mercoledì, 23 Settembre 2026

Tempo di funghi: a Imola riapre lunedì 28 settembre l’ispettorato micologico

Dal 28 settembre al 5 dicembre gli orari e le modalità di accesso al servizio dell’AUSL di Imola

Imola, 22 settembre 2026 – Dal 28 settembre al 5 dicembre 2026, salvo proroga del periodo di apertura in relazione all’andamento stagionale, riapre l’Ispettorato Micologico dell’AUSL di Imola.

L’arrivo dell’autunno, stagione caratterizzata da condizioni climatiche favorevoli alla crescita dei funghi, richiama nei boschi molti appassionati raccoglitori. Non tutte le specie, però, sono commestibili: alcune varietà tossiche o velenose possono assomigliare a quelle commestibili e trarre in inganno anche i raccoglitori meno esperti, con conseguenze anche gravi per la salute.

Per prevenire il rischio di intossicazioni e avvelenamenti, l’Ispettorato Micologico dell’Azienda USL di Imola è a disposizione dei cittadini presso la Casa della Comunità di Imola, in via Amendola 8.

Orari di apertura al pubblico: dal 28 settembre al 5 dicembre 2026 il servizio sarà accessibile lunedì, martedì, giovedì e sabato dalle 12.30 alle 13.30 (tel. 0542 604944 – 0542 604950). Nei giorni di mercoledì e venerdì le richieste di certificazione saranno comunque soddisfatte contattando il front office, disponibile anche per fornire informazioni al numero 0542 604950, dal lunedì al sabato dalle 9.00 alle 12.30.

Anche al di fuori del periodo di apertura stagionale sarà possibile ottenere la certificazione di commestibilità dei funghi, contattando il front office al numero 0542 604950, dal lunedì al sabato dalle 9.00 alle 12.30, per ricevere informazioni sulle modalità di conferimento dei funghi. La certificazione dell’Ispettorato è gratuita e riguarda sia i funghi destinati al consumo diretto sia le partite di funghi spontanei destinate alla vendita.

«Nel corso degli anni abbiamo identificato diversi funghi velenosi, come Amanita phalloides, le Lepiota a piccola taglia, Galerina marginata, Entoloma lividum (sinuatum), Cortinarius orellanus e altri – spiega Francesco Baldinini, micologo dell’Azienda USL di Imola –. Si tratta di funghi che possono provocare intossicazioni molto gravi, fino a mettere a rischio la vita o rendere necessario un rapido trapianto di organi. Inoltre, con costante e preoccupante regolarità, sono stati presentati anche altri funghi come Clitocybe olearia, Hypholoma fasciculare, Clavaria, Russula emetica e Agaricus xanthoderma (xantodermus), che possono provocare intossicazioni e avvelenamenti di varia entità. Molti di questi funghi velenosi o tossici sono stati raccolti non solo nei boschi, ma anche nei parchi cittadini o nei giardini domestici. Purtroppo non sono mancate situazioni – prosegue Baldinini – in cui i cittadini non si sono rivolti all’Ispettorato e sono successivamente arrivati in ospedale con gravi complicazioni. Tra le cause più comuni di errore c’è la confusione tra funghi commestibili e specie non commestibili, che possono trarre in inganno per la loro somiglianza. È il caso, ad esempio, delle pericolose Lepiota a piccola taglia (helveola, brunneoincarnata, josserandii), che possono essere scambiate con l’innocuo e commestibile Marasmius oreades (gamba secca o chiodino)».

Particolare attenzione va riservata anche ai bambini, che possono essere incuriositi dai colori e dalle forme dei funghi e raccoglierli o ingerirli mentre giocano nei prati, nei parchi o nei giardini. Per questo è importante prestare attenzione alla presenza di funghi nelle aree verdi frequentate dai più piccoli e, in caso di sospetta ingestione, rivolgersi tempestivamente al Pronto Soccorso.

È indispensabile, per la propria sicurezza, sottoporre tutti i funghi raccolti al controllo dell’Ispettorato Micologico prima del consumo. Per consentirne una corretta identificazione, i reperti devono essere integri, con la presenza sia del gambo sia del cappello. I funghi raccolti devono inoltre essere riposti in contenitori adeguati, rigidi e aerati, come cestini o contenitori a rete. Sono invece da evitare buste e sacchetti di plastica.

In caso di sospetto avvelenamento o intossicazione è necessario contattare il 118 o recarsi al Pronto Soccorso, riferendo al personale sanitario quanto tempo è trascorso dall’ingestione dei funghi e descrivendo, per quanto possibile, i funghi consumati. Se disponibili, è utile portare con sé eventuali funghi non utilizzati o gli scarti della pulitura, che possono essere di grande aiuto per l’identificazione della specie responsabile dell’intossicazione.

L’anno 2025 è stato caratterizzato da condizioni climatiche poco favorevoli alla crescita dei funghi, in particolare da lunghi periodi di caldo associati a una prolungata siccità, alternati a piogge intense ma troppo brevi. A causa della conseguente modesta raccolta, le segnalazioni al Pronto Soccorso sono state inferiori rispetto al passato, con un solo caso di intossicazione e/o avvelenamento che, dopo un ricovero ospedaliero protrattosi per diversi giorni, si è risolto senza conseguenze. Un episodio che richiama l’attenzione sulla necessità di controllare la presenza di funghi anche nelle aree verdi frequentate dai bambini.

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