lunedì, 14 Settembre 2026

Endometriosi, quando il dolore va oltre il corpo: A.P.E. accende i riflettori sulla salute mentale delle donne

Depressione, ansia, stress percepito, riduzione della qualità della vita, distress psicologico e difficoltà nel funzionamento sociale e lavorativo: la ricerca scientifica conferma che l’endometriosi non è solo una malattia del corpo. L’A.P.E. – Associazione Progetto Endometriosi, che da vent’anni fa informazione e prevenzione, mette a disposizione delle pazienti anche il sostegno di professionisti della salute mentale

Sala Baganza, 14 settembre 2026 – In Italia una donna su dieci convive con l’endometriosi e, come ricorda da anni l’A.P.E. – Associazione Progetto Endometriosi, il percorso che porta alla diagnosi richiede in media tra i cinque e gli otto anni. Un’attesa lunghissima, fatta di dolore fisico, esami ripetuti e, troppo spesso, di sintomi non creduti o sottovalutati. Ed è proprio su questo secondo fronte, quello meno visibile, che la comunità scientifica sta accumulando negli ultimi anni evidenze sempre più solide: l’endometriosi non mette a rischio solo il corpo delle donne che ne soffrono, ma anche il loro equilibrio psicologico.

Diversi studi internazionali hanno documentato un’associazione significativa tra endometriosi e disturbi psicologici. Una ricerca condotta su oltre 200mila donne, incrociando i dati della UK Biobank con quelli di grandi consorzi di genetica psichiatrica, ha rilevato che le pazienti con endometriosi presentano un rischio di depressione più che triplicato e un rischio di ansia più che raddoppiato rispetto alla popolazione generale, anche tenendo conto di età, dolore cronico e altre variabili cliniche. Altri lavori scientifici, condotti su campioni di pazienti, hanno rilevato percentuali molto elevate di sintomi ansiosi e depressivi, che tendono ad aggravarsi nelle fasi di dolore più acuto.

Gli effetti non si fermano alla sfera emotiva individuale. La letteratura scientifica associa l’endometriosi anche a un incremento dello stress percepito, a un peggioramento della qualità della vita correlata alla salute (la cosiddetta HRQoL) e a un più generale distress psicologico, che si somma al carico del dolore cronico. Ne risente spesso anche il funzionamento sociale e lavorativo: molte donne raccontano di dover nascondere la malattia sul posto di lavoro, di ridurre le relazioni sociali nei periodi di dolore più intenso o di sentirsi sole e incomprese proprio quando avrebbero più bisogno di sostegno.

Il legame, sottolineano i ricercatori, sembra funzionare in entrambe le direzioni: il dolore cronico e l’incertezza di una diagnosi che tarda ad arrivare possono favorire l’insorgenza di ansia e depressione, mentre a loro volta queste condizioni psicologiche possono amplificare la percezione del dolore, in un circolo che rischia di aggravarsi se non viene intercettato per tempo.

Fondata nel 2005 da pazienti volontarie, l’A.P.E. – Associazione Progetto Endometriosi ha fatto della consapevolezza il proprio strumento principale di prevenzione. In vent’anni di attività l’associazione ha formato oltre 340 sanitari, con corsi di alta formazione organizzati insieme ad alcuni tra i migliori specialisti del settore, e ha raggiunto oltre 25mila studenti nelle scuole di tutta Italia. Tra le iniziative rivolte al personale sanitario, l’associazione ha dedicato due edizioni specifiche del proprio percorso formativo agli psicologi e agli psicoterapeuti, riconoscendo per tempo l’importanza di un approccio davvero multidisciplinare alla malattia.

«Questi corsi sono innovativi perché uniscono competenza tecnica e dimensione umana – spiega Annalisa Frassineti, presidente dell’A.P.E. –. La presenza delle volontarie permette ai medici di ascoltare direttamente le storie delle pazienti, comprendendo quanto sia fondamentale un approccio empatico oltre che competente».

Proprio a partire da questa consapevolezza, l’A.P.E. mette oggi a disposizione delle donne con endometriosi anche una rete di psicologi a cui potersi rivolgere lungo tutto il percorso di cura: dal momento spesso destabilizzante della diagnosi, fino alla gestione quotidiana di una malattia cronica che può incidere su corpo, umore, vita di coppia e vita lavorativa. Un sostegno pensato non per sostituire il percorso medico, ma per affiancarlo, offrendo alle pazienti uno spazio in cui essere ascoltate e uno strumento in più per affrontare la malattia senza restare sole.

«Se qualcuno mi avesse parlato di endometriosi quando ero adolescente, forse avrei evitato anni di dolore inspiegabile – racconta Jessica Fiorini, vicepresidente dell’A.P.E. –. Per questo continuiamo a portare informazioni ovunque: nelle scuole, negli ambulatori, nei luoghi di aggregazione. E per questo crediamo sia importante che nessuna donna debba affrontare da sola anche il peso psicologico di questa malattia».

Nonostante i progressi compiuti in vent’anni di attività, mancano ancora in Italia percorsi diagnostico-terapeutici realmente integrati, che prevedano fin dall’inizio anche un supporto psicologico strutturato per le pazienti. L’endometriosi, inoltre, non è ancora stata riconosciuta nei Livelli Essenziali di Assistenza aggiornati, e le esenzioni per visite ed ecografie restano limitate agli stadi più avanzati della malattia. Anche sul fronte del lavoro mancano tutele specifiche per chi deve assentarsi a causa dei sintomi, con il rischio concreto di discriminazioni.

Cos’è l’endometriosi? L’endometriosi è una malattia infiammatoria cronica che colpisce in Italia circa il 10% della popolazione femminile in età fertile, anche se i dati sono estremamente parziali e probabilmente sottostimati. I sintomi più diffusi sono: forti dolori mestruali ed in concomitanza dell’ovulazione, cistiti ricorrenti, irregolarità intestinale, pesantezza al basso ventre, dolori ai rapporti sessuali, infertilità nel 35% dei casi. Per una malattia di cui non si conoscono ancora le cause, per la quale non esistono cure definitive né percorsi medici di prevenzione, per limitare i danni che l’endometriosi provoca, è fondamentale fare informazione per creare consapevolezza! L’A.P.E. è una realtà nazionale che da 20 anni informa sull’endometriosi, nella consapevolezza che l’informazione sia l’unica prevenzione ad oggi possibile.

Sul sito dell’APE – www.apendometriosi.it – ci sono tutte le informazioni utili e i progetti per aiutare concretamente le donne affette da endometriosi e per entrare a far parte della rete nazionale.

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