Partono le iniziative di formazione, coinvolgeranno oltre 40.000 infermieri in tutta la Regione Lazio
Roma, 22 settembre 2026 – La scienza infermieristica nella cartella clinica elettronica? La Regione Lazio è la prima in Italia che, accogliendo la proposta del Coordinamento degli Ordini degli Infermieri del Lazio, ha voluto rendere operativo in tutte le sue aziende sanitarie il Professional Assessment Instrument (PAI), messo a disposizione a titolo gratuito dall’OPI di Roma.
Si tratta dell’adozione di un programma informatico che consente e facilita l’adozione di un linguaggio standardizzato – in questo caso basato sulla tassonomia Nanda-I, asseverata scientificamente – che fa emergere e risultare tutte le attività degli infermieri in cartella clinica: con ciò facilitando non soltanto la comprensione olistica delle condizioni del paziente, ma dotando la Regione di dati sui quali costruire una migliore programmazione di politica sanitaria.
Oggi in Sala Tevere la Regione, con il direttore della Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria Andrea Urbani e la dirigente dell’area Innovazione e ICT Annalisa Bononati, ha tenuto una riunione volta alla organizzazione e programmazione delle attività formative che, entro il giugno 2027, interesseranno oltre quarantamila infermieri di tutta la regione. L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Roma – presente alla riunione con il presidente Maurizio Zega – fornirà docenti e know how.
La trasformazione digitale della sanità richiede cartelle cliniche elettroniche interoperabili e dati sanitari standardizzati. Ma fino ad ora l’assistenza infermieristica è stata poco rappresentata nei sistemi informativi sanitari digitali.
“Le terminologie infermieristiche standardizzate (SNT) – ha dichiarato il presidente dell’OPI Maurizio Zega – rendono la documentazione assistenziale uniforme, confrontabile e utilizzabile. Integrando il PAI nella cartella clinica elettronica regionale si favorisce una valutazione strutturata e decisioni cliniche supportate da evidenze, mentre l’integrazione dei dati infermieristici migliora la qualità della documentazione, la sicurezza del paziente e la continuità delle cure. Infine, i dati infermieristici vengono utilizzati per la governance clinica, la valutazione degli esiti e la programmazione sanitaria”.
“È questo – ha concluso Zega – il contributo del Coordinamento degli Ordini degli Infermieri del Lazio alla salute pubblica nella nostra Regione”.
“La Cartella Clinica Elettronica regionale non rappresenta soltanto un progetto di innovazione tecnologica, ma un percorso di evoluzione del nostro modello clinico-assistenziale. L’integrazione del PAI costituisce un passaggio importante di questo percorso, perché porta all’interno della Cartella Elettronica anche la dimensione infermieristica dell’assistenza, attraverso un modello strutturato, standardizzato e fondato su solide basi scientifiche. Significa mettere a disposizione dei professionisti strumenti sempre più efficaci per la presa in carico del paziente e favorire percorsi assistenziali più omogenei, tracciabili e sicuri in tutte le Aziende sanitarie del Lazio”, ha dichiarato Andrea Urbani, direttore della Direzione regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria.