Roma, 22 settembre 2026 – Nel percorso terapeutico di un paziente possono esserci parole temibili, difficili anche solo da pronunciare ad alta voce. E altre che possono assumere un valore straordinario nell’iter di cura. Ognuna di queste parole può avere definizioni e sfaccettature diverse, che variano in base all’esperienza di chi le pronuncia: non esiste un unico significato e tutti meritano di essere ascoltati.
Partendo da questa consapevolezza prende il via “Il senso delle parole”, un tour in tre tappe dedicato alla sensibilizzazione e alla comunicazione in ambito oncologico, promosso da Merck Italia con il patrocinio delle società scientifiche AIOCC – Associazione Italiana di Oncologia Cervico-Cefalica ETS, Fondazione GONO GI, Fondazione GONO Plus ETS, GOIM – Gruppo Oncologico dell’Italia Meridionale, SIUrO – Società Italiana di Uro-Oncologia e SIMG – Società Italiana dei Medici di Medicina Generale, e delle associazioni di pazienti AILAR, FAIS, PaLiNUro e WALCE Aps.
Il progetto, realizzato insieme all’enigmista e professore di semiotica Stefano Bartezzaghi, consiste in un vero e proprio cruciverba tematico gigante, che unisce l’intrattenimento del gioco di parole alla riflessione profonda su temi legati alla salute e alla cura. Sul palco, Stefano Bartezzaghi risolve lo schema insieme a ospiti d’eccezione – un oncologo e un paziente – mentre il pubblico contribuisce a costruire le definizioni.
“Un cruciverba è un enigma: un modo per entrare nelle profondità della lingua, facendoci riflettere su come ci esprimiamo e su cosa esprimiamo – dichiara Stefano Bartezzaghi –. Un cruciverba è un gioco: un modo leggero di passare il tempo assieme e di usare le parole che di consueto ci pesano”. In questa occasione il cruciverba diventa anche uno strumento di condivisione e formazione per pazienti, caregiver e per i volontari che, in ospedale e fuori, supportano i pazienti.
La prima tappa del tour si è svolta martedì 22 settembre a Roma, presso l’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Regina Elena (IFO): un appuntamento dedicato ai tumori uroteliali e della vescica. A risolvere le definizioni, insieme a Stefano Bartezzaghi, sono intervenuti Fabio Calabrò, direttore dell’Oncologia Medica 1 dell’IRCCS Istituto Nazionale Tumori Regina Elena – IFO, Livio De Angelis, direttore generale degli Istituti Fisioterapici Ospitalieri IFO, e Paolo Conte, volontario dell’Associazione Pazienti Tumore Vescica PaLiNUro.
“Bisogna trovare le parole giuste – evidenzia Fabio Calabrò –. In poche situazioni, come in una malattia, le parole sono veramente importanti: per spiegare la diagnosi, per raccontare le possibilità terapeutiche e gli effetti dei trattamenti, per stabilire una relazione, per togliere i sensi di colpa che a volte aggravano il carico della malattia, per dare libertà di scelta a chi si ammala. Quando usata con attenzione e competenza, la parola diventa cura”.
«Che il tour “Il senso delle parole” prenda il via da IFO non è un caso: l’ambito uro-genitale, che comprende i tumori uroteliali, è da sempre una priorità del nostro Istituto, tra tecnologie all’avanguardia come la chirurgia robotica e un numero significativo di trial clinici attivi. Ma accanto all’eccellenza clinica, crediamo che l’umanizzazione delle cure e l’empowerment del paziente siano oggi una responsabilità altrettanto importante», aggiunge Livio De Angelis.
Il tumore della vescica è il secondo tumore urologico più comune dopo quello alla prostata e in Italia nel 2024 sono stati diagnosticati 31.016 casi. È più comune tra i 60 e i 70 anni ed è quasi 4 volte più frequente negli uomini che nelle donne, ma rispetto al passato l’incidenza della neoplasia è in sensibile aumento nella popolazione femminile. Il principale fattore di rischio è il fumo di sigaretta. Il carcinoma uroteliale è il tipo più frequente di tumore della vescica: rappresenta più del 90% dei casi (dati AIOM, “I numeri del cancro in Italia 2025”).
A volte diagnosticato in ritardo, a causa di sintomi difficili da riconoscere e quindi da riportare al medico, il tumore dell’urotelio può avere un impatto significativo sulla qualità di vita di chi ne è colpito. Inoltre il tabù che ancora circonda l’area uro-genitale può ostacolare la condivisione di sintomi ed esperienze. Il tempo dedicato all’ascolto è dunque un elemento fondamentale nella relazione medico-paziente e caregiver/volontario-paziente.
“Noi volontari dell’Associazione PaLiNUro, e pazienti al tempo stesso di neoplasia vescicale, abbiamo il compito di assistere i pazienti mettendo a loro disposizione il patrimonio di esperienza personale maturata durante le fasi di diagnosi, terapia e assistenza – afferma Paolo Conte –. Una efficace comunicazione è fondamentale per il raggiungimento del nostro obiettivo. Le parole che utilizziamo devono anche, e forse soprattutto, essere in grado di mitigare le ansie e le insicurezze che tipicamente affliggono i pazienti”.
Il progetto “Il senso delle parole” si inserisce nel solco tracciato da Merck con l’esperienza del Manifesto per l’Umanizzazione delle Cure Oncologiche e dell’Abbeced(i)ario, un glossario narrativo nato proprio per comprendere e restituire il valore profondo delle parole nel mondo della cura, con l’obiettivo di abbattere i pregiudizi e promuovere una comunicazione più chiara, inclusiva e umana.
“Chi riceve una diagnosi oncologica deve affrontare importanti sfide, fisiche, psicologiche ed emotive – dichiara Andrea Paolillo, direttore medico di Merck Italia –. Per questo, sin dal nostro ingresso in oncologia, abbiamo lavorato con le istituzioni, le società scientifiche e le associazioni di pazienti per promuovere un approccio sempre più olistico alle cure, in cui il supporto psicologico, l’ascolto e il sostegno concreto a pazienti e familiari diventassero prassi clinica”.
Dopo il debutto romano, “Il senso delle parole” prosegue il tour con il suo maxi cruciverba all’Humanitas di Milano il 3 novembre, con un evento dedicato ai tumori della testa e del collo, e il 17 novembre a Catania, dove ci si concentrerà sul tumore al polmone.