Dal 2019 il PPFF ha sostenuto quasi 250 famiglie. Si rafforza la rete dell’Azienda USL dedicata ai pazienti oncologici e ai loro familiari, con particolare attenzione ai minori e alle situazioni di maggiore vulnerabilità
Aosta, 25 settembre 2026 – Una malattia oncologica non coinvolge soltanto la persona che riceve la diagnosi, ma può incidere profondamente sull’equilibrio dell’intero nucleo familiare, soprattutto quando sono presenti figli minori, persone sole, difficoltà economiche, sociali o altre condizioni di vulnerabilità. È su queste situazioni che interviene il Progetto Protezione Famiglie Fragili Oncologiche (PPFF) dell’Azienda USL Valle d’Aosta, nato nell’ambito della Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta e costruito su una presa in carico integrata sanitaria, psicologica, sociale ed educativa.
Il PPFF, che celebra ogni 26 settembre la propria Giornata regionale, costruisce per ogni famiglia un percorso personalizzato attraverso il raccordo tra ospedale, territorio e Terzo Settore. La presa in carico comprende informazione e orientamento rispetto ai diritti e ai servizi disponibili, supporto psicologico, sostegno alla domiciliarità, facilitazione dell’accesso alle cure, dimissioni protette e, quando necessario, inserimenti temporanei o di sollievo in strutture residenziali.
Il lavoro viene coordinato dalla mini-équipe PPFF, guidata dalla Dott.ssa Meri Madeo, Responsabile della SSD Psicologia, e composta dall’oncologa Dott.ssa Olga Elisabetta Cursio, dalla psicologa-psicoterapeuta Dott.ssa Stefania Bassino e dalle assistenti sociali ospedaliere Dott.ssa Maria Garofalo e Dott.ssa Marta Simonato. L’équipe, potenziata quest’anno da due assistenti sociali ospedaliere, si riunisce periodicamente nell’ambito di uno specifico gruppo per analizzare e valutare le situazioni segnalate, elaborare i progetti psico-sociali personalizzati e monitorarne l’andamento in raccordo con i servizi socio-sanitari territoriali.
Dal 2019, anno di avvio del progetto, il PPFF ha supportato complessivamente quasi 250 nuclei familiari, costruendo negli anni una rete sempre più strutturata tra ospedale, territorio, servizi sociali e Terzo Settore.
I dati più recenti confermano la rilevanza dell’attività. Nel 2025 sono stati assistiti 40 nuclei familiari, 29 dei quali caratterizzati dalla presenza contemporanea di più fattori di fragilità. Tra le condizioni maggiormente rilevate figurano la presenza di minori, che ha riguardato 13 situazioni, e soprattutto i nuclei familiari ristretti, con un solo genitore o una persona sola, presenti in 17 casi. Sono inoltre emerse fragilità economiche correlate alla malattia oncologica, disagio psichico, disabilità, difficoltà di integrazione sociale, linguistica e culturale ed esperienze recenti o plurime di lutto.
Nel primo semestre del 2026 sono già 27 i nuclei familiari assistiti, di cui 14 nuove prese in carico. Anche in questo caso la complessità rappresenta l’elemento prevalente: 20 famiglie presentano più fragilità contemporaneamente. In 14 casi si tratta di nuclei ristretti, in 9 sono presenti minori, mentre 5 famiglie presentano situazioni di disabilità e altrettante un disagio economico correlato alla malattia oncologica. Sedici nuclei sono seguiti in integrazione con i servizi territoriali, ospedalieri, di Neuropsichiatria infantile, Salute mentale e Servizi sociali.
«Quasi 250 famiglie accompagnate dal 2019 rappresentano un dato importante, ma soprattutto raccontano altrettante storie nelle quali alla cura della persona è stato necessario affiancare un sostegno concreto all’intero nucleo familiare – sottolinea l’Assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali, Carlo Marzi –. La malattia oncologica può modificare profondamente gli equilibri quotidiani, familiari, economici e relazionali e richiede quindi risposte capaci di andare oltre il solo aspetto sanitario. Il valore del Progetto Famiglie Fragili sta proprio nella capacità di mettere insieme professionalità, servizi e realtà del territorio, intervenendo in modo specifico là dove la vulnerabilità è maggiore e dove sono coinvolti bambini e ragazzi. È un modello di integrazione socio-sanitaria che mette al centro la persona, considerata nella sua interezza fisica, sociale e psicologica, che vogliamo continuare a sostenere e rafforzare».
Particolare attenzione è dedicata alle famiglie con figli minori o giovani adulti. Il supporto psicologico aiuta i genitori ad affrontare anche uno degli aspetti più delicati della malattia: trovare modalità e parole adeguate per comunicare ai figli la diagnosi, l’eventuale aggravamento delle condizioni cliniche o accompagnarli nell’esperienza del lutto.
Nel primo semestre 2026 sono stati attivati quattro interventi educativi territoriali rivolti ai figli minori di pazienti fragili, due dei quali in continuità con il 2025. Gli educatori intervengono nei momenti di riorganizzazione familiare determinati dalla malattia, contribuendo a preservare per bambini e ragazzi spazi di normalità, occasioni ludico-ricreative, relazioni e contatti con le risorse del territorio. Prosegue inoltre il supporto psicoterapeutico individuale dedicato a due minori colpiti dalla perdita di un genitore.
Fondamentale continua a essere il contributo della rete territoriale e del Terzo Settore. La co-progettazione con la Cooperativa Noi & Gli Altri e l’Associazione V.I.O.L.A. APS permette di integrare il lavoro dell’Azienda USL con educatori, pedagogisti, psicologi, operatori socio-sanitari e altre professionalità, attivate sulla base delle necessità individuate dalla mini-équipe.
Proprio da questo lavoro di rete nascono anche due nuove iniziative dedicate all’elaborazione del lutto, che saranno finanziate attraverso i fondi del progetto. La prima prevede la creazione di un gruppo di elaborazione del lutto rivolto ai familiari, come spazio protetto di condivisione e sostegno. La seconda, denominata “Ritrovare Senso”, è dedicata a bambini e adolescenti e nasce dalla collaborazione tra il gruppo di lavoro PPFF e la Cooperativa Noi & Gli Altri, grazie anche a una donazione promossa dalla Fondazione Comunitaria della Valle d’Aosta.
L’obiettivo resta quello che accompagna il Progetto fin dalla sua nascita: fare in modo che, insieme alla cura della malattia, sia possibile prendersi cura anche delle conseguenze che essa produce sulla vita quotidiana, sulle relazioni e sull’equilibrio di tutta la famiglia, costruendo intorno alle situazioni più fragili una rete capace di intervenire in modo tempestivo e coordinato.
Il Progetto Protezione Famiglie Fragili è sostenuto dalla Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta e dalle iniziative di raccolta fondi realizzate in collaborazione con i partner e la comunità locale.