Piacenza, 14 settembre 2026 – Una lesione sospetta può essere individuata con una semplice visita specialistica, ma riconoscerla tempestivamente può fare una grande differenza nel percorso di cura. È questo il messaggio che l’Azienda Usl di Piacenza rilancia in occasione dell’edizione 2026 di Make Sense Campaign, la campagna europea di educazione e sensibilizzazione sui tumori della testa e del collo, promossa in Italia dall’Associazione Italiana di Oncologia Cervico-Cefalica.
Anche quest’anno l’Azienda aderisce alla campagna con un open day dedicato ai tumori del cavo orale, in programma venerdì 25 settembre, dalle 9 alle 13, negli ambulatori di Otorinolaringoiatria dell’ospedale di Piacenza, al primo piano dell’edificio 4A nel nucleo antico. Saranno effettuate visite specialistiche gratuite, previa prenotazione al CUPTel 800.651.941, attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Otorinolaringoiatria, guidata da Domenico Rosario Cuda, e Odontostomatologia, diretta da Aldo Oppici, con l’obiettivo di favorire l’intercettazione precoce delle lesioni del cavo orale e promuovere una maggiore consapevolezza sui fattori di rischio e sui sintomi da non sottovalutare.
La presentazione dell’open day si è svolta alla presenza del direttore generale Paola Bardasi, del professor Cuda, del dottor Oppici, di Maria Silvia Lazio, responsabile del Percorso diagnostico terapeutico assistenziale dei tumori testa-collo, di Daria Salsi, medico-chirurgo di Otorinolaringoiatria e di Elisabetta Merigo, responsabile dell’ambulatorio di Patologia e Medicina orale dell’Odontostomatologia.
I tumori testa-collo, che comprendono le neoplasie del cavo orale, della laringe, della faringe, dei seni paranasali, della tiroide e della cute del volto, rappresentano il 10 per cento dei tumori maschili e il 4 per cento delle neoplasie nelle donne. In Italia si registrano oltre 9.000 nuovi casi ogni anno. Particolarmente significativa è inoltre la crescente incidenza tra le persone giovani, soprattutto in relazione all’infezione da papilloma virus umano (HPV), che rende ancora più importante investire in prevenzione e diagnosi precoce.
“Il nostro obiettivo è garantire ai pazienti una presa in carico tempestiva, integrata e realmente centrata sulla persona, anche attraverso una stretta collaborazione tra specialisti e medici di medicina generale – ha sottolineato il direttore generale – La diagnosi di un tumore rappresenta sempre un momento particolarmente delicato e il Pdta permette di offrire una risposta strutturata e complessiva ai bisogni del paziente. Le scelte terapeutiche vengono condivise all’interno di un’équipe multidisciplinare, tenendo conto non solo degli aspetti clinici, ma anche della qualità di vita e delle esigenze psicologiche della persona”.
L’esperienza dello scorso anno
L’esperienza dello scorso anno conferma l’importanza di iniziative di questo tipo. In occasione dell’ultimo open day sono state circa 150 le persone sottoposte a visita. Di queste, circa il 14 per cento è stato inserito nel percorso di presa in carico del reparto: per 12 pazienti sono stati predisposti percorsi per la rimozione di piccole lesioni, mentre 9 sono stati sottoposti a ulteriori accertamenti.
“L’incidenza dei tumori del cavo orale – ha evidenziato il professor Cuda – si colloca tra 12 e 15 nuovi casi ogni 100mila abitanti. La loro individuazione, tuttavia, può partire da un controllo semplice e non invasivo. Per individuare una lesione sospetta può essere sufficiente una visita specialistica e se necessario, si può procedere con l’asportazione della lesione e con gli opportuni approfondimenti diagnostici. A Piacenza abbiamo inoltre un percorso strutturato per i tumori testa-collo, coordinato dalla dottoressa Maria Silvia Lazio, che permette di accompagnare il paziente nelle diverse fasi della diagnosi e del trattamento, grazie al lavoro di un’équipe multidisciplinare”.
Fondamentale è anche la collaborazione tra le diverse professionalità coinvolte nella prevenzione e nella cura. “La collaborazione con i colleghi di Otorinolaringoiatria è per noi particolarmente importante – ha evidenziato il dottor Oppici – I tumori del cavo orale possono compromettere in modo significativo funzioni come la funzione masticatoria, la deglutizione e la capacità di parlare. Per questo è essenziale individuare precocemente anche le lesioni precancerose. Una diagnosi tempestiva permette di intervenire quando la malattia è ancora in una fase iniziale, aumentando le possibilità di una guarigione completa e riducendo il rischio di conseguenze per il paziente. Mettere in comune le nostre competenze significa offrire ai cittadini un percorso di prevenzione e cura sempre più efficace e qualificato”. Le due Unità Operative a questo proposito, l’Otorinolaringoiatria e l’Odontostomatologia, hanno entrambe predisposto da tempo un percorso dedicato che assicura la possibilità per i medici di medicina generale di prenotare celermente una visita in pochi giorni per pazienti con lesioni sospette allo scopo di compiere una diagnosi tempestiva.
Il percorso dell’Azienda Usl di Piacenza
L’Otorinolaringoiatria dispone di un Percorso diagnostico terapeutico assistenziale dei tumori testa-collo, coordinato da Maria Silvia Lazio, che si avvale di un team multidisciplinare in grado di garantire una presa in carico rapida e completa dei pazienti con sospetta neoplasia. Per quanto riguarda il cavo orale, il percorso prevede interventi chirurgici di exeresi del tumore integrati da tecniche ricostruttive avanzate e terapie oncologiche complementari come la radioterapia e la chemioterapia.
Nel 2025 sono stati circa 300 i pazienti presi in carico dal Percorso diagnostico terapeutico assistenziale testa-collo per lesioni oncologiche sospette o accertate. La patologia colpisce maggiormente gli uomini rispetto alle donne e presenta una maggiore frequenza soprattutto a partire dai 70 anni.
Tra i principali fattori di rischio figurano fumo di sigaretta e consumo di alcol. Altri elementi associati allo sviluppo dei tumori del cavo orale sono i traumi ripetuti della superficie interna della bocca, per esempio legati all’errato posizionamento di protesi dentarie, la scarsa igiene orale, la masticazione di tabacco, l’anemia di Fanconi, l’uso della pipa e l’esposizione al sole, particolarmente rilevante per i tumori del labbro. Una quota minoritaria, inferiore al 5 per cento, dei carcinomi del cavo orale è associata a un’infezione cronica da HPV.