili, in che modo accedervi e ricevere una risposta assistenziale adeguata ai propri bisogni. Differenze linguistiche e culturali, vulnerabilità sociale, complessità dei percorsi amministrativi e difficoltà di accesso possono infatti creare ostacoli e determinare disuguaglianze nell’assistenza, con il rischio di interrompere o ritardare percorsi di cura. In questo contesto, prezioso è il contributo dell’associazione Medici con l’Africa CUAMM impegnata nella promozione e della tutela della salute delle popolazioni africane, della Caritas, della Croce Rossa Italiana e della Fondazione Migrantes”, conclude Miscio.

“La tutela della salute non può prescindere dalla tutela della persona nella sua globalità”, aggiunge Annamaria Gualano, Direttrice del Distretto Socio Sanitario di San Severo. “Le condizioni sociali, familiari, abitative, lavorative e relazionali possono incidere profondamente sulla possibilità di accedere alle cure e di seguire con continuità un percorso assistenziale. Per questo è necessario che i diversi soggetti presenti sul territorio non operino in modo isolato, ma condividano responsabilità, competenze e strumenti. Fondamentali, inoltre, la formazione e il confronto tra professionisti – conclude Gualano – rappresentano strumenti essenziali per superare queste barriere. Investire nelle competenze degli operatori significa rafforzare la capacità del sistema di ascoltare, orientare e prendere in carico le persone, costruendo servizi sempre più accessibili, inclusivi e vicini alle comunità”.

“Le sinergie territoriali sono strategiche per garantire una presa in carico globale e per tradurre concretamente i principi di universalità, equità e appropriatezza delle cure”, sottolinea Carolina Villani, coordinatrice del Servizio sociale distrettuale di ASL Foggia. “Una rete territoriale forte, capace di dialogare con le comunità e di valorizzare il ruolo dei servizi sociali, sanitari, degli enti locali e del terzo settore – conclude – contribuisce non solo a ridurre le disuguaglianze di salute, ma anche a rafforzare la coesione sociale”.

Nel corso della giornata saranno affrontate le principali criticità connesse alla presa in carico della popolazione migrante e saranno condivise esperienze, strumenti e buone pratiche utili a migliorare l’organizzazione dei servizi e la collaborazione tra i diversi professionisti e soggetti coinvolti.

Particolare attenzione sarà dedicata alla comunicazione interculturale, all’orientamento ai servizi e alla costruzione di percorsi assistenziali capaci di rispondere ai bisogni delle persone in condizioni di maggiore vulnerabilità.

La giornata formativa ha ottenuto il patrocinio del Consiglio Regionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali (CROAS), della Fondazione Migrantes, della Caritas, dell’associazione Medici con l’Africa CUAMM e della Croce Rossa Italiana.

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