Il reparto dell’ospedale napoletano ha effettuato negli ultimi cinque anni ben 3mila procedure: in media oltre 500 all’anno. È l’unica unità operativa complessa di questo tipo in Italia ad avere una guardia attiva h24. Da un anno in funzione anche l’Angiosuite, che riduce di 45 minuti i tempi di trattamento dall’ingresso in Pronto soccorso alla sala
Napoli, 15 settembre 2026 – Si è aperta oggi al Centro di Biotecnologie dell’ospedale Cardarelli la due giorni dedicata all’embolizzazione (dai fondamenti alla sicurezza) che porterà a Napoli specialisti provenienti da tutto il mondo (Arabia Saudita, Turchia, Marocco, Slovenia e Polonia) per approfondire nella pratica questa tecnica innovativa finalizzata a bloccare i sanguinamenti acuti dovuti a traumi o lesioni interne. Emorragie che prima venivano trattate con la chirurgia open e che invece oggi possono giovarsi di procedure mininvasive in grado di ridurre sensibilmente i tempi di intervento (si stima un risparmio di 45 minuti dall’accesso al pronto soccorso alla sala operatoria), con un recupero molto più veloce delle condizioni di salute del paziente dopo il trattamento. A presiedere il corso la dottoressa Raffaella Niola, direttore dell’unità operativa complessa di Radiologia Vascolare ed Interventistica del Cardarelli, affiancata dagli specialisti Felice D’Antuono e Fabio Corvino, appartenenti alla medesima Uoc dell’ospedale.
“Il tempo è sangue, così come il ‘tempo è muscolo cardiaco’ ed è cervello, vale a dire che tali tecniche si inseriscono a pieno titolo nelle reti tempo dipendenti. Risparmiando tempo, aumentano le possibilità di salvare vite”, ha spiegato ad inizio corso la primaria Niola. Ad ascoltarla, un momento prima delle sessioni pratiche, radiologi interventisti di fama internazionale, con esperienza già nelle procedure di macroembolizzazione e al Cardarelli per approfondire la microembolizzazione, nonché per ampliare e perfezionare le proprie tecniche di embolizzazione.
Il Cardarelli negli ultimi cinque anni ha portato a termine ben 3088 procedure di embolizzazione, con una media di 517 procedure all’anno. L’Uoc diretta dalla dottoressa Niola è ancora l’unica struttura pubblica in Italia ad utilizzare in emergenza una strumentazione all’avanguardia come l’Angiosuite, una sala ibrida presente al padiglione DEA che permette di acquisire le immagini dei vasi sanguigni attraverso l’angiografo e le immagini degli organi e delle ossa attraverso la Tac; le informazioni raccolte dai due sistemi vengono integrate da un software di modellazione 3d che restituisce una visione estremamente affidabile e dettagliata al medico, consentendogli di intervenire rapidamente e soprattutto senza dover spostare il paziente da un reparto all’altro. Una tecnologia che apre nuove possibilità di trattamento non solo in emergenza ma anche in oncologia, evidenziando al radiologo una mappa puntuale dei vasi danneggiati, permettendo biopsie estremamente precise e garantendo tempi di recupero rapidi al paziente.
Dice il direttore generale del Cardarelli Antonio d’Amore: “Voglio ricordare che la nostra Radiologia interventistica è anche sede di formazione europea per studenti, specialisti che desiderano aggiornarsi su tecniche d’avanguardia o medici che hanno già completato la specializzazione e che decidono di svolgere un ulteriore periodo di formazione pratica e teorica sull’embolizzazione. Il più delle volte si tratta di professionisti selezionati direttamente dalla CIRSE (Cardiovascular and Interventional Radiology Society of Europe), che consente da alcuni anni oramai di frequentare il Cardarelli da 1 a 6 mesi per tirocini molto verticali, spesso attraverso borse di studio messe a disposizione dalla stessa Società Europea di Radiologia Cardiovascolare e Interventistica. Una testimonianza inequivoca del grado di specializzazione raggiunto nella formazione dal nostro ospedale in questa specialità, che è essenziale in urgenza per salvare la vita dei pazienti e offre opportunità di crescita costante anche al personale interno. Un punto di riferimento nazionale ed internazionale per professionisti provenienti da tutto il mondo, oltre che per la normale rete formativa in convenzione con l’università Federico II e per la rete extra formativa di specializzandi che arrivano da strutture presenti in tutta Italia”.